In Cina e Asia — Stallo nel dialogo commerciale tra Usa e Cina

Stallo nel dialogo commerciale tra Usa e Cina
Si è concluso con un nulla di fatto il primo dialogo economico tra Stati Uniti e Cina, deciso ad aprile dall’incontro tra Xi Jinping e Donald Trump. Le due delegazioni hanno addirittura ritenuto opportuno annullare le conferenze stampa che avrebbe dovuto concludere i 100 giorni di tempo che Pechino e Washington si erano dati per trovare un terreno comune sul piano commerciale. Gli Usa vogliono ridurre il deficit commerciale, aumentando le esportazioni verso la Repubblica popolare e con un maggiore accesso al mercato cinese per le aziende statunitensi. Le dispute commerciali tra le due principali economie al mondo sono state uno dei cavalli di battaglia della campagna presidenziale di Trump. Il capo di Stato Usa non ha neppure escluso l’imposizione di tariffe sulle importazioni cinesi, mentre preme affinché i cinesi riducano l’eccesso di capacità produttiva.
Pechino ai pechinesi
La polizia pechinese assume per aumentare i controlli sui documenti degli immigrati. Oltre 2.400 funzionari assisteranno gli agenti incaricati di verificare se chi arriva da fuori città dispone di regolare registrazione. Le regole cinesi prevedono che chi vive per più di sei mesi fuori dal proprio luogo di nascita debba dotarsi di un permesso di residenza. Agenti e assistenti porteranno avanti controlli porta a porta, con l’intento di scovare potenziali rischi.
L’aria cinese non migliora
Nonostante gli sforzi del governo, nella prima metà dell’anno ci sono stati meno giorni di aria pulita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Blocchi delle auto e interventi contro l’uso del carbone non hanno contribuito a migliorare la qualità dell’aria. Il numero di giornate di aria, buona o eccellete nelle 338 città monitorate dal ministero dell’Ambiente è sceso del 2,6%. A Pechino il calo è stato anche più consistente: -7,1%. Il neonominato ministro per l’Ambiente s è impegnato a portare avanti la battaglia contro l’inquinamento. Centrale allo scopo sarà la provincia dell’Hebei che circonda la capitale ed è sede delle fabbriche più inquinanti del Paese, responsabile quindi di circa un terzo dell’inquinamento che sovrasta Pechino.
Kim dice di voler trattare con gli Usa
Kim Jong Un sarebbe pronto a trattare con gli Usa per arrivare a un trattato di pace, a patto che mettano da parte la richiesta di denuclearizzazione del regime. Avrebbe pertanto dato indicazioni ai diplomatici di muoversi in questa direzione. Lo scrive il quotidiano giapponese Asahi Shimbun, che colloco la direttiva urgente diramata dal leader nordcoreano nei giorni del G20 di Amburgo, quando le tensioni nella penisola furono al centro delle discussioni dopo il riuscito test di un missile intercontinentale. Secondo le ricostruzioni, il giovane dittatore avrebbe inoltre enfatizzato la necessità di sfruttare le opportunità aperte dall’amministrazione del presidente Moon Jae In in Corea del Sud benché al momento non si stia esprimento sulla richiesta di dialogo su temi umanitari e militari invocato da Seul. Parallelamente, come riporta la Cnn, Pyongyang sarebbe comunque pronta a un nuovo test balistico
