Pensieri di una donna che posta su internet


Sull’aver paura

Online sono una persona schietta online fin da quando mio padre prima mi ha dato un account AOL negli anni '90.

Sono un personaggio pubblico per i videogiochi e le aziende tecnologiche fin dal 2006.

Sono fottutamente stanca di aver paura perché sono una donna su Internet

Perché non voglio essere costretta a dover parlare al mio avvocato aziendale delle minacce rivolte a mio marito, al mio cane, o a me in persona in modo che possano controllare a fondo qualora qualcuno dovesse sapere davvero dove vivo, o se davvero potrebbe provare a venire a cercarmi.

Perché non voglio che mi venga detto di contenermi quando parlo dei problemi delle donne perché ho lavorato su videogiochi che hanno problemi con il sessismo e la misoginia.

Perché non voglio che mi venga detto quanto sono grassa o scopabile ogni volta che appaio in un video, in una diretta streaming, o in una fotografia per promuovere qualcosa per lavoro.

Perché quando posto questi commenti come esempi di comportamento problematico nei confronti delle donne mi viene detto che si tratta di complimenti.

Perché non avrei voluto essere stata costretta a traslocare tre volte per temevo che ci fossero persone su Internet che sapevano dove abitavo.

Perché non voglio vivere in un mondo dove c’è chi pensa che possa andare bene quando un fan sostituisce ogni istanza del mio nome nel suo forum con stronza con la faccia da troia.

Perché ho persino paura di scrivere tutto ciò.

Perché se ancora lavorassi nel mondo dei videogame, non lo pubblicherei mai.

Perché il mio lavoro sarebbe stato a rischio se lo avessi fatto.

Perché la mia azienda avrebbe dovuto fronteggiare le conseguenze delle mie azioni.

Perché ne sarebbero stati danneggiati anche i giochi su cui ho lavorato.

Perché se lo avessi fatto anche la mia famiglia e i miei amici sarebbero stati a rischio.

Perché se lo avessi fatto tutto sarebbe peggiorato.

Ma il punto è questo.

Non intendo smettere di parlare delle cose che mi appassionano.

Io non ho intenzione di smettere di parlare delle questioni che riguardano la mia vita e il mio sostentamento. Non ho intenzione di rinunciare a posizioni che sfidano il pubblico in modo tale da non dover aver a che fare con tutto questo. Non ho intenzione di smettere di provare a rendere l’industria tecnologica un posto migliore per le donne.

Queste cose mi spaventano e mi feriscono proprio perché questo è il loro scopo. E questo è proprio il motivo per cui vado avanti.

Possiamo rendere questo posto migliore.

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