Perchè abolire i voucher è un errore

Innanzi tutto, che cos’è il voucher?

Il voucher (o buono lavoro) è una modalità di retribuzione per lavoro occasionale di tipo accessorio. Fu introdotto nel 2003 dal Governo Berlusconi con la legge Biagi, e fu totalmente liberalizzato (in tutti gli ambiti e settori) dal Governo Monti nel 2012.

Fu creato con l’obbiettivo di combattere il lavoro nero per quanto riguarda le piccole prestazioni, come la baby sitter, la domestica, il lavoro estivo nei campi agricoli, le ripetizioni scolastiche ecc…

Negli ultimi anni, tuttavia, si è verificato un abuso di questo strumento. Infatti ultimamente hanno cominciato ad essere utilizzati stabilmente per pagare un dipendente da orario pieno, senza assunzione fissa. Perchè il bonus voucher riduce le pratiche (non essendo lavoro fisso) e rende tutto più semplice rispetto al contratto di lavoro standard. Si è verificata, quindi, un esplosione di voucher, dovuta anche alla crisi economica, dai 550.000 del 2008 ai 160.000.000 del 2015.

A quel punto è insorta la CGIL che ha promosso una raccolta firme per abolirli. Il 28 maggio è stato convocato il Referendum per abolirli, ma oggi la maggioranza parlamentare ha deciso di abolirli completamente tramite decreto per evitare la consultazione popolare.

E’ un ottima soluzione politica per disinnescare il referendum, ma una pessima scelta economica. Infatti, quale strumento ci sarà adesso per evitare il nero nelle piccole prestazioni? Non sarebbe stato meglio riformarli mettendo limiti per gli ambiti e gli usi e, in questo modo, evitarne l’abuso?

In questo modo si corre dietro all’ideologia della CGIL, senza tenere conto della realtà sociale ed economica del nostro Paese, che ha bisogno dei voucher per non far rientrare nel lavoro nero una buona fetta della nostra economia. E dato che i referendum per abolire il lavoro nero non si possono fare, sarebbe bene pensarci due volte prima di fare mosse azzardate sull’onda dell’impeto popolare.

Ovviamente non dico che come funzionano oggi i voucher siano perfetti, perchè alcune osservazioni della CGIL sono condivisibili. Ma proprio per questo io sarei per intervenire, non per abolirli completamente, e per introdurre limiti su chi li può usare e quanto li può usare.

Sarebbe più utile, no?

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