Confessioni di una “giovane” startupper

Parte 10 — La Legenda dello Startupper — ovvero: Per fare un dollaro in più.

Cinque socie, più Ciro.
Siamo una startup innovativa in Italia.

di Rossana De Michele


Avete letto bene, non si tratta di un refuso o di un errore di battitura, qui non si narra la leggenda (con due g) dello startupper solitario che come i cercatori d’oro nel Klondike affronta la natura selvaggia per qualche pepita e si aggiudica, fucile in spalla e colt nella fondina, il suo fazzoletto di terra in cui domare selvaggi cavalli Appaloosa e prendere per le corna bufali dalle narici fumanti mentre nella sconfinata prateria si innalzano i segnali di fumo di Orso Grigio.

Molto più modestamente mi appresto a compilare la legenda (con una g) dei 4 termini che noi 5 socie più Ciro abbiamo dovuto assolutamente inserire nel business plan di designyourlife per raggranellare qualche euro in più, e che alleghiamo in caso possa venire utile ai colleghi alle prime armi, che dei codici e neologismi del nostro mercato di riferimento, quello del digital-content-open-data-sharing-adv-nativa-brand-enbedded-video-instant-articles-moments-live-stories, non si sono mai preoccupati e occupati e che sono al loro primo business plan. Per andare incontro alle esigenze del lettore, visto che si tratta di 4 parole, e non di tre o di due, la legenda sarà proposta in forma di agile classifica.

Al numero 1 la GAMIFICATION, definibile anche come la declinazione digital della Sindrome di Stoccolma.

Se davvero pensi che gli utenti della tua startup non abbiano tempo e traffico dati da perdere sappi che sei vittima di un terribile equivoco e non ti resta che appellarti alla “Gamification”: in sostanza un micidiale circolo vizioso che ha lo scopo di impigliare lo user nella “rete” lasciandolo senza alcuna via di scampo e zero possibilità di fuggire dalla tua APP. Aggiungi funzionalità, azioni e notifiche che a loro volta verranno notificate mediante funzionalità che stimoleranno azioni e che richiederanno funzioni legate ad azioni che andranno subito notificate. Cosa aspetti, lo user è attivo e felice solo con la “Gamification”.

Al numero 2 la CONTENT CURATION, anche volgarmente riassunta con il popolare detto: “meglio una classifica oggi che qualcosa di troppo impegnativo da leggere domani”.

Se sei convinto che gli utenti siano in grado di leggere più di 40 righe di testo consecutive senza nemmenu uno straccio di foto di un gattino, una gif animata, o la scritta “mandiamoli tutti a casa”, allora non ti resta che darti alla “Content Curation”: ovvero la scienza che studia il compromesso tra contenuto e svago e che rende surreale anche la più autorevole delle testate on-line. Non tergiversare, lo user ti installa solo se gli offri la “Content Curation”.

Al numero 3, a pari merito, il MILESTONE e le DEATH VALLEY. Negli anni ’70 per fare impresa familiare si scriveva sul quaderno a quadretti la parola “fase”, l’esterofilia anni ’80 ha imposto alla nascente new economy l’esotico termine “step” messo ben in evidenza nel lucido da proiettare, e negli anni ’90 ci siamo arresi ai Power Point di Wall Street e al loro gergo, nonostante i tg ci abbiano mostrato le vittime della bolla in lacrime e con gli scatoloni in mano.

Se hai programmato di presentarti ad una Venture con una buona idea e credi ti verrà data facoltà di spiegarla a modo tuo, con una modalità vivace e spiritosa, allora non stai facendo i conti con l’esigenza di metafore solide e macabre della moderna incub-azione. Scolpisci nella pietra il tuo futuro e suddividilo utilizzando i pesanti “MILESTONE” , i monoliti capaci di rendere credibile anche la più cialtrona delle presentazioni. Scavati da solo la fossa, segnala la tua “DEATH VALLEY,” il fondo che toccherai quando tutti ti avranno abbandonato e solo, nel deserto, col sole allo zenith e le tasche vuote, davanti all’unico e integerrimo venditore d’acqua, sverrai schiantandoti sulla sabbia senza nemmeno la gioia di aver sentito in lontananza il rumore dell’elicottero dei soccorsi. Restituisci a lo tristo mietitore il ruolo che gli spetta nel tuo destino, le Venture Capital supportano più volentieri le startup con certificato di morte allegato. Ti dicono che tanto non succederà mai ma non si può non prevederlo, dimentica la scaramanzia, metti una mano nelle mutande e scrivi con i numeri romani e l’inchiostro simpatico i tuoi “MILESTONE” e la tua “DEATH VALLEY”.

MIAO

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