Quando il gioco si fa duro, le comunità cominciano a giocare!

Ci siamo. Manca poco al 12 maggio, data in cui chiameremo a raccolta nuovamente la comunità di innovatori per continuare il lavoro comune all’interno della Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna (ADER).

Un appuntamento organizzato dopo il successo di pubblico (e di critica) dell’incontro dello scorso 14 aprile (guarda il video) e sull’onda del percorso di Costituente Digitale iniziato lo scorso anno con 4 workshop tematici (Manifattura 2.0, Innovazione, Salute, Scuola) e 9 workshop territoriali svolti nelle città di Parma (Crescita digitale), Reggio-Emilia (Open e big data), Modena (Smart Community), Unione Reno-Galliera e Ferrara (Agende Digitali Locali), Ravenna (Turismo), Rimini (Competenze).

Siete tutti invitati ora al prossimo step giovedì 12 maggio, alle 17.15, presso l’Area della Ricerca del CNR (sala 215) via Gobetti 101, Bologna, dove organizzeremo il primo workshop di co-progettazione su tre progettualità incluse in ADER: il wifi per un accesso ubiquo, libero e gratuito alla rete, gli open data, ”banca regionale del dato” per favorire il riutilizzo dei dati pubblici e l’inclusione digitale (competenze, facilitazione e cultura digitale).

La struttura del workshop sarà aperta e partecipativa con una prima parte “plenaria”, in cui discuteremo in maniera informale sui tre tematismi che saranno presentati da altrettanti project manager di ADER. A questa fase farà seguito una seconda in cui si discuteranno approfonditamente, divisi in gruppi, le progettualità di cui troverete le schede complete in seguito e che potremmo sintetizzare in questo modo:

Wi-fi

Oggi, il contesto della diffusione di una rete wifi è quello di una connettività pervasiva in mobilità, grazie alla quale un qualunque appliance portatile può essere e rimanere connesso alla rete, indipendentemente dalla disponibilità della connessione ad una rete cellulare. Il wifi risponde all’esigenza di avvicinare l’utility networking all’utente.

Incidentalmente l’approccio wifi, inoltre, alimenta lo sviluppo di luoghi di aggregazione, di “centri” presso i quali si realizzano rapporti sociali, le nuove piazze della città moderna.

Alcuni dei nostri obiettivi: in 5 anni vogliamo realizzare 4000 punti wifi, 1 ogni mille abitanti; diffondere un modello, sostenibile per le pubbliche amministrazioni, di copertura wifi delle aree, con l’obiettivo di valorizzare i luoghi presso i quali i cittadini si concentrano; scaricare traffico dalla rete cellulare, consentendone il riuso delle capacità in luoghi, seppur poco, distanti, di minore aggregazione; consentire la connessione di apparati non dotati di modem cellulare; generare una maglia urbana policentrica, con una molteplicità di luoghi presso cui si aggregano i cittadini, luoghi di networking fisico e virtuale.

Open data

Da anni la Regione Emilia-Romagna è impegnata nella missione di mettere a valore il vasto patrimonio informativo pubblico “liberando” i dati in formato e licenza open.

Dove siamo? Abbiamo realizzato un portale regionale e componenti per la pubblicazione dei Linked Open Data (geografici e culturali), definito delle linee guida, messo in capo delle azioni al fine di supportare e coordinare le azioni open data del territorio, supportato iniziative regionali e partecipato a tavoli nazionali per la definizione di linee guida e aree prioritarie di liberazione dei dati. A ciò si aggiunge la partecipazione ad un progetto europeo che ha portato alla realizzazione di un indice federato di portali open data di diverse regioni/stati.

Alcuni dei nostri obiettivi: pubblicare dati aperti, secondo “regole chiare e certe”, sul portale dati.emilia-romagna.it; facilitare l’incontro tra domanda e offerta di (open) data della pubblica amministrazione che favorisca l’accesso anche ai privati; realizzare la “banca regionale del dato”: un sistema di regole e modalità che agevolino gli utenti ad individuare e riutilizzare i dati in formato aperto della PA; coinvolgere e supportare in maniera sempre maggiore gli enti locali in iniziative di apertura delle loro basi di dati.

Inclusione digitale

Il Progetto Pane e Internet (PEI) è finalizzato allo sviluppo delle competenze digitali dei cittadini

Con la programmazione 2014–2017, il progetto ha ampliato i suoi obiettivi dalla realizzazione di attività di inclusione digitale (corsi, seminari, eventi) alla creazione di una rete di Punti Pane e Internet (Punti PEI) organizzati a livello di Unioni di Comuni e di Comuni Capoluogo. I Punti PEI sono dei network locali costituiti dalle biblioteche, scuole e da soggetti del terzo settore che cooperano per offrire delle opportunità di sviluppo della competenza digitale in modo continuativo ed economicamente sostenibile. I destinatari sono i cittadini rimasti esclusi dall’uso di internet: spesso si tratta di pensionati, di immigrati, di casalinghe o di adulti disoccupati; oltre ai soggetti tradizionalmente “esclusi” dall’uso delle tecnologie.

Tre le linee di attività di PEI: alfabetizzazione digitale: per portare i cittadini ad una condizione di inclusione digitale; facilitazione digitale: per supportare nelle biblioteche pubbliche l’apprendimento continuo della competenza digitale; promozione della cultura digitale: la progettazione e realizzazione di eventi (workshop, seminari e laboratori) finalizzati a diffondere l’uso critico, consapevole, creativo delle tecnologie della società dell’informazione a tutte le l’età.

SCHEDE TEMATICHE

WI-FI

Il contesto
Il progetto WiFed nasceva quattro anni fa per dare forma ad una richiesta, non strutturata e disomogenea, proveniente dal territorio regionale, di connettività, offerta dalla pubblica amministrazione ai cittadini, presso luoghi di interesse e di aggregazione.

Oggi, il contesto della diffusione di una rete wifi è, invece, diventato quello di una connettività pervasiva in mobilità, grazie alla quale un qualunque appliance portatile può essere e rimanere connesso alla rete, indipendentemente dalla disponibilità della connessione ad una rete cellulare.

Certamente, la rete wifi pubblica e distribuita, seppure ha un’origine diversa, prende forma nella percezione comune dalla semplificazione del concetto di rete cellulare mobile, e ne esplica sfaccettature differenti nel momento in cui rende possibile il link internet anche a strumenti diversi dal telefono.

La visione antitetica al wifi distribuito, il tethering in ambito di copertura cellulare, non è una risposta soddisfacente, perché a tutti sono evidenti due limiti: affidabilità e consumo energetico. Il wifi risponde all’esigenza di avvicinare l’utility networking all’utente.

Incidentalmente l’approccio wifi, inoltre, alimenta lo sviluppo di luoghi di aggregazione, di “centri” presso i quali si realizzano rapporti sociali, le nuove piazze della città moderna.

Obiettivi

  • In 5 anni vogliamo realizzare 4000 punti wifi, 1 ogni mille abitanti.
  • Diffondere un modello, sostenibile per le pubbliche amministrazioni, di copertura wifi delle aree, con l’obiettivo di valorizzare i luoghi presso i quali i cittadini si concentrano
  • Offrire un’alternativa, affidabile e a minor impatto energetico per l’utente, all’uso della connettività internet tramite rete cellulare, avvicinando la rete al fruitore.
  • Scaricare traffico dalla rete cellulare, consentendone il riuso delle capacità in luoghi, seppur poco, distanti, di minore aggregazione.
  • Consentire la connessione di apparati non dotati di modem cellulare.
  • Permettere agli utenti di impiegare in luoghi presso cui è assente la connettività wifi i propri piani dati di telefonia cellulare.
  • Generare una maglia urbana policentrica, con una molteplicità di luoghi presso cui si aggregano i cittadini, luoghi di networking fisico e virtuale.
  • Sostituire il posto telefonico pubblico come luogo riconoscibile presso il quale collegarsi in condizioni standardizzate.

OPEN DATA

Il contesto

Il progetto Open Data regionale si muove dalla convinzione che i dati in possesso delle Pubbliche Amministrazioni siano un patrimonio che può essere proficuamente messo a valore. La capacità di far emergere e moltiplicare tale valore è direttamente proporzionale alla possibilità di rendere pienamente accessibili e riutilizzabili i dati a tutta la popolazione. Tali criteri sono soddisfatti dalla rete Internet e dalla scelta di utilizzare standard e formati aperti oltre che dalla disponibilità di soluzioni software che abilitano e favoriscono processi di partecipazione, uso e riuso di informazioni e dati.

La PA è uno dei maggiori detentori di informazioni strutturate e certificate che rappresentano un patrimonio pubblico ad oggi non completamente messo a valore. Oltre alla esperienza ormai pluriennale dal progetto regionale, a dimostrazione delle considerazioni fatte, sono evidenti le esperienze realizzate in contesti internazionali in cui si è proceduto più che in altri alla “liberazione” di dati pubblici, avendo come diretta conseguenza un proliferare di nuovi servizi e nuove applicazioni sviluppate dagli utenti della rete (cittadini e/o imprese).

Dove siamo?

  • (Definizione di) linee guida regionali: un insieme di indicazioni “comuni” a supporto delle azioni di OD, attualmente in fase di revisione.
  • Realizzato il portale per comunicazione, indicizzazione/repository dati.
  • Realizzato componenti per la pubblicazione dei Linked Open Data (geografici e culturali) [altri moduli software “comuni”].
  • Partecipato a progetto europeo che ha portato alla realizzazione di un indice federato di portali OD di diverse regioni/stati.
  • Realizzata una serie di azioni al fine di supportare e coordinare le azioni open data del territorio: Comunità Tematica (degli EELL del territorio) open data, workshop, seminari, laboratori di coinvolgimento di produttori e riutilizzatori di dati (es. sanità a Ferrara).
  • Supportato l’avvio di iniziative open data sia Regionali (Geografici, Sanità, Arpa,…) sia di enti del territorio.
  • Partecipazione a tavoli nazionali per la definizione di linee guida e aree prioritarie di liberazione dei dati.

Sul portale dati.emilia-romagna.it sono presenti dataset di:

  • Regione Emilia-Romagna
  • Lepida Spa
  • Arpae
  • ACI
  • IBC — Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna
  • Unione Reno Galliera
  • Comune di Anzola dell’Emilia
  • Comune di Modena
  • Città Metropolitana di Bologna

Altre pubbliche amministrazioni del nostro territorio che pubblicano open data sono:

  • Unione Bassa Romagna
  • Unione Valle Savio
  • quasi tutti i comuni capoluogo
  • altri comuni come Faenza e Zola Predosa

Gli obiettivi

L’apertura delle basi di dati della Regione e degli Enti locali riveste una primaria importanza anche per l’attuazione della nuova Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna.

Il progetto Open Data regionale si pone questi obiettivi:

  • Pubblicare dati aperti, secondo “regole chiare e certe”, sul portale dati.emilia-romagna.it.
  • Facilitare l’incontro tra domanda e offerta di (open) data della pubblica amministrazione che favorisca l’accesso anche ai privati, in integrazione con gli obiettivi di miglioramento e integrazione dei servizi ai cittadini (data driven services ), trasparenza, miglioramento della azione di programmazione/pianificazione, attuazione e del relativo monitoraggio, anche attraverso la realizzazione e la partecipazione ad attività ed azioni di coinvolgimento di possibili fruitori dei dati aperti (contest, concorsi, barcamp, ecc…).
  • Realizzare la “banca regionale del dato”: un sistema di regole e modalità che agevolino gli utenti ad individuare e riutilizzare i dati in formato aperto della PA, attraverso un’azione trasversale che può trovare compimento, dal punto di vista operativo, in numerosi ambiti tematici, primi tra i quali quello dei dati geografici, dei dati relativi ad ambiente, bilanci pubblici e mobilità.
  • Standardizzare e omogeneizzare i processi di aggiornamento e pubblicazione dei dati disponibili in coerenza con la creazione della banca regionale del dato.
  • Coinvolgere e supportare in maniera sempre maggiore gli Enti locali in iniziative di apertura delle loro basi di dati, anche a garanzia di livelli di servizio omogenei, coerenti con la banca regionale del dato, anche attraverso l’adozione di linee guida coerenti con quelle regionali (approvate nel 2012) e la condivisione di documenti operativi contenenti indicazioni comuni.
  • Affrontare l’ambito trasversale dei big data, in risposta alle specifiche esigenze e per coglierne le relative opportunità.

Inclusione digitale — Pane e Internet

Pane e Internet (PEI) è un progetto della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito dell’Agenda Digitale Regionale, finalizzato allo sviluppo delle competenze digitali dei cittadini .

Con la programmazione 2014–2017, il progetto ha ampliato i suoi obiettivi dalla realizzazione di attività di inclusione digitale (corsi, seminari, eventi) alla creazione di una rete di Punti Pane e Internet (Punti PEI) organizzati a livello di Unioni di Comuni e di Comuni Capoluogo.

La strategia di Pane e Internet è quella di dare l’opportunità ai cittadini di sviluppare la competenza digitale nel proprio territorio.

I Punti PEI sono dei network locali costituiti dalle biblioteche, scuole e da soggetti del terzo settore che cooperano per offrire delle opportunità di sviluppo della competenza digitale in modo continuativo ed economicamente sostenibile.

I destinatari delle azioni di Pei sono i cittadini rimasti esclusi dall’uso di internet, spesso si tratta di pensionati, di immigrati, di casalinghe o di adulti disoccupati; oltre ai soggetti tradizionalmente “esclusi” dall’uso delle tecnologie, Pane e Internet si rivolge anche a cittadini che utilizzano normalmente il web ma ignorano alcuni aspetti fondamentali relativi alla sicurezza, alle potenzialità ed all’uso critico degli strumenti, in tal caso possono essere anche giovani, studenti in età scolare e genitori.

La Regione Emilia-Romagna, tramite il Centro servizi di PEI, supporta lo start-up dei Punti Pei e finanzia parte delle attività di progetto, realizzando attività di comunicazione, organizzazione e progettazione formativa a favore dei Punti PEI. Il portale http://www.paneeinternet.it/ offe servizi di supporto a soggetti, come associazioni o comuni fuori dei Punti Pei, interessati a realizzare attività di alfabetizzazione, facilitazione e cultura digitale nel territorio.

Linee di attività

Nella progettazione delle attività di inclusione digitale, Pane e Internet fa riferimento al modello di competenza digitale denominato “DIGCOMP” (DIGCOMP: A framework for Deeveloping and Understaning Digital Competence in Europe. European Commission Joint Research Centre — Insitute for perspective Technologial Studies — 2013), che costituisce un importante strumento di standardizzazione dell’offerta formativa nel territorio.

Su questa base, le tre linee di attività di PEI per lo sviluppo della competenze digitale sono:

  • l’alfabetizzazione digitale: si tratta di un percorso di apprendimento che porta gradualmente i cittadini da una condizione di esclusione digitale (non utilizzo di un dispositivo ed internet) ad una condizione di inclusione (accesso al web e ai suoi servizi);
  • la facilitazione digitale: si tratta di un’attività di assistenza individuale presso la biblioteche pubbliche finalizzata a supportare l’apprendimento continuo della competenza digitale;
  • la promozione della cultura digitale: ovvero la progettazione e realizzazione di eventi (workshop, seminari e laboratori) finalizzati a diffondere l’uso critico, consapevole, creativo delle Tecnologie della società dell’informazione a tutte le l’età.

Risultati raggiunti

Da gennaio 2015 la Regione Emilia-Romagna ha accompagnato lo start-up dei punti Pei nel territorio, offrendo assistenza tecnica e fornendo attività di segreteria organizzativa per il primo anno di attività; nel periodo di sperimentazione sono stati attivati 6 Punti Pane e Internet http://www.paneeinternet.it/public/punti-pei .

I Punti PEI attivati hanno approvato un piano di lavoro triennale con obiettivi specifici sulle tre linee di attività sopracitate ed attualmente stanno erogando i corsi e le altre opportunità formative a favore dei propri cittadini.

L’offerta formativa di PEI è stata riprogettata sulla base del modello DIGCOMP, su cui è stata fatta anche un’attività di formazione e divulgazione nel corso di seminari e workshop specifici; la rete dei facilitatori digitali è stata oggetto di formazione specifica per l’avvio dei servizi di facilitazione nel territorio (circa 60 punti di facilitazione), è in fase di avvio la community dei facilitatori digitali.

E’ stata realizzata un progetto di alternanza scuola-lavoro sulla facilitazione digitale in biblioteca con gli studenti delle scuole medie superiori: attualmente sono stati coinvolti circa un centinaio di ragazzi nei comuni di Monteveglio, Bologna, Casalecchio di Reno, Zola Predosa e Traversetolo (PC), stiamo diffondendo questa buona pratica a livello regionale.

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