Kosher is the new black

Kosher is the new black

Il consumo cibo prodotto osservando i precetti della religione ebraica sta crescendo in tutto il mondo occidentale e si sta diffondendo anche tra i non osservanti. Alcune stime valutano il giro d’affari di questo segmento del mercato alimentare mondiale superiore ai 300 miliardi di dollari, con crescite anno su anno del 15%. A guidare questa tendenza sono gli Stati Uniti, il paese dove il kosher, al di fuori di Israele, mostra la crescita più impetuosa: negli Usa sono oltre 10mila le aziende alimentari certificate con vendite complessive che superano i 13 miliardi di dollari e il 21% dei cittadini del paese a stelle e strisce acquista regolarmente o occasionalmente prodotti certificati, proprio in virtù della loro appartenenza alla tradizione kosher.

Kosher for travellers

I segnali di questa crescita sono evidenti un po’ in tutto il mondo: negli Usa CIBO express Gourmet Market ha aperto il primo supermercato 100% kosher all’interno dell’aeroporto di Newark, che vende prodotti confezionati e pasti pronti (sandwich, insalate, dolci) in particolare ai viaggiatori in partenza per Israele. Sempre nella Grande Mela, il cibo kosher incontra il biologico nel primo store dedicato a questi due trend alimentari, chiamato Organic Circle, che comprende prodotti confezionati e freschi e un cafè. Proprio nella “contaminazione” tra i precetti dei prodotti kosher (proibita la carne di suino, cavallo, cammello, crostacei e molluschi; mucche, pecore, capre, volatili da cortile devono essere macellati secondo il rituale ebraico; no al consumo di carni e latticini insieme; no a ingredienti e additivi non certificati; vino sì, ma se prodotto da un ebreo osservante secondo precise pratiche) e gli altri trend alimentari globali (vegetariani, vegani, fan del biologico o del cibo con meno chimica) sta la chiave di lettura di questa crescita globale. Tra fede, salutismo e un po’ di moda.

Tra tipico e kosher

Altro esempio di come il cibo kosher stia scalando le classifiche di gradimento mondiale è il suo sbarco nell’haute cuisine: a Parigi lo chef italiano Simone Zanoni, bistellato Michelin al Trianon Palace di Versailles ha aperto Le Rafael, ristorante di alto livello che serve pietanze 100% kosher e aspira a ricevere l’ambito riconoscimento da parte di Michelin nel prossimo futuro. E in Italia?

Il lancio della versione kosher del Parmigiano Reggiano Dop da parte del produttore parmigiano Bertinelli ha suscitato molto scalpore. Questo formaggio concilia il disciplinare di produzione del Parmigiano Reggiano DOP con la Kasherut, la normativa ebraia sul cibo basata sull’interpretazione della Torah: questo spiega perché le diverse fasi della produzione siano supervisionate da persone di fede ebraica. Il Parmigiano Reggiano Bertinelli, prodotto in 5.000 forme, ha così ottenuto la certificazione Kosher da parte di Ok Kosher Certification, uno dei più autorevoli enti di certificazione al mondo. Ciò rappresenta un lasciapassare per la conquista dei mercati internazionali, in particolare quello Usa.

Kosher in fiera

Bertinelli ha partecipato a Kosherfest, la più importante manifestazione al mondo dedicata al cibo kosher, che si tiene negli Stati Uniti, insieme a una delegazione di 15 aziende italiane certificate operanti in vari settori (Agribosco, Agromonte, Carioni Food & Health, Casa Vinicola Leuci, Del Verde, La Rustichella Tartufi, Miele Sant’Agata, Molino Pasini, Oleificio Gabro, Oleificio Speroni, Pallini, Pastificio Fabianelli, Tradizioni Padane, Vivoo) una collettiva organizzata da Fiere di Parma e promossa, nell’ambito di un progetto sulla promozione delle certificazioni agroalimentari, dal Ministero dello Sviluppo Economico. Già dall’edizione 2014, Fiere di Parma ha organizzato, sempre nell’ambito dello stesso progetto, una consistente missione di incoming di retailers interessati a prodotti italiani certificati mentre per la prossima edizione di Cibus ha previsto uno spazio espositivo tutto dedicato a prodotti alimentari certificati kosher: nella prossima edizione della più importante fiera dell’agroalimentare in Italia, lo spazio sarà ampliato a conferma del crescente interesse per questo segmento. www.cibus.it

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