Tra i tesori del Convitto Mario Pagano

La relazione del Convitto Mario Pagano con la vita e le opere di Amedeo Trivisonno può essere riscontrata in due momenti posti a distanza di circa sessant’anni.
Intorno alla metà degli Anni Trenta il Consiglio di Amministrazione del Convitto decise di effettuare la decorazione dell’Aula Magna, già arricchita qualche anno prima con alcuni quadri dipinti da Romeo Musa. Per l’occasione Amedeo Trivisonno propose un suo

“progetto si speciale / per quella sala che volevo ornare / alla maniera dell’epoca dei Dogi / come il Veronese fè strabiliare”.

I membri responsabili del Consiglio richiesero il parere di un esperto e da Roma fu mandato il Prof. Emilio Notte, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Questi, non solo approvò il progetto di Trivisonno, ma propose all’artista, che accettò, di diventare suo assistente per insegnare affresco in Accademia. Fra i due artisti si instaurò da subito uno stretto rapporto di amicizia tanto che la signora Notte fu madrina di battesimo del terzo figlio di Trivisonno.

Nonostante il parere positivo dell’esperto la decorazione dell’Aula Magna non fu realizzata perché i fondi stanziati furono destinati alla costruzione dell’edificio GIL e a Trivisonno fu affidata, come fosse una compensazione, la decorazione della Cappella del Convitto. Qui l’artista realizzò due affreschi sulle pareti laterali, raffiguranti “La crocifissione” e “L’adorazione dei Magi”, che egli stesso definì “di sapor quattrocentesco” e un affresco sulla parete d’ingresso raffigurante “Gesù tra i dottori” nel quale “pura / fu l’ispirazion che la pervase / facendo original quella pittura”.

Dopo la scomparsa di Amedeo Trivisonno, i figli donarono al Comune di Campobasso alcuni disegni preparatori e cartoni d’affresco relativi ai dipinti presenti nella Cattedrale di Campobasso che furono sistemati nei corridoi a piano terra e al primo piano del Convitto in occasione di una mostra. Nei disegni è possibile apprezzare la cura dei particolari sia nelle singole figure, sia nella versione in scala dell’intero affresco e, in alcuni casi, si possono notare ancora i segni lasciati sui contorni delle figure per imprimere le linee guida sull’intonaco fresco.

Il resoconto della visita guidata è stato scritto da Andrea Damiano