Noi andiamo a comandare, voi continuate a tirarvela

E’ l’estate di ‘Andiamo a comandare’, fin qui ci siamo.

Mi prendo due minuti due proprio perché è estate, non ho molto da fare e mi va di scrivere due righe dedicate ai parrucconi 2.0 che infestano i social e i blog musicali; questi che parlano di inarrestabile declino della musica italiana, di crollo verticale della cultura, di quell’inevitabile brutta fine che faranno tutti coloro che muovono il piedino per ‘Andiamo a comandare’.

Smettetela. No, dico davvero: smettetela, fate ridere.

Nel 1983 avevo ben 12 anni e quella fu l’estate di ‘Vamos a la playa’, ‘cantata‘ dai Righeira; già allora c’era chi ululava di inarrestabile declino della canzone italiana e blablabla; quando mettevano alla radio [e la mettevano ogni 15 minuti, diosanto] Vamos a la playa mio padre alzava gli occhi al cielo, poi cambiava stazione dopo di che era il mio turno di alzare gli occhi al cielo.

E’ un po’ estremo come esempio, perchè mio padre considerava [e lo fa tutt’ora] tutto ciò che non era Beethoven ‘garbage at all’, ma a parte lui l’allarme contro il tormentone dei Righeira fu generalizzato.

“Dove andremo a finire”?

Ma dove volete che si vada a finire? In un posto dove i 14 enni cantano Rovazzi e se la ridono alle feste, esattamente come facevo io con i Righeira.

Rovazzi mi impedisce di acoltare Chet Baker? O Mahler? Mi impedisce di fare ascoltare a mia figlia i Pink Floyd? Impedisce a qualcuno di fare qualcosa? A me non pare.

Ce l’avevo sula punta della lingua questo post, ma ero indeciso [o impigrito] finché su Facebook non ho letto un articolo postato dall’amico Giorgio Giardina, che ringrazio e che vi invito ad ascoltare con i suoi Proclama [fidatevi, gran bel gruppo]

Così, alla faccia delle pose da ‘indie’ a tutti i costi, posso essere ragionevolmente certo del fatto che se mi metto a fare lo scemo con mia figlia urlando ‘Andiamo a comandare’ l’anima di Tenco non diventerà più nera e il nostro panorama culturale non subirà tracolli.

State senza pensieri, alzate ‘sto volume e ogni tanto fatevela una risata, dai.

P.S. Rovazzi comunque è già passè: è stato nettamente superato da tale Ghali, che ‘canta’ ‘Dende — Non vedi che sono verde?’. Fate un po’ voi]