Coccodrilli dal cilindro
racconto 23

La Torre Parte 4 — Primo piano

Siamo entrati nel tuo cervello

Un racconto di Alessandro Lusitani
Illustrazione di Annalisa Bollini

[Numero 1126]: La città è sventrata dagli imbuti snelli e terribili di sette trombe d’aria. Io sono in strada tra gli scheletri degli edifici, e guardo i grattacieli oscillare sotto le sferze del vento. Pendoli di orologi a pendolo, penso, soltanto al contrario. Sono terrorizzato, ma anche attratto dalla violenza delle raffiche. Aspetto solo di essere catturato dal tornado e scaraventato ad altezze inimmaginabili.

Elio Ruiz, l’inquilino del primo piano della Torre, sedeva su una poltrona di pelle, nella stanza attraversata da una luce viola scuro. Sentì il postino scampanellare oltre le tapparelle abbassate. Doveva avergli scritto qualche cliente.
Ruiz aveva sessantacinque anni, grandi mani, una calvizie di cui non ammetteva l’esistenza, una penna sull’orecchio. Vestiva tuniche colorate e non portava biancheria intima.
Si alzò dalla poltrona per tornare al tavolo rotondo degli strumenti. Sopra c’erano cinque teche contenenti bobine e spirali a incandescenza. Le spirali diffondevano nella stanza la luce violacea ed erano collegate tra di loro da un groviglio di cavi. Un cavo scendeva dal tavolo e si srotolava lungo il pavimento, per poi collegarsi a un casco sferico indossato da un uomo nudo steso in un lettino.
Per terra c’erano dei faldoni numerati, pagine e pagine di tasche di plastica riempite con dei vetrini.
Le macchine producevano un brusio grave che fu zittito al passaggio del treno. Le teche tintinnarono e, per qualche istante, il viola illuminò a intermittenza.

[Numero 3558]: Percorro una strada di montagna, a destra la parete rocciosa, a sinistra la valle a strapiombo. Guido a forte velocità. C’è un tornante più stretto degli altri, e io schiaccio l’acceleratore. Il guardrail si spezza e per un lunghissimo istante precipito. Il vuoto mi riempie i polmoni, i peli delle braccia si drizzano dal piacere. Nel sogno riesco a morire restando in vita.

Ruiz staccò il cavo più grosso e la luce si attenuò fino a spegnersi del tutto.
«Abbiamo finito».
L’uomo sul lettino sbarrò gli occhi. Era giovane e brizzolato. Lentamente si mise a sedere e tolse il casco. «Mi esplode la testa».
«Siamo entrati nel tuo cervello».
«Avevi detto che non avrebbe fatto male».
«Ti abbiamo trapanato l’inconscio, solo un buchino, ma un po’ di mal di testa è il minimo».

L’uomo cominciava a rivestirsi.
«Lo vogliamo guardare ora insieme o…» fece Ruiz, estraendo un vetrino dalla macchina.
«No!» urlò l’altro dal buco della manica. E aggiunse con un filo di voce, quasi per scusarsi «Preferisco tenerlo per me».
«Molto bene».
Quello infilò velocemente i jeans e le scarpe. Prese il vetrino dalle mani di Ruiz e lasciò due banconote sul tavolo circolare.
«Grazie». L’uomo piegò il capo e uscì.
Ruiz lo guardò allontanarsi dalla Torre, poi tornò alla macchina e tirò fuori un secondo vetrino. Stampava sempre i sogni estratti dai suoi clienti in due copie.
Prese la penna che portava sull’orecchio e scrisse sul bordo del vetrino [Numero 7889]. Poi lo infilò nel proiettore che stava all’altro capo della stanza, e srotolò un telo schiacciando un pulsante.
Il telo fu investito dallo stesso viola che prima illuminava la stanza. E il sogno cominciò a prendere forma.

La Torre crollò quel giorno nell’incendio causato dalla vedova Bottazzini, l’inquilina della mansarda, che aveva dato fuoco all’armadio per stanare una rana.
Quando riconobbero il corpo carbonizzato di Elio Ruiz, senza mani, neanche più un capello, una penna fusa su quello che era stato il suo orecchio, trovarono vicino a lui una pila di faldoni appena bruciacchiati. L’enigmatico contenuto, miracolosamente intatto.


Alessandro Lusitani è nato nel 1995, viene da Piacenza, ha diciannove anni ma già qualche capello bianco.

Annalisa Bollini, classe 1984, ha studiato allo IED di Torino e negli Stati Uniti. Coniuga l’attività di illustratrice a quella di arteterapista. Trovate i suoi lavori qui e potete comprare alcune sue opere suEtsy.


I racconti della Torre:

Parte 1: Niente di memorabile
Parte 2: Trovò due neri occhi a palla
Parte 3: Gli spaghetti al cesso
Parte 4: Siamo entrati nel tuo cervello
Parte 5: Era un bambino drogato (26 agosto)
Parte 6: Non c’è niente che possiamo fare? (30 agosto)


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