<Good Morning> (…) friend

Image credit: Hannabosley

<Good Morning> (…) friend.

Penso che anche voi abbiate ricevuto questa mattina il <Good Morning> automatico di Facebook. Il mio non è di quelli automatici, ma è frutto di un cervello autonomo che pigia su una tastiera reale.

Ce ne sono tanti di automatici che arrivano ogni giorno da cervelli automatici. Altri più rari non arrivano, ma sono detti senza parole.

Io e mia moglie ci siamo scambiati uno di questi pochi minuti fa. 
In tanti anni di matrimonio ho imparato infatti una regola importante: non dire nulla quando si sveglia, è rischioso, molto rischioso. Il silenzio al risveglio è davvero il modo migliore di augurarle <Good Morning>. Quando sarà sveglia più tardi (e se vorrà) potrà leggere cosa nascondeva il mio silenzio di oggi.

<Good Morning>. Questa mattina sono davvero contento, sono contento per i miei ragazzi. Certo questa felicità è frutto anche di una circostanza particolare: averne almeno uno di loro sotto lo stesso tetto. Molti genitori italiani hanno questa “fortuna” ogni giorno, ma non riescono a gustarne il piacere con la stessa intensità che provo io, che ho la “fortuna” di fare questa esperienza sole poche volte nel corse di un anno solare.

Faccio un mestiere stupendo: quello di veder crescere bambini ogni giorno. 
Alcuni di questi li incontro da ragazzi e poi da adulti, alcuni continuano ad affidarmi i loro figli. Ne incontro altri altrettanto irriconoscibili per strada ed anche su Facebook. Di alcuni ricordo persino il terrore dei loro occhi sul lettino dell’ambulatorio, ma riesco a trovare solo a fatica nei loro tratti le espressioni dei giorni in cui li ho conosciuto.

E di ogni sorriso cerco di ricordare le espressioni più singolari.

I sorrisi dei bambini sono il regalo più bello che ci regala la nostra professione, sono il loro <Good Morning> non automatico, fatto appunto di espressione facciale e nessuna parola.

In ognuno di questi sorrisi non c’è una speranza di vita diversa, ma lo straordinario piacere di vivere quel momento con intensità, forse anche con passione, certamente con amore. Molti di questi sorrisi hanno già incontrato il dolore. Altri più rari hanno già visto realizzare i sogni che al tempo dei nostri incontri non conoscevano.

Faccio un mestiere stupendo, ma vedo anche come cambia la composizione sociale delle famiglie che restano nella mia terra. Tanti ragazzi (e sempre di più) hanno “scelto” come i miei di vivere altrove. Molti, a differenza dei miei, nutrono ancora la speranza di tornare un giorno… sebbene lontano.

A tutti loro e alle loro famiglie auguro il piacere di un <Good Morning> non automatico, uno dei piaceri più belli che si può incontrare ogni mattina, il piacere di chi nonostante tutto è felice davvero di contagiarti un po’ della sua felicità… e che si sente ancora e nonostante tutto un frutto della terra che vive ogni giorno.

<Good morning> è l’inchino più bello che si può realizzare ogni giorno, può davvero nascondere… l’augurio sincero di una buona giornata.

Non dimenticate almeno oggi di rivolgerlo ai vostri ragazzi in quel modo semplice, con il sorriso, che vi hanno saputo regalare quel giorno lontano nel tempo. E se anche non li avete vicini, provate a ricordare i loro sorrisi e agurare loro il vostro particolare <Good Morning>.

Riceverete lo stesso sorriso che ho avuto la fortuna di incontrare questa mattina e di cui ancora gusto tutto lo straordinario… potere.

Inchiniamoci con il cuore e impariamo davvero la differenza con quella insopportabile e <automatica> flessione cui i più vogliono abituarci ogni giorno.

Buon giorno.



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