“Citizens of the future/The future of citizens”: undici progetti raccontano i servizi pubblici di domani

Il mondo del design incontra la Pubblica Amministrazione in una design jam per immaginare i servizi pubblici del futuro

Francesco de Augustinis
May 27 · 6 min read

na piattaforma partecipativa per rigenerare le aree verdi urbane. Un hub digitale per offerte formative e di lavoro personalizzate. Una programma per promuovere il trasporto pubblico nei centri urbani in ottica di sostenibilità e gamification.

Il team di designer che ha vinto l’edizione romana della design jam di Designers Italia con il progetto “Urbanat pop-up” per riportare la biodiversità negli spazi urbani.

I servizi pubblici del 2030 saranno di questo tipo, secondo quanto immaginato dai designer che hanno partecipato alla design jam “Citizens of the future/The future of citizens”, organizzata da Designers Italia e Nois3. Un evento di due giorni (Roma, 17–18 maggio), durante i quali undici team di designer si sono sfidati nell’ideazione e nella progettazione di servizi pubblici ad alto contenuto innovativo per la Pubblica Amministrazione di domani.

Connettere design e Pubblica Amministrazione e mostrare il potenziale del design applicato al mondo dei servizi pubblici è infatti uno degli obiettivi di Designers Italia, design system della Pubblica Amministrazione e community ideata dal Team per la Trasformazione Digitale.

Una fase della design jam

“Si tratta di un tipo di esperienza nuova e straordinaria per la Pubblica Amministrazione, che stiamo facendo da pochi anni grazie al lavoro del Team per la Trasformazione Digitale”, ha detto il Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale Luca Attias, che ha premiato i progetti migliori insieme all’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano e alla designer Maria Cristina Lavazza.

“Gruppi di professionisti che si mettono in gioco per portare nella Pubblica Amministrazione quello che si fa per il mercato privato: progettare servizi con il corretto design, secondo il paradigma secondo cui il cittadino è al centro del servizio”.

Per approfondire: Il futuro dell’Italia? Passa (anche) dal design, la design jam raccontata da Startup Italia

Disegnare i servizi pubblici di domani

“Citizens of the future/The future of citizens” nasce da un’idea: disegnare un mondo possibile è il primo passo per renderlo reale. All’evento hanno partecipato oltre 70 designer provenienti da Roma e da tutta Italia (con qualche presenza internazionale), freelance o legati a organizzazioni pubbliche e private come Sogei, Enel, Doing.

Divisi in undici gruppi, i designer sono stati invitati a ideare e progettare delle proposte per dei servizi pubblici in uno dei quattro argomenti della jam, ovvero:

  • formazione;
  • mobilità;
  • turismo;
  • spazi pubblici.

Su ciascuno dei temi gli organizzatori hanno presentato alcuni trend di innovazione e alcune sfide specifiche attorno alle quali i designer sono stati chiamati a confrontarsi e a elaborare proposte. Tutti i progetti hanno avuto delle caratteristiche in comune:

  • un alto grado di innovazione, con l’uso ricorrente di elementi di gamification, sharing economy, sostenibilità, ottimizzazione delle risorse;
  • sono stati ideati e progettati utilizzando i kit di Designers Italia, come i personas per identificare i “tipi” di cittadini, le user stories per raccontare dei modelli di interazione con il servizio, le ecosystem map per individuare tutti i soggetti coinvolti nell’erogazione del servizio e lo UI kit per prototipare esperienze coerenti con le linee guida di design della Pubblica Amministrazione senza dover “reinventare ogni volta la ruota”.

I progetti in gara

Ecco i progetti che hanno partecipato a “Citizens of the future/The future of citizens”:

1. Urbanat Popup (primo classificato)

L’engagement system map del progetto

Una piattaforma per la “trasformazione naturale”, che riporta la biodiversità negli spazi urbani consentendo ai cittadini di partecipare attivamente alla rigenerazione naturale del proprio quartiere.

Guarda la presentazione del progetto!

2. meFormo (secondo classificato)

I servizi prendono forma grazie ai template dei kit di Designers Italia

meFormo è un hub digitale che offre opportunità formative e di lavoro in base alle attitudini, passioni ed esigenze dei cittadini. Un servizio dedicato a persone disoccupate o che vogliono cambiare lavoro, che funziona grazie a una rete composta da aziende, centri di formazione e Stato.

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3. M.E. — Mobility Europe (terzo classificato)

L’integrazione dei servizi e la sharing economy al centro di questo progetto

M.E. è una piattaforma scalabile dal livello locale a quello europeo, integrata con tutti i servizi di mobilità. Promuove comportamenti virtuosi nel settore trasporti, incentivando la sostenibilità ambientale, sociale, economica in un’ottica di social gamification.

La piattaforma permette agli utenti di utilizzare diverse soluzioni di mobilità sostenibile presenti sul mercato, con un sistema di incentivazione basato su e-coin.

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4. Mobeelity

Un estratto dello storyboard del progetto

Un sistema di mobilità on-demand urbana ed extraurbana, che integra il trasporto di massa con l’ultimo miglio attraverso mezzi modulari che si muovono su strada e su rotaia adattandosi alle esigenze e agli stili di vita dei cittadini del futuro. Per tutti i cittadini “consapevoli della necessità di far tornare a rivivere le strade come luoghi di incontro e non di sosta”.

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5. n[h]omade

Le personas aiutano a raccontare il cittadino-tipo a cui è rivolto il servizio n[h]omade

Un servizio in ambito turistico che offre residenze di medio-lungo periodo e risolve il problema dello spopolamento dei piccoli borghi, per persone che si vogliono spostare fra il lavoro nei grandi centri urbani e le piccole comunità locali. Un’infrastruttura fisica e digitale, che offre servizi base a chi è ospitato, permettendogli di portare valore economico e competenze nel territorio.

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6. DEnCITY

L’idea diventa prototipo, in ottica mobile first

Una piattaforma, gestita dalla Pubblica Amministrazione, che rivalorizza spazi inutilizzati connettendoli con persone che vogliono cambiare la loro esperienza di apprendimento. Grazie a DEnCITY “ogni persona della comunità avrà accesso a momenti di formazione di qualità che gli permetteranno di costruirsi competenze professionali trasversali e su misura”.

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7. Qui Pro Quo

Il confine tra spazi pubblici e privati sarà meno definito nel 2030?

Un network di spazi commerciali condivisi e prenotabili on demand, che permette:

  • ai piccoli professionisti di abilitarsi alla vendita e godere di una vetrina diretta sulla clientela interessata
  • ai proprietari di piccoli negozi di quartieri di far fruttare al meglio i propri spazi, attraverso un sistema legato alla Pubblica Amministrazione in grado di segnalare le zone di bisogno.

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8. Mamma mia! Platform

Come cambia l’esperienza turistica con i servizi pubblici di domani?

Una piattaforma turistica che offre esperienze e assistenza personalizzate di scoperta del territorio per turisti intraprendenti, interessati a percorsi personalizzati, attraverso una rete di studenti certificati e remunerati in base alle competenze.

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9. STARGATE

Un’idea di servizio pubblico diventa prototipo

Un servizio per sfruttare gli spazi pubblici inutilizzati e rispondere alle esigenze di residenti e piccoli commercianti. Attraverso una piattaforma, STARGATE permette il matching tra domanda e offerta di spazi pubblici e privati (come dei negozi), per organizzare eventi e attività di formazione.

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10. co-DES

Come cambia il mestiere di insegnante nel 2030?

co-DES è una piattaforma digitale scolastica che incentiva la collaborazione tra studenti delle scuole dell’obbligo, attraverso la condivisione di iniziative e progetti sociali e culturali. Il servizio connette scuole europee, permettendo di creare esperienze e progetti che favoriscono l’integrazione europea e lo sviluppo di una cultura internazionale.

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11. LeQUID

Il design può essere uno strumento per rendere i servizi pubblici semplici e… piacevoli da utilizzare

LeQUID è un sistema didattico data driven, che introduce l’idea di un apprendimento fluido basato su un approccio di conoscenza condivisa e immersiva. Lo studente diventa parte attiva del sistema educativo, attraverso un processo partecipativo basato sulla gamification. L’insegnante mantiene un ruolo centrale: crea i percorsi didattici personalizzati, partendo dai dati generati dal sistema e favorisce la collaborazione tra studenti per bilanciare le competenze all’interno della classe favorendo la condivisione.

Guarda la presentazione del progetto!


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Il blog di Designers Italia: casi di studio e punti di vista sul design dei servizi pubblici italiani

Francesco de Augustinis

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UX writer @ Digital Transformation Team

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