La Distesa

Corrado Dettori

La Distesa nasce dal desiderio di produrre vini che rispettino il territorio ed i vitigni. Vini che non siano omologati al gusto internazionale dominante che richiede una facilità ed una piacevolezza costruite. Essere vignaioli per noi significa innanzitutto raccontare il territorio, con le sue mille complessità, e seguire le stagioni, con le loro evoluzioni sempre differenti. E’ per questo che abbiamo scelto un metodo di coltivazione biologico, così da esprimere senza distorsioni ciò che la terra porta con sé, naturalmente. Essere vignaioli significa poi seguire direttamente tutto il processo produttivo, dalla terra fino al consumatore. Da anni lavoriamo nei vigneti cercando di salvaguardare e lasciare esprimere al massimo la biodiversità, seminando tra i filari favino, veccia, pisello, erba medica e lasciando prosperare le essenze spontanee. Non concimiamo, trattiamo solo con zolfo e piccole dosi di rame. Una o due volte all’anno spruzziamo il preparato biodinamico 500 (cornoletame). Le basse rese per ceppo, l’accurata selezione delle uve in fase di vendemmia — eseguita manualmente, in piccole cassette — le fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, i bassi livelli di solforosa, gli attenti affinamenti sono parti fondamentali del nostro lavoro. Nella cantina situata nell’assolata contrada San Michele di Cupramontana, la città del Verdicchio, le uve vengono vinificate per ottenere una limitata produzione di bottiglie destinate all’alta ristorazione, alle enoteche, ai privati. Tutte le nostre parcelle sono collocate nella zona classica del Verdicchio e alla destra orografica dell’Esino. In particolare abbiamo i vigneti di proprietà nel Comune di Cupramontana, in contrada San Michele. Seguiamo poi direttamente un vigneto nel comune di San Paolo di Jesi, in contrada Battinebbia. Sono zone vocatissime per la produzione del Verdicchio. In San Michele la tradizione vitivinicola risale quasi certamente all’opera dei monaci Camaldolesi che nei pressi dell’attuale chiesa di San Michele avevano un eremo fondato da San Romualdo nella prima decade dell’anno Mille. In tutto il territorio dei Castelli di Jesi tali monaci dissodavano le selve (Terre Silvate) per creare vigneti e terreni coltivabili. I catasti della metà del 1400 riportano la diffusa presenza di terre vignate nella contrada. In particolare tal Nocenzio dé Giovanni possedeva vigneti nella zona presumibilmente corrispondente alla attuale nostra proprietà. Col passare dei secoli questo territorio divenne rinomata per la qualità dei vini che ivi si producevano, da uve di Verdicchio per i bianchi e di Montepulciano per i rossi. L’esposizione a mezzogiorno, l’altitudine di 325 metri, la grande escursione termica fra il giorno e la notte, il terreno argilloso e fortemente calcareo ne fanno il territorio ideale per grandi crus destinati a durare nel tempo.