Macbeth

Among acid walker
Jul 21, 2017 · 2 min read

Macbeth resta un ottimo film; lento ma facile, perché il linguaggio di Shakespeare era così, capace di farsi capire

Voto: 7,5

Il film fatto di umidità e nebbia, di infinite colline, oscurità e, effettivamente di poche persone, ci potrebbe riportare alla mente quel cuore impavido di William Wallace, ma nulla c’entra.

Non vi sono che poche persone, un esercito stremato e diversi accampamenti e castelli, miraggio — a volte invisibile — di una nuova Scozia.

Dall’altro lato un nemico forte e mai presente, come l’Inghilterra, che attende rossa come il suo araldo, che il verde bosco di Birnam possa un giorno muoversi contro di lui.

Ma Macbeth é una persona sola: lui e la moglie, che per un certo momento sono una cosa sola. Lo influenza con le sue ambizioni, lo contagia, lo fa ammalare di quella malattia che è tutta contemporanea: l’ambizione al successo.

Prima scorre latte nelle vene di Macbeth, prima di tornare a casa, di dimenticare i discorsi e i grandi ideali figli del vivere con uomini, tra gli uomini; poi scorre sangue, soprattutto fuori dalle vene — ma è sangue rosso.

I dialoghi tengono fede perlopiù all’opera originale, tanto che sembra di assistere come protagonisti al dramma, di palpare la scena.

Il cielo dei campi di battaglia, nel suo delimitare sagome, per certi versi ricorda, il cielo del Dracula di Coppola, dove tutto sente di non avere colore al di fuori del fuoco, e del sangue ovviamente.

Il colore che resta appartiene al potere temporale della Chiesa, che presenzia con delle figure bizantine i pasti consumati in fretta del re e il re stesso, che da candido, anzi latteo regnante di Scozia, nella sua ultima notte si colora di un rosso più intenso e vivo.

Il re è solo, la moglie sola, e ancora più soli i figli perché condannati a non nascere mai.

La maledizione di conoscere il proprio destino li costringe, per natura, a sospettare, a maledire soprattutto quel circolo di affetti che gli circonda.

Per quanto si possa agire come uomini su altri uomini, arrecando loro fortuna o disgrazia, non si può altrettanto cambiare la sorte a cui si è condannati.

Le streghe, dai tratti alieni e fuori da quel tempo, possiedono occhi distanti e simboli marchiati a fuoco sul viso; di età disparata e con una quarta figura di bambina che puntualmente preannuncia il loro arrivo con un sinistro sonaglio di ossa.

Anche se ci sono alcune scelte che mi portano distante dalla realtà storica del dramma, come l’uso di pulviscolo perennemente sospeso a mezz’aria, così come l’uso — a volte eccessivo — di ralenti e fast forward, questo Macbeth resta un ottimo film; lento ma facile, perché il linguaggio di Shakespeare era così, capace di farsi capire.

Ottimi i suoni.

Cinema Caustico

)

Among acid walker

Written by

Cinema Caustico

Riflessioni a proposito di cinema

Welcome to a place where words matter. On Medium, smart voices and original ideas take center stage - with no ads in sight. Watch
Follow all the topics you care about, and we’ll deliver the best stories for you to your homepage and inbox. Explore
Get unlimited access to the best stories on Medium — and support writers while you’re at it. Just $5/month. Upgrade