Appunti verso il Futuro [11]

Cari amici, che disdetta. Sono andato avanti con due appuntamenti di “Appunti verso il Futuro” senza dirvi un avvenimento cruciale per tutta la politica italiana.

Vi ricordate l’accordo sul sistema tedesco fra PD-M5S-FI-LEGA? Il proporzionale puro con sbarramento al 5%? Ecco, è saltato. Il M5S si è tirato indietro e alla fine non se n’è fatto nulla.

Risultato? La legge elettorale rimane quella attuale, salvo nuove iniziative improbabili, che prevede al Senato un proporzionale puro con sbarramento all’8% e alla Camera un proporzionale con sbarramento al 3% ma con un premio al 55% per chi raggiunge il 40%.

A livello normativo è un casino, perchè avendo soglie diverse si avranno partiti alla Camera che non ci sono al Senato, un premio di maggioranza solo in una Camera… insomma, un casino, però a livello di governabilità è molto più funzionale del sistema tedesco.

Con il sistema tedesco, adesso possiamo dirlo, era praticamente impossibile ottenere la maggioranza. Nel 2013, in Germania, Angela Merkel totalizzò il 49,3% dei seggi ottenendo il 41,5% dei voti. Neanche il 40% ti dava governabilità, neanche il 42%, perchè tutto si decideva a seconda di quanti partiti sarebbero rimasti sotto la soglia. Detto questo, con questa legge elettorale che rimane in vigore (Consultellum — Legalicum), con il 40% è possibilissimo ottenere la maggioranza.

Se si replicassero, per ipotesi lontana, i risultati delle Europee 2014, il PD otterrebbe la maggioranza assoluta alla Camera e al Senato. Perchè? Perchè anche questa legge elettorale è proporzionale, ma lo sbarramento all’8% al Senato e il premio per il 40% alla Camera desproporzionalizzano la legge.

Detto questo, è meglio del tedesco, ma non è una gran legge, perchè varrà il principio “40% o niente”. Cioè, se nessuno supera il 40% alla Camera, non ci sarà mai la governabilità. Mentre al Senato, con lo sbarramento, la “correzione maggioritaria” ci sarà con qualsiasi risultato.

Il Consultellum, quindi, è meglio del tedesco, ma andrebbe comunque corretto un minimo. Io sarei farevole anche ad una correzione anche tramite decreto. Anche solo per omogeneizzare il premio e lo sbarramento. Ricordiamoci che oltre al livello nazionale, c’è anche tutto il discorso dei collegi, delle preferenze e dei capilista.

Il mio modo preferito sarebbe: sbarramento all’8% e premio di maggioranza che dal 40% ti porta al 55% in tutte e due le Camere. Così si avrebbe quasi la certezza di avere un vincitore. Ma così è impossibile. La soluzione più pratica sarebbe armonizzare le soglie, del 3 e dell’8 al 5 ed estendere il premio di maggioranza anche al Senato. Quanto ai collegi, ne terrei 100 come nell’Italicum e semplicemente togliere i capilista, lasciando solo le preferenze.

Comunque, oltre al dibattito della legge elettorale, con il fallimento dell’accordo sul tedesco il voto sembra spostato definitivamente a febbraio del 2018. Se l’accordo fosse passato, allora le urne a settembre sarebbero state prossime.

Non vorrei dirlo, ma io sono contento, perchè come potete constatare voi stessi io ritenevo l’accordo sul tedesco (e urne a settembre) un grave errore politico. Ho provato a giustificarlo nella puntata n°8 perchè il PD, partito a cui sono iscritto, aveva fatto questa scelta e in qualche modo bisognava andare avanti.

Meglio così. Affrontata la quesitone voucher e la manovrina, adesso lavorare sulle Amministrative e sulla campagna elettorale che avremo. Il PD deve lavorare già da ora.