In Cina e in Asia — Missile nordcoreano sorvola il Giappone

La nostra rassegna quotidiana

Missile nordcoreano sul Giappone “minaccia senza precedenti”

Una minaccia senza precedenti”. Così il premier giapponese Shinzo Abe ha definito il lancio del missile nordcoreano che ha sorvolato l’isola settentrionale di Hokkaido, ieri. Si tratterebbe di un Hwasong 12 a medio raggio che è partito da una piattaforma mobile nei pressi della capitale, Pyongyang, fatto inusuale dato che di solito le rampe di lancio si trovano in località remote e costiere. Il vettore ha compiuto un tragitto di 2.700 chilometri a un’altezza massima di 550, perdendosi in mare a 1280 chilometri dalle coste giapponesi. In realtà l’evento non è “senza precedenti”: nel 2009 era avvenuto un lancio analogo — si disse per saggiare le reazioni dell’amministrazione Obama — e precedentemente un altro missile nordcoreano aveva sorvolato il Giappone nel 1998, ma in entrambi i casi Pyongyang aveva dichiarato di avere messo in orbita un satellite; in questo caso, nessuna dichiarazione del genere. Il lancio avviene in contemporanea con le esercitazioni congiunte che stanno svolgendo le forze armate sudcoreane e statunitensi e una settimana dopo quelle effettuate da Usa e Giappone, Paese a cui sembra diretto il “messaggio” di Pyongyang. Oggi è prevista una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Cina: nuove regole per il controllo su internet

L’anonimità su internet è finita, dicono i critici delle nuove norme emesse dalla Cyberspace Administration of China’s (Cac), l’agenzia cinese che regolamenta la Rete. La Cac ha stabilito che chiunque posti online debba per forza di cose farlo con la propria identità reale, regola già prevista da alcune tra le più importanti piattaforme — come WeChat — ma ora estesa anche a forum e gruppi di discussione. I post di chi non si attiene alla norma, saranno cancellati. La nuova normativa arriva dopo l’annuncio di un’inchiesta sui maggiori operatori internet del Paese — accusati di non controllare suficientemente la propria utenza — e mentre si vocifera di una stretta sulle Vpn, lo strumento fondamentale per aggirare il “grande firewall” che di fatto isola la Rete cinese.

Cina: rumors di una caduta in disgrazia di Wang Jianlin, boss di Wanda

Le azioni del gruppo Wanda sono crollate di 10 punti percentuali lunedì mattina dopo che si erano diffuse voci, poi smentite dalla società, secondo cui il suo fondatore e presidente, Wang Jianlin, sarebbe stato arrestato. Boxun, un tabloid politico in lingua cinese con sede negli Usa, ha rivelato durante il fine settimana che le autorità cinesi avrebbero impedito a Wang e alla sua famiglia di lasciare la Cina. Secondo il rapporto, Wang sarebbe stato fermato all’aeroporto internazionale di Tianjin mentre stava partendo per il Regno Unito. Il tycoon a capo del conglomerato che spazia dall’immobiliare allo spettacolo, uno degli uomini più ricchi della Cina, è da tempo al centro di voci che riguardano lui e il suo gruppo. Wanda è finito nelle maglie dei controlli bancari sugli investimenti cinesi all’estero e ha dovuto rinunciare a diversi accordi internazionali già siglati.

Cina: il Partito si prende l’accademia buddista

Larung Gar, in Sichuan, è la più grande accademia di buddismo tibetano al mondo. Tra pochi giorni verrà posta sotto il controllo di un comitato del Partito Comunista, guidato da un locale funzionario di polizia. Si pensa che la manovra rientri nella volontà di Pechino di controllare maggiormente le istituzioni religiose. Lunedì scorso, il Partito comunista di Garze, la prefettura del Sichuan dove si trova Larung Gar, ha pubblicato un elenco di quadri nominati per guidare l’accademia e il monastero. Il prescelto per la carica di segretario del Partito nell’accademia — la prima nomina da 40 anni — è un vice capo della polizia di Garze. Sarà anche direttore dell’istituto religioso, posizione finora ricoperta da Ani Mumtso, una rispettabile monaca, nipote del fondatore di Larung Gar. Altri funzionari sono collocati nei rimanenti ruoli chiave.