Destinazione Dubrovnik

Oggi la città vecchia di Dubrovnik sembra il set di un film. Perfetta, quasi da sembrare finta. Effettivamente è uno dei luoghi più emblematici de Il Trono di Spade, e mentre si passeggia nelle stradine della penisola delimitata da robuste muraglie di pietra si ha l’impressione di riviverne alcune scene.

Ho visitato Dubrovnik a Dicembre del 2016, e la prima cosa che ho potuto (ahimè) notare è stata la carenza di trasporti (voli, ma anche traghetti) per raggiungere la città dall’Europa. Per arrivarvi da Brindisi ho dovuto volare attraverso Roma e Francoforte all’andata, e attraverso Spalato (con un aereo da 18 posti) e Roma al ritorno. Questo senza dubbio non favorisce lo sviluppo di un turismo non estivo (d’estate vi sono invece collegamenti internazionali frequenti sia in aereo che in traghetto).

Dubrovnik d’inverno è davvero piacevole. Da dicembre a marzo si tiene il Festival d’Inverno, e la città è animata sia di giorno che di sera con concerti, balli tradizionali e street food. E’ un momento molto sentito dalla popolazione locale, ed è stato bello prendervi parte.

Dubrovnik, città vecchia

I primi passi nel turismo risalgono alla dominazione Austriaca, per svilupparsi ulteriormente durante il periodo Jugoslavo ed ottenere il riconoscimento Unesco nel 1979. Dubrovnik fu una delle pochissime aree della Ex Jugoslavia ad essere demilitarizzata, proprio per favorire il turismo, ed i proventi furono reinvestiti nello sviluppo del territorio e nella fondamentale costruzione dell’aeroporto (un po’ come dovrebbe essere utilizzata la nostra tassa di soggiorno!!).

Mappa dei bombardamenti alla città vecchia di Dubrovnik

Tutto questo fu bruscamente interrotto dalle guerre Jugoslave, che nei primi anni ’90 causarono la distruzione di ben 2/3 della città, poi meravigliosamente ricostruita anche grazie all’impegno dell’Unesco con un investimento di circa 10 milioni di dollari. Proprio il 6 dicembre 2016 si celebrava il 25° anniversario dall’attacco alla città, ed essere lì proprio in quei giorni è stato emozionante.
Ammiro profondamente la comunità locale per la forza, la tenacia ed il coraggio nel voler credere nuovamente in Dubrovnik come destinazione turistica!

I risultati parlano chiaro. Secondo il Ministro del Turismo Croato Gari Cappelli nel 2016 in Croazia gli arrivi sono stati 16,3 milioni, per un totale di 91,3 milioni di presenze. 11 milioni in più rispetto all’anno precedente. Cifre importanti per un Paese il cui Pil dipende dal comparto turistico per circa il 18%. Dubrovnik è la prima in classifica tra le località maggiormente visitate.

Da Destination Maker, però, proprio perchè amo incredibilmente questo luogo, vorrei aggiungere alcune mie riflessioni su aspetti da migliorare e che ho particolarmente apprezzato.

Ho avuto l’impressione che il fiabesco centro fosse totalmente distaccato dal resto della città. All’interno delle mura solo bar, ristoranti, souvenir shop e molte case disabitate mentre fuori dalle mura la vita reale.
Nota positiva invece per i trasporti locali. Gratuiti dalla periferia al centro città in occasione dell’evento, e molto frequenti.

Ho alloggiato in un Airbnb in periferia, gestito da una ragazza molto disponibile e preparata. Ho notato una propensione delle generazioni più giovani ad una nuova forma di ricettività (sono molte le inserzioni presenti sul portale), mentre gli hotel classici restano un po’ indietro. Sembrano non essersi reinventati e continuano a vivere di quel turismo estivo che non gli da la possibilità di migliorarsi ma che allo stesso tempo gli concede una disponibilità economica per poter vivere di rendita nella bassa stagione.

Dubrovnik, al di fuori delle mura

Nonostante l’incantevole clima durante il Festival d’Inverno la città non mi è sembrata ancora pronta per accogliere il turista tutto l’anno, e lo si capisce anche frequentando i ristoranti: attività che sicuramente d’estate lavorano moltissimo ma che d’inverno sembrano in letargo, con un’offerta non eccezionale.
Un peccato, perchè un turista in visita in bassa stagione avrebbe molto più tempo (e capacità di spesa) da dedicare all’autenticità e alle produzioni locali, e verrebbe con uno spirito molto diverso rispetto al turista da spiaggia.

Durante il mio soggiorno avrei infatti voluto vivere un po’ l’entroterra, ascoltare le storie dei produttori locali, fare esperienze nelle aziende, ma non è stato semplice reperire informazioni su escursioni ed attività da fare nei dintorni della bella cittadina. Un peccato considerando quanto la Contea di Dubrovnik-Neretva abbia da offrire agli amanti di esperienze very local, prodotti tipici, escursioni in natura, sport e piccoli villaggi.

Molto positiva l’impressione avuta incontrando la Politica locale, in particolare i referenti della Contea di Dubrovnik-Neretva e dell’Agenzia di Sviluppo Locale DUNEA. C’è una grande apertura verso progetti internazionali, e la volontà di collaborare con l’Italia per lo sviluppo del turismo. C’è da sempre un bel legame tra i nostri paesi, e l’ho sentito ancora forte durante la chiacchierata con le belle persone che ho incontrato.

Si sta lavorando sulla presenza on-line, ma sicuramente si può fare ancora molto, anche per dare la possibilità a tutti i piccoli operatori delle aree meno note di farsi conoscere da chi visita le destinazioni più gettonate.

Per concludere … Croatia Full of Life è uno slogan che mi trova assolutamente d’accordo! Non vedo l’ora di conoscere nuove mete Croate, incontrare le comunità locali e vivere esperienze autentiche, per riempire di vita i miei giorni, come giustamente mi suggerisce la homepage del sito dell’Ente del Turismo Croato, che mi piace molto.