Idee a misura di libertà

Citizen Kane

Il caso Charlie Hebdo ha ravvivato la riflessione sulla libertà di parola, che è libertà di stampa e, in altro modo, libertà in rete. Intellettuali di ogni estrazione e lingua provano a fissarne i confini e sostenerne la necessità, tutti convinti che con il passare del tempo (e delle generazioni) qualcosa che non si può dire finisce per essere qualcosa che non si può più pensare, desiderare e sognare.
C’è poi quella libertà “concessa” o, con un gioco di parole, quella “libertà liberata” da chi ritiene che un certo giornale o giornalista, scrittore, illustratore o narratore debba continuare ad essere indipendente per poter descrivere, se non addirittura smascherare, la realtà oggetto del suo lavoro.

La verticalità del rapporto editore/autore può essere sostituita dalla relazione autore/lettore, che non per forza è meno vincolante, ma certamente lascia aperte più occasioni di dialogo e confronto. Allora questa settimana vi segnaliamo le campagne di SpoletoCity, Basso Impero e ViViRadio, il cui minimo comune denominatore è la ricerca di sostenitori ma allo stesso tempo di un’audience.

La prima riguarda il “salvataggio” del giornale on-line di Spoleto, attivo dal 2007 e oggi in grande difficoltà per la carenza di inserzionisti. La seconda è legata alla pubblicazione di una nuova graphic novel ambientata in una Roma distopica del 2069. La terza è lanciata da un gruppo di volontari di Vittorio Veneto che vuole fare ripartire la propria web radio, impegnata nella promozione del territorio.

È attraverso campagne come queste che il crowdfunding diventa uno strumento per la libertà di parola.

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