La tua organizzazione è adattiva?

Confessioni di adaptive organization designers navigati

Cocoon Pro staff
Nov 25, 2020 · 6 min read
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Questo articolo fa parte della sezione How we work (come lavoriamo) della nostra pubblicazione Cocoon Pro. È disponibile anche in inglese e in spagnolo.

Se vuoi saperne di più, o coinvolgere la tua organizzazione in questo approccio, contattaci qui: https://cocoon-pro.com/get-in-touch/

Una domanda che abbiamo sentito porre sempre più spesso negli ultimi anni:

Esplicitata dai curiosi, implicitamente proposta o menzionata tra le righe da molti cosiddetti esperti, e troppo spesso riferita al modello organizzativo in gioco. Questa o quell’organizzazione è adattiva? Bene, se ti interessa proprio questa domanda, allora non indagare oltre — ecco la tua risposta: sì.

Sarebbe semplice per noi venderti l’ennesima ricetta per rendere la tua organizzazione adattiva, dopo averti convinto che ancora non lo è. Dopo tutto, è piuttosto evidente che i tempi attuali richiedano organizzazioni in grado di affrontare o addirittura di prosperare nell’incertezza, la complessità e la variabilità. Non è così? E’ così. Eppure l’argomento è troppo bello e profondo per distorcerlo in questo modo, e per respingere una domanda legittima solo perché è stata posta con una mentalità un pò riduzionista.

In effetti, il vero punto d’ingresso a questo argomento è che si, tutti i sistemi di lavoro umani sono adattativi. Le organizzazioni sono adattive per natura. E lo è anche la tua. Infatti, sono sistemi adattativi complessi per la natura del campo generato dalle diverse relazioni tra le migliaia di elementi tangibili e intangibili di cui sono costituite, come le persone, le tecnologie, le idee, le memorie, i processi, i team, le abitudini, le paure, gli edifici, le famiglie e molto altro ancora, sia nella propria essenza che fuori, nei rispettivi ecosistemi.

Proviamo a riformulare la nostra domanda allora, facendo in modo che sia più generativa e un pò più divertente. D’accordo? Ad esempio, chiediamoci:

Sì, ora sembra confuso abbastanza da poterci giocare! Essere adattativi non è una questione binaria, è un intero spazio di possibilità. È un campo. In Cocoon Pro chiamiamo questo campo “lo Spazio di Evoluzione”. Come e quanto sia adattiva la tua organizzazione dipende da almeno tre famiglie di relazioni: la sua identità, il suo contesto e la sua traiettoria. Infatti, esattamente come quando si considera l’adattabilità di una persona, il modo in cui un’organizzazione si adatta ed evolve, è unico. Ed è unico anche in ogni momento del suo percorso di vita.

Dove ci porta tutto questo, allora? Vediamo. Abbiamo detto che un sistema di lavoro umano è un sistema adattivo complesso per natura. È anche un sistema peculiare, a causa della sua natura umana, che porta nel mix proprietà emergenti molto speciali, come la cultura ad esempio. Inoltre, mentre esistono molte somiglianze tra i diversi sistemi di lavoro umani e tra le diverse dimensioni di uno stesso sistema, in profondità la verità è che ognuno di essi è unico ed evolve in modo unico.

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Fino a questo punto abbiamo solo presentato dei semplici fatti — la realtà forse spesso trascurata eppure evidente di ciò che sono le organizzazioni. Ora, per rendere il discorso più interessante e più pertinente al tuo lavoro, andiamo avanti e introduciamo la nostra prospettiva sull’argomento, guidata dai nostri studi, scambi e applicazioni pratiche in tutto il mondo. Ci sono due questioni principali che aiutiamo i nostri clienti ad affrontare:

  1. Quanto la tua impostazione organizzativa attuale ti permette di esprimere e realizzare l’adattabilità della tua organizzazione?
  2. Quanto gli ecosistemi di cui la tua organizzazione fa parte attualmente richiedono adattabilità?

Per un intero secolo, la maggior parte di quella che oggi è conosciuta come pratica di gestione e disciplina dell’organization design si è sviluppata intorno alla necessità di rendere le organizzazioni più stabili, durevoli e prevedibili. Dal lavoro di Taylor sull’organizzazione scientifica e nel corso di molti decenni di mercati stabili, dominati da pochi attori dotati di capitale, l’intera disciplina dell’organizzazione del lavoro si è basata sulla necessità di limitare la naturale adattabilità dei sistemi umani, al fine di ridurre la loro variabilità ed essere in grado di controllare i loro risultati, aumentare l’efficienza e ottimizzare nel tempo. Il vantaggio che deriva da questo approccio è la stabilità.

Tuttavia, sia la stabilità che l’adattabilità sono qualità desiderabili. Nessuna delle due può essere considerata più desiderabile dell’altra a priori, senza considerare la realtà di ogni organizzazione in ogni momento della propria vita. Da un lato, progettare e gestire le organizzazioni per la stabilità, attraverso un approccio ingegneristico basato sul design dei processi, la misurazione, la standardizzazione, il controllo, ha lo svantaggio di generare una cultura meccanicistica che tende ad uccidere lo spirito d’iniziativa, la comprensione sistemica e spesso anche la fiducia. D’altra parte, progettare e gestire per l’adattabilità, attraverso un approccio organico basato sulla saggezza collettiva e sulla creatività e l’iniziativa individuale, ha lo svantaggio di aumentare l’entropia o addirittura il caos, generando sentimenti di confusione, mancanza di sicurezza e persino paura.

Come è chiaramente presentato nel manifesto dell’Adaptive Organization Design, infatti, questi due approcci si collocano agli estremi di una polarità. Nessuno dei due deve essere, o potrebbe essere, adottato da solo. Piuttosto, imparare a sviluppare, integrare e praticare entrambi in modo dinamico è la vera disciplina del design delle organizzazioni adattive e del loro sviluppo.

Ciò che può essere previsto e ottimizzato nel tuo lavoro, dovrebbe esserlo. Gli ambiti in cui è necessario un approccio ingegneristico, richiedono competenze di esperti e dovrebbe essere organizzato con un’attenta progettazione di processo, misurazione e standardizzazione. Mentre, allo stesso tempo, gli ambiti della vita della tua organizzazione in cui le variazioni, le reazioni e gli esiti non sono prevedibili, essendo intrinsecamente emergenti, dovrebbero essere affrontati attingendo al pieno potenziale del sistema umano unico della tua organizzazione e generando una sana resilienza. Questi sono gli ambiti della maestria, che è molto diversa dalla competenza dell’esperto, e richiedono un approccio diverso al design organizzativo, un diverso supporto per le persone coinvolte, un legame più profondo con la vostra traiettoria negli ecosistemi più ampi — o chiamala strategia, se vuoi.

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Il nostro lavoro, per essere onesti e — forse ancora più importante — efficaci, dovrebbe portarti ad essere in grado di comprendere appieno questa polarità e di implementare ciò che è necessario in ciascuno dei tuoi ambiti organizzativi in ogni fase del viaggio. Questo è, dopo tutto, ciò che rende un’organizzazione adattiva tale. Non ci sono modelli standard da seguire. Nella migliore delle ipotesi, puoi guardare a ciò che gli altri stanno facendo per avere un pò di ispirazione, e far scattare qualche idea su ciò che è possibile. Citiamo Myron Rogers che lo esprime perfettamente:

Gran parte del potere dell’Adaptive Organization Design risiede nel percorso del design stesso, un viaggio di cambiamento su vasta scala in cui le persone esplorano insieme chi sono, si concentrano su ciò che possono e vogliono essere — e perché — e incorporano tutto questo in un sistema coerente di dinamiche organizzative che è il vostro nuovo assetto — l’inizio di un nuovo viaggio. E da lì, con tutto quello che avranno imparato nel costruirlo, saranno loro stessi in grado di evolverlo gradualmente, continuamente e con competenza.

Non c’è da stupirsi, quindi, che il 97% delle organizzazioni adattive autogestite realizzino prestazioni superiori nei propri mercati in tutto il mondo, mentre solo il 36% di quelle guidate da un archetipo di “cieca obbedienza” fanno altrettanto. E non c’è da stupirsi che il loro numero sia triplicato in soli quattro anni (vedi il “HOW Report” di LRN se ti interessano le cifre e i dettagli della ricerca). Liberare il cervello e l’intuito delle persone in un sistema organizzativo coerente che permette sia l’ottimizzazione che la variazione è un’arte che ripaga.

Come farlo? In modo iterativo, appassionato, intelligente e attento. O, almeno, questo è ciò che crediamo e il modo in cui lo pratichiamo, anche all’interno della nostra organizzazione dal 2011. Funziona, e ci piace portarlo a una nuova generazione di organizzazioni che ovunque si stanno risvegliando al suo richiamo.

Questo articolo fa parte della sezione How we work (come lavoriamo) della nostra pubblicazione Cocoon Pro. È disponibile anche in inglese e in spagnolo.

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