Quentin Metsys, Il banchiere e sua moglie

Il mestiere del banchiere nell’epoca delle startup

Oggi vi racconto un episodio simpatico. Purtroppo non ci sono foto a descriverlo in quanto si è trattato di un momento lavorativo a porte chiuse, ma ho deciso di prendere in prestito un quadro del vicino belga Quentin Massys, fondatore della Scuola di Anversa.

Questo quadro, intitolato “Il banchiere e sua moglie” racchiude tanti significati ancora validi oggi: un banchiere pesa una moneta d’oro, la moglie, attratta dai soldi, interrompe la lettura e segue con interesse l’operazione. La descrizione precisa dei gesti e degli oggetti ha un intento moralistico e la bilancia è simbolo di giustizia.

Le banche hanno dei valori?

Giustizia, lealtà e moralità sono forse valori lontani dalle banche attuali?

Forse è più giusto dire che sono valori lontani dal modello tradizionale di banca, quello che perdura da secoli: un modello di business basato sull’idea di “creare denaro dal denaro”.

Dal significato dell’opera intuiamo che nel 1514 quando questo quadro è stato dipinto esisteva già un certo malcontento nei confronti delle banche. Come però dimostrano i fatti odierni questo modello di business e questo sentimento vanno avanti da secoli e sono correlati, il primo è la causa del secondo.

Non è forse il caso di cambiare?

Qui in Olanda ogni “banchiere”, o per meglio dire, ogni persona che lavora a bunq presta un giuramento dichiarando che seguirà un codice morale.

Qualche giorno fa ho prestato anch’io questo giuramento, la considerate una piccola una piccola cosa?

Forse sì, ma vedere due italiano, un olandese, un sudafricano e un cinese riuniti nella stessa stanza che si impegnano a creare un prodotto giusto e unico, seguendo un codice morale e nel rispetto degli utenti e della comunità ti fa riflettere sul cambiamento che il mondo delle banche sta subendo!