Svelata la DIG Academy 2018: 3 giorni di workshop su Bitcoin, hacker, Facebook e privacy

Un palinsesto di seminari gratuiti tenuti da professionisti italiani e internazionali — tra cui Pablo Trincia, Carola Frediani, Federico Nejrotti, Susanne Reber, Claudine Blais e molti altri.

© Danijel Žeželj / DIG Academy

Dal riciclaggio di denaro al malaffare, dai segreti di Facebook a luci ed ombre del bitcoin: ecco presentati alcuni dei temi al centro dell’edizione 2018 del DIG Festival, l’appuntamento di Riccione con il giornalismo investigativo, dall’1 al 3 giugno 2018.

Tre giorni in cui leggere la complessità del mondo rivolti a chi si interessa d’attualità. Case studies ed esperienze personali, riflessioni e dati per offrire chiavi di lettura utili ad interpretare ed affrontare la contemporaneità anche grazie ad alcune delle inchieste e dei progetti più interessanti dell’informazione internazionale.

Il Palazzo del Turismo di Riccione torna, infatti, ad ospitare la DIG Academy un palinsesto di incontri d’approfondimento e seminari, costruiti grazie alla collaborazione di relatori qualificati ed autorevoli protagonisti della comunicazione, che si alterneranno in un’offerta incentrata su tematiche sociali ed economiche, o per gli addetti ai lavori, con moduli dedicati all’innovazione dei linguaggi giornalistici e agli strumenti d’investigazione digitale.

Prendono parte alla DIG Academy Carola Frediani (AGI) che attraverso lo studio di casi di cronaca analizzerà il lato oscuro delle valute digitali parlandoci dei bitcoin, argomento tanto discusso quanto difficile, o Angelo Mincuzzi e Roberto Galullo (Il Sole 24 ORE) che con il loro format multimediale Fiumi di denaro cercano di seguire le piste di quel denaro che pare non lasciar traccia del suo passaggio.

Tornano a Riccione gli esperti reporter di IRPI, Investigative reporting project Italy, al centro dell’attività di inchiesta internazionale su riciclaggio e criminalità organizzata che pone l’attenzione sul ruolo del whistleblower, pilastro delle indagini sul crimine. Continua a pulsare il cuore di DIG, l’approfondimento sul digitale, confermato dalla presenza dell’Hacking Bar a cura di Hermes Center for transparency and digital human rights, centro di consulenza informatica gratuita su navigazione online, nuove app, device, software alternativi e altre curiosità o buone pratiche, e da incontri su sicurezza, media e tecnologia, informazioni utili a capire come proteggere dati e fonti da intrusioni informatiche.

Philip Di Salvo (EJO) si interrogherà sulla reale portata del fenomeno delle fughe di dati sensibili, soffermandosi sulle relazioni tra hackeraggi, media e politica e sulla sfida che spetta ai reporter: come trattare i leak senza farsi strumentalizzare? Non può mancare e non mancherà un approfondimento su Facebook, a cura di Federico Nejrotti (Motherboard), in cui verranno svelati i segreti della comunicazione del social più usato in Italia, e quello sul visual journalism di Matteo Moretti, designer co-fondatore della piattaforma di visual journalism dell’unibz.

Nico Piro (TG3) descriverà la sua esperienza come corrispondente dai fronti di crisi, affrontando l’evoluzione della professione grazie soprattutto ai digital device. Tra gli ospiti di DIG Academy ci sarà anche Pablo Trincia, coautore della serie audio di Repubblica.it Veleno, dedicata a un discusso caso di cronaca avvenuto negli anni ’90, e sarà questa l’occasione per esplorare, insieme a Gianni Gozzoli e Giorgio Minguzzi, il mondo dei podcast e le sue potenzialità narrative. Presidiata senza sosta anche la presenza dell’alta formazione, a conferma della visione dell’inchiesta investigativa quale componente fondamentale. A garantirlo, Claudine Blais, produttrice esecutiva del programma canadese Enquête di Radio-Canada, che si propone di presentare i metodi e le strategie d’inchiesta della tv pubblica canadese attraverso una rassegna di studi di caso, Susanne Reber (Center for Investigative Reporting) Executive Editor della piattaforma Reveal, che condurrà un appuntamento su storytelling per il giornalismo investigativo e Serena Tinari (Swiss organisation for investigative journalism) che racconterà come si fa l’inchiesta transfrontaliera.

Anche quest’anno il claim della DIG Academy I wanna be your watchdog porta con sé un cane d’autore: dopo AkaB, Marino Neri e Zamoc, il watchdog 2018 è stato affidato al tratto fatale e inconfondibile di Daniel Zezelj, fumettista ed illustratore considerato tra i migliori viventi. Ispirato dal libro di Peter Balakian, Black Dog of Fate sul genocidio armeno del 1915, il cane di DIG è un testimone dei destini e dei ricordi del mondo.

Per informazioni: www.dig-awards.org/it/academy

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