ESAPOLIS

Come ha potuto ammirare chi è riuscito a visitare la grande bilbioteca della città marittima di Radnassil, guardano le numerose cartografie esposte nelle svariate e silenziose stanze, Il regno dell’Ovest è il più piccolo dei quattro regni di Urval e si sviluppa lungo la costa del Mare Omayena che nell’antica lingua locale significa “infinito, eterno” ma anche “misterioso, in quanto inconcepibile nella sua totalità”.

Nonostante la sua dimensione è il regno più ricco, grazie al commercio che attraverso il mare prolifera, non soltanto con gli altri regni di Urval, ma con tutti i regni che si affacciano su Omayena. Accordi economici e scambi commerciali con il regno del Nord consento una costante entrata di legname per la realizzazione e riparazione delle navi mercantili. In base agli accordi successivi alla Guerra Polare, al Regno dell’Est era affidata anche la gestione della Flotta Urvaliana, una spesa obbligatoria non indifferente e garantita da controlli periodici che ha riequilibrato nel tempo il potere economico del regno, una delle principali cause del conflitto.

Lungo la costa sono sei le città principali che si dividono le ricchezze dell’Ovest: Radnassil, Nivez, Venog, Falam, Lapin, Rabis. Ognuna con la propria storia, le proprie peculiarità, e specifico compito.

Radnassil era la città della cultura, non solo la cultura marittima, con la più grande biblioteca del regno, visitata ogni giorno da centinaia di Studiosi, tra i quali anche Tripos l’alchimista.

Nivez, la città costruita sull’acqua e visitata da centinaia di persone ogni giorno affascinate dall’avanzata tecnologia costruttiva dei suoi palazzi. A lei era affidata la gestione della flotta militare.

Venog è la città dei mercanti. Il commercio con i paesi oltre il mare confluisce in questa città dove è possibile fare affari incredibili, trovare esotiche rarità, ma anche essere derubati, o addirittura sparire dentro una cassa, sul ponte di una nave diretti chissà dove.

Falam è la città di mezzo, città del palazzo reale, dalla quale tutto il regno è controllato. Vi sono numerosi palazzi amministrativi, tutta la burocrazia passa attraverso Falam. Le prigioni di Falam sono tra le più famose del Regno e di Urval: ogni sei mesi, ciclo lunare del pianeta, il livello del mare supera quello dell’edificio, trasformando ogni sentenza in una condanna a morte.

Lapin è la città del sole, delle spiagge e del divertimento. La vita frenetica dei mercanti, il ricordo delle guerre passate, i problemi del regno, restano sempre fuori dalle mura mentre all’interno giocolieri e spettacoli allietano la permanenza dei visitatori.

Rabis è la città più vicina ai paesi oltre i confini di Urval, meta per i commercianti che non possono permettersi di spedire le loro merci via mare. Meno ricca delle altre città forse è la più antica con edifici fatiscenti, risalenti alla prima colonizzazione di Urval che le donano un fascino unico e indiscutibile.

L’insieme delle sei città era anche chiamato ESAPOLIS dagli anziani che ricordano ancora la forte unione tra le stesse, sotto la guida del re. Oggi sono i Governanti, uno per città a prendere la maggior parte delle decisioni, anche attraverso riunioni segrete nella città di Falam.


Dulek ripose il volume sullo scaffale della piccola biblioteca, non molto distante dal palazzo reale che, quella mattina era stato la scenografia di una rivolta fortunatamente domata sul nascere. Aveva chiaramente sbagliato volume anche se le informazioni riguardanti il regno dell’Ovest erano interessanti. Chissà se un giorno avrebbe visto le bianche spiagge di Lapin o gli incredibili palazzi di Nivez rievocati da alcuni disegni tra le pagine di quel volume.

Ma lui doveva trovare una soluzione e certamente non rilassarsi. Tripos gli ha detto di non fare nulla fino al suo ritorno, ma come poteva? Il regno dell’est era sempre più minacciato da incursioni vandaliche da parte del regno del Sud: saccheggi, rapine, incendi e disboscamenti servivano chiaramente a sopperire all’incapacità di gestire le risorse naturali del regno del Sud, seppur misere a causa del Vulcano Tenna e dei deserti rocciosi di Byog.

Dal palazzo reale una risposta che non dava soluzioni, anzi. “Abbiamo fatto il possibile” significava arrendersi in nome di una non belligeranza che metteva a rischio le vite di tutto il regno. Il regno del Sud si era detto estraneo ai fatti ma per molti era un banco di prova per capire se il regno dell’Est sarebbe stato in grado di reagire ad un eventuale attacco.

Dulek cercava un libro che parlasse della Guerra Polare per capire come erano riusciti a difende il confine sud sprovvisto della grande muraglia.

“Esapolis! Perché non ci ho pensato prima? Tisserv non può certo affrontare tutto questo da sola. Parlerò con i saggi delle altre città del regno per trovare una soluzione, Se i Re non vedono quanto sta accadendo dobbiamo riunire le forze sotto un altro vessillo.”

Nella biblioteca tutti si voltarono guardandolo in malo modo per aver interrotto il silenzio.