Si può fare!

Nell’ultimo mese i media non hanno risparmiato attacchi all’equity crowdfunding. Di cosa parliamo? Lo spiega la Consob:

“Quando tramite l’investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la “ricompensa” per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa”.

Lo strumento, molto utilizzato negli Stati Uniti, è stato regolamento in Italia proprio dalla Consob già nel 2013, ma sono solo tre le imprese, ad oggi, che hanno raggiunto il traguardo delle rispettive campagne. Questo non significa che il crowdfunding, e in particolare la sua versione business, ovvero l’equity, non siano potenzialmente utili.

La via italiana per il crowdfunding si costruisce giorno dopo giorno: decine di imprese, professionisti, università, associazioni ma anche festival, band musicali, startup scelgono questa strada per ragioni che vanno dal lancio di un nuovo prodotto alla compensazione dei finanziamenti pubblici, dal passaggio al professionismo alla prevendita di biglietti.
Certamente il periodo storico e l’attitudine al risparmio degli italiani scoraggiano gli investimenti rischiosi, ma dall’altra parte il crowdfunding fa leva sulla fiducia più che sui ricavi e generare fiducia richiede tempo.
Ne sono dimostrazione le tre campagne promosse da Retake, il gruppo di volontari romani impegnato nel tenere più pulita la propria città, ripristinando i muri e gli arredi urbani vandalizzati. Una mission semplice che trova il favore di molti, convinti che un investimento per il bene pubblico valga quanto un acquisto personale.

Ecco le campagne promosse da Retake Roma
La piazza è anche mia
Clean up
Idropuliamo Roma

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