Röyksopp forever?

Era un pezzo del 2009
Bello. Mi piaceva. 
Creava e crea tuttora una bella atmosfera.

Si ma poi nel significato del titolo non ho trovato una risposta, sulla base dei lavori degli ultimi anni.
Un po’ discontinui. Grandi salti e grandi cadute. Almeno a parere mio.
Mi sono trovato ad ascoltare dei pezzi che sono davvero fighi e che mi hanno colpito, ma altri proprio non mi vanno giù.

Tra parentesi: sono praticamente un fan, il più fazioso dei faziosi, il più rompiballe dei rompiballe. Chi segue uno o più artisti con attenzione spasmodica sa quello che voglio dire.

So perfettamente che sono, alla fine, artisti che hanno preso sonorità ovunque. Electro, synth ’80, techno, spalmate principalmente su strutture pop in 4/4.
Ma c’è qualcosa di più negli ultimi anni. Anzi in meno.
Non riesco più a sorprendermi ad ogni uscita, trovando il lavoro come qualcosa di scontato in molti casi.

Happy Up Here non c’è più. Punto.

In “The Inevitable End” ne salvo anche abbastanza di pezzi per carità.
Ma quella sensazione di sentire “Infinity” di Guru Josh al play di “I had this thing” dei Röyksopp non me la toglierà nessuno.
E non è un complimento.

Come ho detto ne salvo molti di brani da quel LP. Ma spesso mi è sembrato sotto tono.
L’ultima uscita è “Never Ever” con Susanne Sundfør. Gradevole all’ascolto ma non mi dice altro.

Spero sinceramente di poter ascoltare qualcosa di più evoluto in futuro.
Così potrò dire di nuovo “Röyksopp forever