Domino Gazette
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Effetti Insostenibili

Disponendo una tessera del domino dietro l’altra possiamo creare immagini, combinazioni e percorsi più o meno complessi; tuttavia basta un gesto distratto, una tessera vacillante, per provocare una serie di cadute a catena, l’effetto domino appunto. Le azioni antropiche, del singolo o di un comunità, agiscono sugli ecosistemi mediante il medesimo meccanismo, talvolta costruendo sinergie attente ed equilibrate, in armonia con l’ambiente circostante, altre volte provocando effetti insostenibili.

Ma quali strumenti abbiamo per interpretare e comprendere la natura dell’insostenibilità di tali azioni? Sono preparate le nuove generazioni a gestire tutto questo?

George Monbiot, giornalista del Guardian, in un suo recente articolo su Internazionale sottolinea come tutti conoscano Shakespeare (e potremmo pensare a Dante o Manzoni in Italia) grazie a nozioni di base insegnate nella scuola in modo diffuso e come invece molto spesso nozioni come l’effetto serra, il ciclo dell’ acqua, la conservazione della fertilità del suolo siano argomenti sconosciuti anche alle persone cosiddette istruite.

Questo ci ha fatto molto pensare soprattutto al fatto che, molto spesso, anche salendo nella catena dell’istruzione ed arrivando ai corsi universitari, i grandi temi trasversali che è necessario discutere in questo momento storico per meglio comprendere il nostro posto sulla Terra non siano affrontati. Stiamo parlando di cambiamento climatico, sostenibilità, sviluppo sostenibile, sfruttamento delle risorse, alimentazione e probabilmente ne dimentichiamo molte altre, tutti aspetti che forse potremmo recuperare ripensando a un percorso scolastico dove l’educazione ambientale abbia un ruolo importante

Nel giugno 2020 il Governo Italiano ha approvato l’inserimento dell’educazione civica nei programmi scolastici, includendo una sezione specifica relativa l’educazione ambientale. Un passo importante per far crescere nuove generazioni più consapevoli e preparate sulle dinamiche ambientali, ma non dobbiamo dimenticare che l’espressione “Environmental Education” fu usata per la prima volta nel 1969 da William P. Stapp, della School of Natural Resources and Environment (SNRE), Università del Michigan. Stapp e collaboratori volevano sottolineare, già allora, la necessità, presente e futura, di un’educazione ambientale rivolta a tutti gli individui, per colmare un deficit culturale e di consapevolezza, prodottosi in particolare nel corso del XX secolo. Purtroppo da allora non è stata fatta molta strada e la tendenza all’urbanizzazione, tutt’ora in atto, ha prodotto un cambiamento di distribuzione geografica della popolazione oltre che un cambiamento culturale delle comunità e dei singoli individui.

Il risultato più evidente è che, abbandonando non solo fisicamente ma soprattutto culturalmente, le campagne si è persa l’interconnessione con l’ambiente ed i suoi prodotti nonchè il rapporto diretto con gli agroecosistemi caratterizzante la società umana fin dai sui albori, che rendeva tutti più consapevoli per l’uso delle risorse disponibili.

Poiché da un consapevole uso delle risorse naturali dipende la sopravvivenza e il benessere dell’umanità stessa, nell’ ultimo decennio all’ Università di Torino è stato attivato un Master (MASRA) che ha l’ obiettivo di proporre un percorso formativo che, in qualche modo sostituisca quel retaggio che nel passato forniva implicitamente all’individuo e alla società questa consapevolezza.

L’individuo, ovunque egli viva e qualsiasi sia il lavoro che svolge o svolgerà, necessita di essere consapevole che il suo benessere e quello della sua comunità dipende da una gestione adeguata delle risorse naturali e quindi dall’agire in modo sostenibile.

L’approccio ritenuto più efficace per una formazione in tal senso è stato sin dal principio un approccio di tipo olistico e interdisciplinare, di maggior efficacia rispetto ad un’educazione ambientale orientata ad affrontare singolarmente problemi e temi specifici. I docenti del Master pensano e progettano un’educazione che formi il cittadino riguardo alle interrelazioni tra sé, la comunità e il territorio su cui essa influisce. Territorio che però oggi non è più solo quello circostante la comunità come considerava Stapp: oggi, con l’avvento della globalizzazione, il territorio su cui una comunità esercita un impatto diretto e immediato spesso si trova in regioni distanti e questo contribuisce ulteriormente ad allontanare le comunità dagli effetti delle loro scelte e dei loro stili di vita rispetto all’uso delle risorse ambientali. Se nel gioco del domino l’effetto di un’azione è ben evidente, ovvero la caduta di un tessera determina la caduta a cascata di tutti gli altri, nella quotidianità le conseguenze di azioni e scelte che prendiamo, non sempre si mostrano con tale evidenza. Tuttavia, ciò non significa che non ne conseguano impatti ed effetti a cascata: un individuo, una comunità esercitano un impatto diretto e immediato anche su territori ed attori molti distanti da quello in cui risiedono.

MASRA è nato quindi con l’obiettivo di formare degli studenti che conoscano l’ambiente, che siano consapevoli dei problemi legati al suo sfruttamento e motivati a impegnarsi nella loro risoluzione. E’ importante però andare oltre le pareti delle aule scolastiche e confrontarsi con il mondo esterno su questi temi. E’ ed per questo che pensiamo al Master come a un’esperienza pionieristica di “educazione sostenibile” e cioè un luogo che propone la sostenibilità non solo come obiettivo educativo, ma anche un luogo di confronto per portare gli individui e la collettività a conoscere la complessità dell’ambiente, sia di quello naturale che di quello creato dall’uomo, della complessità dovuta all’interattività dei suoi aspetti biologici, fisici, sociali, economici e culturali.

DOMINO vuole dunque offrirsi come spazio di creazione e condivisione in cui molteplici voci, di studenti e docenti del MaSRA, si uniranno per dare vita ad un’azione collettiva, responsabile e critica, che non guardi solo alla realtà, bensì la modifichi, cercando di darle una forma coerente e resiliente nel tempo. Tessera dopo tessera, cercheremo di generare quella consapevolezza necessaria per non incombere in quel rumore improvviso dell’effetto domino.

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Uno spazio di creazione e condivisione in cui molteplici voci, di studenti e docenti del Master MaSRA dell’Università degli Studi di Torino, si uniscono per dare vita ad un’azione collettiva. Tessera dopo tessera, promuoveremo consapevolezza per non incombere nell’effetto domino.

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Master MaSRA

Master MaSRA

Master in Sostenibilità Socio-Ambientale delle Reti Agro-Alimentari dell’Università degli Studi di Torino

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