Sulla cima della collina Monforte

Anche la secolare storia di due monumenti simbolo della città di Campobasso si intreccia con le vicende umane ed artistiche del pittore Amedeo Trivisonno.
Indubbiamente più noti ed evidenti sono i legami con il Santuario di Maria SS. Incoronata del Monte dove l’artista ha lavorato intorno alla metà degli Anni Quaranta nell’ambito dei lavori di ristrutturazione della chiesa promossi dai frati Cappuccini. Sulle pareti laterali Trivisonno ha dipinto i Misteri del Rosario, sulla parete d’ingresso due episodi della vita di San Francesco, sulla parete di fondo il volo festante degli angeli attorno alla statua di Maria. Come sua abitudine, Trivisonno ha utilizzato persone reali come modelli per i suoi personaggi per cui spesso è possibile dare un nome ai volti da lui rappresentati. Ad esempio nel dipinto raffigurante la composizione del Cantico di Frate Sole è possibile riconoscere il committente dei lavori Padre Aurelio nei panni di San Francesco, il fotografo ed esperto d’arte Alfredo Trombetta, l’impresario dei lavori di restauro Francesco Oriente. Per il dipinto sulla parete di fondo, invece, Trivisonno ha prevalentemente utilizzato come modelle le sue allieve dell’Istituto Magistrale.

Nella stessa chiesa l’artista ha realizzato nel 1972 un dipinto per la Cappella di Padre Pio utilizzando le informazioni ricevute da uno dei frati che assistette il frate Cappuccino negli ultimi anni di vita. Il giovane fra Pio, inviato dai superiori presso la chiesa dei Monti per curare la salute malferma, pregò la Madonna affinchè potesse guarire. Ottenuta la guarigione chiese alla Madonna come poterla ringraziare ed ebbe in risposta di seguire Gesù sulla via del Calvario. Trivisonno aveva una grande devozione per Padre Pio che aveva avuto modo di conoscere personalmente in numerose visite a San Giovanni Rotondo.

Sicuramente più personali, ma non per questo meno affascinanti, sono i rapporti di Trivisonno con il Castello Monforte che fu dipinto dall’artista già all’età di quattordici anni. Successivamente il maniero è stato oggetto di numerosi dipinti e ha fatto da sfondo per un quadro, di ubicazione ignota, che ritrae la traslazione dei caduti della Prima Guerra Mondiale nel Sacrario Militare inaugurato nel 1936 al termine dei massicci interventi di restauro promossi dal podestà.
Nel dicembre del 1995, pochi giorni prima della sua scomparsa, Trivisonno completò la sua ultima opera in cui si è autoritratto mentre dipinge al cavalletto davanti alla facciata del Castello Monforte come appariva prima dei lavori di restauro.

Il resoconto della visita guidata è stato scritto da Andrea Damiano

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