Referendum, secondo il machine learning il Sì vincerà, ma non andrà a votare nessuno

Affluenza scarsa in tutta Italia e sì intorno al 70%

Analizzando la storia dei referendum italiani degli ultimi 10 anni si scoprono molte cose, come che la disoccupazione e l’economia giocano un ruolo decisivo nel risultato referendario (ne scrivo qua). Tuttavia, il passaggio successivo dell’analisi è cercare di prevedere a prescindere dai sondaggi l’esito del prossimo referendum costituzionale di cui posso fornire una previsione dei risultati del cartogramma che metto qui:

Le cose che emergono dalla mia analisi sono due: la prima è che, se verranno rispettate le tendenze storiche degli ultimi anni, a votare non andrà nessuno. La seconda è che chi andrà a votare sarà molto motivato e ha un’idea forte. Sembra quasi di rivivere, secondo il modello di machine learning (e soprattutto secondo i dati che ho usato) la versione espansa delle ultime elezioni regionali in Emilia Romagna, dove a votare andarono intorno al 37% degli aventi diritto scegliendo Bonaccini, l’attuale presidente della Regione. Eppure, i sondaggi dicono un’altra cosa, ovvero che vincerà il no.

Vero, ma i sondaggi non spiegano il perché delle preferenze di voto. Trasformandoci per un momento nel sociologo strutturalfunzionalista del condominio, potremmo ipotizzare la società come una macchina che produce cose. Una delle cose che produce la società sono i risultati elettorali e referendari che dipendono dal merito della questione proposta, ma anche dal contesto in cui la domanda viene fatta e dalle condizioni individuali.

Da qui, la struttura del dataset che ho utilizzato che prevede gli indicatori sociodemografici, come disoccupazione, pil pro capite e livello di istruzione, affiancati da variabili che entrano nel merito della questione e legate alla situazione politica del Paese registrati al momento dei referendum che si sono svolti dal 2006 a oggi.

In particolare, gli indicatori “politici” presi in considerazione sono il colore del governo nazionale, l’orientamento referendario dei partiti di opposizione e la durata dell’esecutivo al giorno del referendum. A questo ho aggiunto una nota sul merito del referendum specificando se il referendum fosse abrogativo o meno.

I risultati ottenuti non sono scritti nella pietra. In una campagna elettorale intervengono molti fattori e non si sa come andrà a finire fino a che non è finita. I risultati sono sorprendenti e, onestamente, spero nelle risposte a questo post per capire se (e dove) ho sbagliato con questa previsione. In ogni caso, il dataset di training dell’algoritmo è qui: