Appunti verso il Futuro [7]

Cari amici, la questione della legge elettorale si sta evolvendo continuamente e la prospettiva, comunque, sembra ormai chiara: voto a settembre (presumibilmente il 24) dopo l’approvazione della nuova legge elettorale, sulla quale sembra esser stato trovato l’accordo sul sistema tedesco.

Sul voto a settembre non ho nulla da dire, chi segue questo blog sa che dal 5 dicembre sono sempre rimasto sulla stessa linea: “legge elettorale, poi voto”. Oltre alla legge elettorale ovviamente sono stati affrontati anche altri nodi e a me sembra che Gentiloni abbia svolto il suo compito con competenza e preparazione. Se si arriverà ad un accordo sulla legge elettorale entro giugno sarà pressochè naturale convocare le urne a settembre.

Questa legislatura è fallita il 4 dicembre, quando sono state affossate la riforma costituzionale e la legge elettorale Italicum proposte dal Governo, e non avrebbe senso, risolto l’ultimo ostacolo che impediva quasi normativamente il voto, tenere in piedi ancora questa legislatura e questo Governo.

La questione gira intorno a come sarà fatta questa legge elettorale: pare ci sia l’accordo sul sistema tedesco, una sorta proporzionale puro con sbarramento al 5%. Io credo che il proporzionale sia la morte della democrazia, l’ho scritto e lo riscrivo, perchè non garantirà nessun Governo, l’Italia sarà consegnata all’immobilismo perpetuo e non si combinerà nulla nell’interesse del Paese.

Il Rosatellum (50% proporzionale e 50% maggioritario) secondo me era un buonissimo compromesso, ma a parer mio non ci si è voluto investire troppo. Questa legge elettorale, se dovrà essere proporzionale, almeno che venga corretta (come propongono i grillini) affinchè sia possibile anche solo sperare in un minimo di governabilità: ok sbarramento al 5%, ma anche un premio di maggioranza per chi raggiunge una determinata soglia (ad esempio il 35%) sarebbe fondamentale.

E’ doloroso dover sperare nel Movimento 5 Stelle affinchè venga introdotto un premio di maggioranza, ed è ancora più doloroso vedere il PD trasformato da erede a reduce dei valori portati avanti dal Sì.

Abbiamo perso una battaglia e l’Italia è nel pantano, è vero, ma non possiamo rassegnarci, fare gli accordi per il proporzionale puro e dire “tanto ormai il treno è passato e per dei decenni non ripasserà”. Scusatemi, ma noi non eravamo il Partito del Cambiamento? Se ragioniamo così, cosa restiamo lì a fare?

Faccio un esempio forte e esagerato: non è che quando hanno vinto i fascisti, gli antifascisti hanno detto “ormai è andata, ripassiamo fra qualche decennio”! No, sono restati lì a combattere come potevano, poi la Storia ha fatto il suo corso…

Mi stupisco che il PD non proponga correttivi per il premio di maggioranza, per mantenere una quota maggioritaria, per alzare la soglia di sbarramento. Capisco che sia difficile e complicato, ma altrimenti andremmo a votare a settembre per poi ritrovarci come nel 2013.

Ragionando a livello politico forse qualcuno non capisce che se a settembre ci ritroviamo come nel 2013, Matteo Renzi è bruciato. Cioè, se andiamo a votare e il PD non riesce a vincere, deve essere chiaro che la sua esperienza politica si conclude definitivamente. Quindi sarebbe bene fare una legge elettorale che permetta al primo di avere la maggioranza per governare.

Concludo facendovi una richiesta: abbiamo perso una battaglia e brucia ancora forte, lo so, ma per favore, non diventiamo reduci del 4 dicembre, restiamo eredi. Grazie.