I 10 migliori film drammatici

di Michela Conoscitore

Proseguono le Top Ten di Cultora, questa settimana tocca ai migliori film drammatici:

10. Lezioni di piano (1993)

Diretto dalla regista neozelandese Jane Campion, il film vinse la Palma D’Oro al 46esimo Festival di Cannes e tre Academy Awards: Miglior attrice protagonista ad Holly Hunter, Miglior attrice non protagonista alla giovanissima Anna Paquin (l’attrice detiene ancora il record come la più giovane vincitrice di un Oscar) e miglior sceneggiatura originale a Jane Campion. Ambientato nella Nuova Zelanda di metà Ottocento, il film narra la storia della scozzese Ada McGrath, muta fin da piccola per cause sconosciute ma, che comunica col suo pianoforte. Giunta lì con la figlia illegittima Flora, la donna è lì per sposare il possidente Alistair Stewart. Ada, però, inizierà una relazione con George Baines che si innamora della donna, e la insegue nel suo mondo silenzioso.

9. La leggenda del pianista sull’oceano (1998)

Tratto dal monologo teatrale di Alessandro Baricco, Novecento, il film di Giuseppe Tornatore narra del pianista Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, ritrovato ancora in fasce in una cassa di limoni da uno dei macchinisti del transatlantico Virginian. Lo straordinario musicista non scenderà mai da quella nave, preferendo vivere la sua vita sulla nave ad osservare la buffa umanità che vi sale. Oltre all’ottima interpretazione di Tim Roth, l’indimenticabile colonna sonora firmata dal maestro Ennio Morricone.

8. Mare dentro (2004)

Il film di Alejandro Amenábar racconta la storia vera di Ramòn Sampedro, un pescatore galiziano divenuto tetraplegico in seguito ad un incidente. Dopo ventotto anni trascorsi nell’immobilità, chiede l’eutanasia nella cattolicissima Spagna, intraprendendo così una battaglia legale. Il ‘fisico’ Bardem si trasforma in un essere corporalmente fragile e dipendente ma, con una forza di volontà ed un carisma che cancella ogni ipocrisia e rapisce lo spettatore. L’attore spagnolo si concentra sull’anima del personaggio, ne abbraccia le convinzioni e le fa sue. Si addentra nella vita di Ramòn e con una sensibilità raffinata affronta temi difficili come quello della morte e della vita, di Dio e degli uomini, della natura e della bellezza che ci circonda. Bardem compie un volo nell’infinito dell’esistenza, interpretando un uomo e non un caso disperato.

7. Amores Perros (2000)

Amores Perros (Amori Cani) è il primo film del premio Oscar 2015 con Birdman, Alejandro Gonzalez Iñárritu. Gli ‘amori cani’ del regista messicano sono amori indifesi che trovano il loro significato nella perdita. Le storie di Octavio, Valeria ed El Chivo scorrono parallele, incatenate da un incidente stradale che cambierà radicalmente le loro esistenze. Come i cani, che si affidano completamente a chi amano, così i tre protagonisti amano e sanguinano. La trama ad incastro tessuta da Iñárritu è un ricamo di conseguenze e speranze. La morale del film è che siamo anche ciò che perdiamo.

6. Il monello (1921)

Siamo nell’epoca del muto ed è il primo film da regista di Charlie Chaplin, di cui è stato oltre che interprete anche sceneggiatore e produttore. Ebbe un grande successo nell’anno di uscita ed è considerato uno dei capolavori del regista inglese. La storia del piccolo monello, abbandonato neonato dalla madre e cresciuto da il vagabondo, è considerato uno degli evergreen del cinema mondiale.

5. Il pianista (2002)

Il Pianista è diretto da Roman Polanski, e vede protagonista uno straordinario Adrien Brody che per il ruolo vinse il meritato Academy Awards. Basato sulla storia vera e sul libro di Wladyslaw Szpilman: allo scoppio della Seconda guerra mondiale, durante l’invasione della Polonia da parte della Germania nazista, gli ebrei di Varsavia vedono la loro vita stravolta e i loro averi confiscati. Rinchiusi in un ghetto, verranno a poco a poco deportati, decimati, dispersi nel vento. Della famiglia Szpilman, Wladyslav, apprezzato pianista, riesce a salvare se stesso grazie alla sua arte, il suo pianoforte. Il suo amore per la musica e per la vita riusciranno a tenerlo lucido in un periodo in cui la follia era l’unica realtà.

4. Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)

Tratto dal libro di Ken Kesey, che lo scrisse dopo la sua esperienza come volontario in un’ospedale psichiatrico, il film è diretto da Miloš Forman. Tra gli unici cinque film, nella storia, ad aver vinto tutti gli Academy Awards nelle principali categorie: miglior film, miglior regia, miglior attore, miglior attrice e miglior sceneggiatura non originale. Fu un film innovativo e di denuncia, poiché rese pubbliche le vessazioni e l’iter di cura, inumano, a cui erano sottoposti i malati di mente negli ospedali psichiatrici statali statunitensi.

3. Roma città aperta (1945)

Tra i capisaldi del Neorealismo italiano, diretto da Roberto Rossellini che avvia così la sua Trilogia della guerra contro i nazisti. Il film, che vede protagonisti Anna Magnani e Aldo Fabrizi, ebbe un’enorme successo anche all’estero: ricevette una nomination all’Oscar, vinse il Grand Prix al Festival di Cannes e due Nastri d’Argento. Otto Preminger disse: “La storia del cinema si divide in due ere: una prima e l’altra dopo Roma città aperta”. Dopo il capolavoro di Rossellini, sarebbe iniziata una grande stagione per il cinema italiano.

2. Il padrino (1972)

La storia di don Vito Corleone, narrata da Francis Ford Coppola, è una delle pietre miliari del cinema mondiale: la straordinaria interpretazione di Marlon Brando, supportato da un cast all star mette in evidenza un altro pregio del film: aver dato la possibilità a degli astri nascenti, future stelle del cinema (Al Pacino e Diane Keaton), di avere la loro prima occasione importante in un grande film. Candidato a dieci Academy Awards, ne vinse tre. È tra i film ad aver incassato di più nella storia del cinema e al secondo posto nella classifica dell’American Film Institute dei migliori cento film statunitense.

1. C’era una volta in America (1984)

Ultimo capitolo della Trilogia del Tempo del regista romano Sergio Leone: tratto dal romanzo di Harry Grey, il film racconta le vicende di un gruppo di ragazzini del ghetto ebraico di New York che, nel corso di quarant’anni, scaleranno attraverso crimini, omicidi e malaffare la Grande Mela durante il proibizionismo e il post-proibizionismo. Tra i ruoli più importanti nel palmares di Robert De Niro, il film non fu accolto favorevolmente alla sua uscita. Oggi è ritenuto uno dei film più belli di tutti i tempi.


Originally published at www.cultora.it on October 16, 2015.

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