Coccodrilli dal cilindro
racconto 26

Mercurocromo

Un racconto di Norma Rosso
Illustrazione di Brigitta Ricci

«Ecco, ho finito».
Leonardo è seduto sul water e si abbraccia la gamba ferita mentre quella sana pende giù, senza che il piede riesca a toccare le piastrelle. Guarda fisso il taglio sul ginocchio, ora pulito e tutto rosso di mercurocromo. Spera che la mamma tiri fuori uno di quei bei cerotti enormi, o ancora meglio, una garza tutta bianca, di quelle che fanno un po’ di giri intorno al ginocchio e poi serve la retina per farle stare ferme, come quella che aveva Lucia, quando è caduta in motorino.
«Adesso ci mettiamo un bel cerotto, però ti devi alzare, così lo sistemiamo bene e non si stacca».
La mamma prende dalla mensola la scatola dei cerotti piccoli color carne. Rotto l’abbraccio, Leonardo scende deluso dal trono, prima con la gamba sana poi con l’altra.
«Ne mettiamo due, così sta fermo. Leo, dai, stai su, ma cosa fai? Leo? Leo?».

«Guarda, apre gli occhi! Leo! Amore, mi senti?».
Leonardo sdraiato per terra, osserva la mamma e Lucia che, in piedi sopra di lui, lo tengono per le caviglie.
«Cosa è successo?» chiede il bambino rintontito.
«Sei svenuto nano, si vede che non reggi il sangue» risponde la sorella.
Svenuto. Svenuto! Nemmeno Andrea è mai svenuto. Si è rotto il polso, ma svenuto mai. Ha tenuto il gesso per un mese, ma veniva lo stesso al campetto. È lì che ha imparato a palleggiare con la sinistra ed è diventato il più forte di tutti gli under 14.
Andrea l’aveva detto a Leonardo: «Non basta che sei mio cugino, devi imparare a mettere le triple, o venire a giocare con la febbre se vuoi che ti scelga per secondo quando faccio le squadre».
Era proprio quello che ci voleva. Nessuno era mai andato al campetto svenuto.
«Posso andare adesso?».
«No! Prima mangi qualcosa, che sei bianco come un morto».
«Ma poi posso andare al campetto?».
«Sì, ma non giochi».
«Ma mamma!».
«Niente mamma! Lucia, stai andando là, no? Guarda che non giochi, che se sviene un’altra volta tocca andare al pronto.
«Ma dai, ti pare che sono lì con gli altri e devo guardare il nano?».
«Allora facciamo che non ci vai nemmeno tu?».
«Che palle…».
«Cristo, Lucia, parla bene!».
«Mmm… va be’, io vado allora. Ci vediamo là, nano».
Leonardo e la mamma vanno in cucina.
«Cosa mangio mamma?».
«Prendimi la marmellata in frigo che ti faccio un panino».
«Ma che schifo la marmellata!».
«Leonardo, madonna, non ti ci mettere anche tu, che non vai proprio da nessuna parte».
Leonardo tace. Quando la mamma lo chiama Leonardo per intero vuol dire che è già abbastanza arrabbiata.
«Mi hai fatto spaventare prima, sai?».
«Non volevo».
«Ma lo so, gnomo!» fa la mamma, e gli dà un bacio sulla fronte.
«Ora posso andare?».
«Vai. No, aspetta, sono già le sette e mezza? Merda, tra dieci minuti arriva tuo padre e vuole mangiare. Dammi una mano Leo, apparecchia la tavola».
«Ma io devo andare al campetto!».
«È tardi, non c’è più nessuno ormai, sono già tutti a casa a lavarsi e cenare».
«Ma devo dire una cosa a Andrea!».
«Leonardo, basta! Gliela dici domani, adesso non mi rompere anche te».

Il giorno dopo sono tutti ancora in pigiama che Leonardo è già saltato in bicicletta pronto per andare al campetto.
Andrea non c’è ancora. Che strano, di solito alle otto è già lì.
Rimonta sulla bici diretto a casa del cugino. Certo sarebbe stato meglio arrivare al campetto tutto pallido, ma meglio di niente.
Quattro pedalate come si deve per passare la salita, poi in piedi sui pedali fino a casa degli zii.
Le persiane sono aperte. Leonardo citofona.
«Chi è?».
«Ciao zia, sono Leo, c’è Andre?».
«Ma Leo, Andrea è partito per il ritiro con la squadra, torna tra una settimana, non te l’ha detto?».
Leonardo ci pensa un attimo, in silenzio.
«No, non me l’ha detto».
Si gira e fa per riprende la bici abbandonata per terra.
«Avevi bisogno di qualcosa, chicco?».
«No. Niente. Ciao zia».


Norma Rosso è nata nel 1989, vive scrivendo e scrive vivendo, è una fricchettona di prima categoria.

Brigitta Ricci ha ventidue anni, studia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e, dalle ridenti colline reggiane, aspira a diventare illustratrice.


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