Coccodrilli dal cilindro
ultimo racconto

Werner Herzog

Un racconto di Tiziana Lo Porto
Illustrazione di Ettore Mazza

FUCKING WHISTLER
Maybe now is the time
to sit ourselves down
on the keyboard.
— Roberto Bolaño

Cè mia sorella che mi chiede: se potessi scegliere una persona, una tra tutte, chi intervisteresti? Werner Herzog dico subito. Dice ok e non mi chiede perché.

Qualche mese dopo leggo da qualche parte che Herzog verrà in Italia a passare quattro giorni nelle Langhe, a guardare i paesaggi e a fare una lezione sui paesaggi. Provo a sentire se lo posso intervistare. No, mi dicono, fa solo un’intervista ed è già concordata con un altro. E allora chiedo: posso stare lì a guardare i paesaggi con lui? Inaspettatamente mi dicono di sì. Così vado a guardare i paesaggi con Werner Herzog. Nei giorni che passo nelle Langhe con lui faccio pochissime domande. Più che ascoltare m’interessa guardare, e comunque è pieno di gente che gli chiede cose, per cui mi limito ad ascoltare le risposte che dà agli altri. Non è un’intervista e non voglio sapere niente in particolare, voglio solo ascoltare qualunque cosa abbia da dire e guardare quello che guarda lui. Lo ascolto mentre spiega come fa a dirigere i paesaggi. E poi mentre dice agli studenti di cinema che la cosa più importante di tutte è leggere libri. Leggete molto, dice. Leggere è più importante che guardare i film degli altri, dice. Più tardi, in un silenzioso tragitto in auto tra un paesaggio e l’altro, mi decido a chiedere. Che cosa dovrei leggere? I paesaggi di Hercules Seghers dice. Più tardi in albergo cerco su google le immagini dei quadri di Seghers. Sono paesaggi, certo, ma completamente stravolti. Nascono sicuramente dallo sguardo, dall’osservazione della natura, ma diventano un’altra cosa. Come sempre dovrebbe essere con l’arte. Qualche mese dopo parto per il New Mexico. Che vai a fare in New Mexico? mi chiedono quando lo dico. Vado a guardare i paesaggi.

I paesaggi in New Mexico sono sconfinati. Che non è un modo di dire. Letteralmente sconfinano mentre l’orizzonte si sposta sempre un po’ più in là. Se non hai dove andare certe volte hai l’impressione di guidare verso l’infinito. Un amico in un messaggio mi dice che guidare in America è come meditare. Dico sì, è proprio così. Ma io vorrei scrivere e non meditare. Sono in New Mexico da un mese e mezzo e anche se scrivo tutti i giorni non riesco a trovare quello che vorrei scrivere. Poco importa se lo cerco scrivendo, guardando i paesaggi, guidando o meditando. Alla fine dei miei giorni con lui, l’ultima sera, dopo avermi salutata e augurato buona fortuna, Herzog è tornato indietro per dirmi: scrivi, e non per i giornali, tu devi scrivere libri, ma questo già lo sai. Poi ha sorriso felice di avermelo detto, e se n’è andato.

Posteggio in mezzo al nulla, scendo dall’auto e mi siedo sul bordo della strada, guardo l’orizzonte, sospiro e mi dico: qui cominciano le responsabilità.


Tiziana Lo Porto è giornalista, traduttrice e autrice di Superzelda, una graphic novel edita da Minimum Fax.

Ettore Mazza è un illustratore di ventun anni originario di Desenzano del Garda. Trovate altri suoi disegni qui.