Dispositivi Notturni [3]

Risveglio ‘touch’

Ogni risveglio è carico della notte, e di tutte le notti precedenti, e ogni giorno che passa il carico oscuro aumenta. È come riemergere da un’anestesia, con la mano che annaspa nel buio e cerca un indizio di realtà. Provo a razionalizzare e a convincermi che i fantasmi seduti sul bordo del letto non siano reali. Ad accogliere la mano errabonda non c’è più il pulsante della sveglia, ma la superficie touch dello smartphone da sfiorare. Cerco un contatto col mondo, continuando ad accarezzare il vetro intiepidito. Cerco senso nelle infinite possibilità che sgorgano da questo dispositivo carico di cose e connesso con l’universo mondo. Basterebbe che le dita mi comunicassero il tempo che fa fuori: questo buio è davvero definitivo, oppure oltre questa stanza c’è un barlume di luce? Ogni tentativo è vano e l’unico feedback che arriva è l’effetto simulato dello sciabordio dell’acqua dello screensaver. Cos’è più illusorio tra quest’acqua posticcia e i fantasmi compagni del buio?

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