Rasoio Felice


Questo rasoio elettrico sa molte cose di me. Ogni mattina ha un calco perfetto del mio volto e chissà quanti ne conserva nella memoria della sua testina. Segue docilmente le anse di collo e mascella, e scorge con precisione ogni possibile accenno di sorriso o qualche residuo di tristezza del recente sogno. Nel silenzio mattutino della casa, lo sento che ronza al massimo della vibrazione, mentre rade i peli per rendere il mio volto presentabile, per una lunga giornata di esposizione pubblica. Cerco di guidarlo con sicurezza nei passaggi più difficili, ma a volte, sovrappensiero, ho la sensazione che sia lui a guidare, che cerchi di rimodellare il mio volto nella precisa forma di quel giorno che mi dissero che era andata, che ero stato preso, accettato, definitivamente. Avevo l’espressione raggiante di chi sarebbe stato felice per sempre. Il rasoio lo sa, lo sente come una sua preziosa forma di esistenza, che cerca di perpetuare sul mio volto, il perfetto complementare di sé, l’unico capace di ricevere questa magica matrice, perché io possa continuare a essere felice con lui.