Affari Puliti 3D, nella villa sequestrata alla mala nasce un Fablab

Originariamente pubblicato su www.chefuturo.it il 6 Dicembre 2015

Nei giorni scorsi è stata molto pubblicizzata, giustamente, la nascita del Fablab Affari Puliti 3D, inaugurato sabato 24, finanziato con i fondi della Regione Veneto che prima in Italia ha dedicato una linea di finanziamento specifico per questo settore. E non solo la stampa locale veneta ha dedicato uno spazio importante a questo progetto, in quanto costruito e consolidato in uno dei locali sequestrati alla malavita del Brenta che per anni aveva devastato le vite, i territori e le coscienze di quel luoghi.

Dietro a questo progetto che ho raccontato sul blog dei Digitalchampions, c’è la passione e la tenacia di un gruppo di persone che ho voluto intervistare al fine di conoscere meglio la prospettiva originale e il punto di vista da protagonisti che li ha spinti a credere in un esperienza originale e al tempo stesso straordinaria.

Quindi passo idealmente il testimone a Jlenia Zambonin che ci farà gli onori di casa:

“Tutto il team di Affari Puliti 3D ha vissuto le ultime settimane in modo molto intenso e appassionato. Un sacco di attività si son concentrate tutte assieme in questi due ultimi mesi e ci hanno messo duramente alla prova. Abbiamo messo in pista le attività di coordinamento del progetto, le riunioni con i collaboratori, l’analisi tecnica delle macchine da acquistare (e soprattutto gli acquisti veri e propri), finendo con la presentazione alla stampa, agli operatori economici e alla cittadinanza il giorno 24 ottobre scorso. Una vera maratona.

Per non farci mancare niente abbiamo anche partecipato alla Maker Faire di Roma e visitato Expo2015 con lo sguardo di chi cerca incessantemente stimoli, contaminazione e nuovi modelli di rappresentazione delle idee. Cosa lega Expo al mondo dei maker non è difficile da intuire, almeno per chi come noi ritiene il food una materia prima alla stregua del PLA (acido polilattico generato dalla fermentazione del mais e usato come materiale per la stampa 3d). Riteniamo infatti che i confini geografici siano ormai convenzioni non sempre visibili e che l’osservazione di chi fa bene le cose (in un altro paese europeo o in un altro continente) sia fondamentale per un settore come il nostro che si nutre letteralmente di esperienze e contaminazione. E dunque l’Expo era il posto ideale.

foto di G. Cogo

A dirla tutta la nostra curiosità per una manifestazione così imponente era enorme, e un po’ abbiamo rischiato di perderci e soprattutto di perdere di vista la missione che era quella di reperire ESTRUSORI CHOCO (speciali estrusori che consentono alla 3Drag di stampare oggetti in cioccolato) molto difficili da importare e dunque vero cruccio per chi opera in un business così innovativo.

Ti ho raccontato questo perchè sin dall’inizio Affari Puliti 3D ha fatto proprio il consiglio di Regione Veneto che aveva fortemente stimolato i vincitori del bando a cercare traiettorie di sviluppo non convenzionali e che uscissero dal solito schema di FabLab dedicato alla costruzione di oggetti. Noi abbiamo accettato questa sfida, vogliamo caratterizzarci nel settore del food e vogliamo vincere questa sfida con un modello di business appropriato.

foto di G. Cogo

Per ora i feedback che ci giungono sono positivi. L’interesse e la buona reazione finora percepita sono alti e gli appuntamenti futuri già schedulati permettono di muoversi verso la tanto inseguita sostenibilità del progetto. Devo aggiungere che, proprio per l’originalità del luogo che abbiamo scelto, possiamo asserire che il fantasma di chi ha abitato prima questa sede (ricordo che la stessa è un bene sequestrato ad un boss della mala del Brenta) si sta dileguando.

Poi è giusto ricordare che noi siamo imprenditori e, come dice sempre Paolo Bordin direttore di Affari Puliti 3D:”… qui non si scherza”. Leggasi il Fablab è rivolto a tutta la comunità dei maker, ma in particolare alle imprese. Detto questo il modello di business a cui ci ispiriamo, qualsiasi esso sarà dopo gli aggiustamenti iniziali, deve funzionare. E noi ci crediamo.”

GIANLUIGI COGO

Venezia, 28 ottobre 2015


Originally published at www.chefuturo.it on December 6, 2015.