Sunday Market #29 — 2017.07.09

Domenica 9 luglio 2017; tre dischi per ricordare un grande artista che ci ha lasciato questa settimana: Paolo Villaggio.

Disco 1

VOLUME I — Fabrizio de Andrè

(1967)

«Io e Fabrizio eravamo, direi senza saperlo, due veri creativi e lo abbiamo poi dimostrato nella vita […] lui si comportava come me, cioè facevamo una vita dissennata, andavamo a caccia di amici terribili […] i nostri genitori erano terrificati da questo tipo di vita, non si faceva niente e si dormiva regolarmente sino alle due del pomeriggio»

Sulla canzone Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, scritta da Villaggio e musicata da De Andrè:

«La canzone passò abbastanza inosservata — ricorda l’attore — Fabrizio ancora non aveva inciso La canzone di Marinella e non era quindi famoso, tantomeno io. Qualcuno però notò questa strana filastrocca che sbeffeggiava il potente Re dei Franchi: fu un pretore, mi pare di Catania, che ci querelò perché la considerava immorale soprattutto per quel verso: “È mai possibile, o porco di un cane, che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane”. E pensare che noi eravamo già stati censurati e avevamo dovuto trasformare il verso finale che in originale suonava: “frustando il cavallo come un mulo, quella gran faccia da culo” con: “frustando il cavallo come un ciuco, tra il glicine e il sambuco…”».

Disco 2

FANTOZZI CONTRO TUTTI (colonna sonora)— Musiche di Fred Bongusto

(1980)

Disco 3

REQUIEM — Mozart

(1791)

Villaggio nell’agosto del 2015 alla trasmissione radiofonica La Zanzara dichiarò: «Al mio funerale voglio tutti, cani e porci. Cruciani, Parenzo, Berlusconi… e Penelope Cruz. Salvini? No, Salvini no».

“Al mio funerale vorrei la musica di Mozart”