L’utopia di Rousseau, il caso Mered e la morte di Daphne: sabato 2 giugno al DIG Festival

Ricchissimo il programma della seconda giornata, che si chiuderà con la cerimonia di premiazione dei vincitori dei DIG Awards a piazzale Ceccarini.

© Margherita Cenni

Tra proiezioni, workshop e dibattiti, la seconda giornata di DIG Festival prevede un’agenda di appuntamenti fittissima, che culminerà con la cerimonia di premiazione dei vincitori dei DIG Awards.

Primo appuntamento, un workshop sul giornalismo investigativo, tenuto da Susanne Rebe del Center for Investigative Reporting, che approfondirà metodi e tecniche di storytelling per rendere avvincenti le inchieste (9.30). Successivamente, la giornalista dell’AGI Carola Frediani analizzerà il lato oscuro delle valute digitali parlando dei bitcoin, argomento tanto discusso quanto difficile che sta trasformando l’economia (11.30). E ancora visual journalism e incontro tra design e giornalismo con Matteo Moretti della Libera Università di Bolzano (unibz) e metodi e strategie della tv pubblica canadese raccontati da Claudine Blais (Radio-Canada).

In mattinata spazio anche alle celebrazioni per la Festa della Repubblica, con un evento-spettacolo con gli studenti delle scuole di Riccione.

Approfondimento digitale al centro con l’inaugurazione dell’Hacking Bar di DIG (14.30), il cuore pulsante di DIG Festival: un centro di consulenza gratuita su navigazione online, app, software alternativi, curiosità e buone pratiche nell’uso dei dispositivi digitali a cura degli esperti dell’Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights.

Tre gli eventi imperdibili del pomeriggio. Alle 16.00, presentazione in anteprima del documentario-inchiesta La scelta, che affronta il caso Rousseau, piattaforma della Casaleggio Associati. La proiezione si inserirà all’interno di un incontro più ampio dal titolo “L’utopia di Rousseau. Dentro il sistema operativo del Movimento 5 Stelle”: Rousseau è davvero uno strumento di democrazia diretta? E quanto sono al sicuro i dati degli utenti? David Puente (blogger ed ex Casaleggio Associati) ne discuterà con Silvia Boccardi, Giuseppe Francaviglia e Giorgio Viscardini, autori del documentario.

Il secondo appuntamento è dedicato alle storie di Daphne Caruana Galizia e Ján Kuciak, i due giornalisti uccisi nell’ottobre 2017 e nel febbraio 2018. Per proseguire le loro indagini si sono mossi reporter di tantissimi Paesi. Cecilia Anesi e Giulio Rubino (IRPI), Carlo Bonini (la Repubblica) e Drew Sullivan (OCCRP) si confronteranno sull’importanza della collaborazione come strumento di difesa per chi compie inchieste scomode in un focus dal titolo “Killing Journalists Will Not Kill Their Stories” (17.30): perché uccidere un giornalista se 20 o 30 colleghi sono pronti a continuare il suo lavoro?

A seguire (18.30), si farà luce su un tragico pasticcio giudiziario italiano, che ha fatto discutere il mondo ma è quasi ignoto nel nostro Paese. Nell’estate 2016 il sostituto procuratore di Palermo annuncia di aver arrestato, in collaborazione con le polizie di mezza Europa, il trafficante di esseri umani più ricercato del pianeta: Medhane Yehdego Mered. L’uomo che tuttora si trova in carcere, però, è un innocente vittima di uno scambio di persona. Le tesi della procura saranno smontate punto per punto da Ali Fagan, Lorenzo Tondo e Hans Peterson Hammer, autori e produttori di Generalen, l’inchiesta condotta tra Africa ed Europa che ha rivelato il caso. Un successo mondiale nato al DIG Pitch 2017 e prodotto dalla tv svedese SVT e dal Guardian.

Ricchissimo il calendario delle proiezioni delle opere finaliste, che si avvicenderanno durante tutta la giornata. Mattinata dedicata ai lavori selezionati nella sezione Investigative Long con le proiezioni con la presenza degli autori di Killing Pavel (alle 10.00) Spy Merchants (11.15), The Cost of Cotton di Sandrine Rigaud, finalista (12.15). La sezione Short sarà presentata alle 14.00, con un incontro moderato da Valerio Bassan (DIG) durante il quale verranno proiettate Ceuta nascosta di Francesca Nava e Raoul Garzia, Doping, il mistero di Alex Schwazer di Emanuele Piano e Nelle miniere dove nascono gli smartphone di David Chierchini e Matteo Keffer

Nel pomeriggio si riprenderà con le proiezioni di Kompromat (Reportage Long), Raqqa: The Battle of The Euphrates (Reportage Medium), Silent Death on a Syrian Journey (Investigative Medium), Iraq: Dying for Mosul (Reportage Medium), Monoculture of Faith (Reportage Medium), North Korea: The Death of Kim Jong-Nam (Investigative Medium).

Chiuderà la giornata l’appuntamento clou dei DIG Awards 2018: la cerimonia di premiazione dei vincitori condotta dalla giornalista di La7 Vicsia Portel (piazzale Ceccarini, alle 21.00). Durante la serata Jeremy Scahill, che gestisce lo sconfinato archivio di Edward Snowden, pronuncerà un’orazione civile sul tema del festival, War on Data: mai abbassare la guardia sulla sorveglianza di massa, perché la sottrazione dei dati sensibili può essere usata anche per guerre tutt’altro che virtuali. A seguire, verrà proiettato il documentario vincitore della categoria Investigative Long.