MA CHI CI SIAMO MESSI IN CASA?

Fuck y’all

Ci avviciniamo a grandi passi al piccolo traguardo dell’anno e mezzo. Da quando la Creatura cammina (poco più di un mese) il gioco si è fatto duro. Ormai, guardandolo, la frase che più di ogni altra viene in mente a mamma e papà è: “Ma chi ci siamo messi in casa?“. Il nanerottolo si aggira trotterellando in tutte le stanze della casa, esplorando come dovuto ogni anfratto possibile. In particolare tutti quelli che coinvolgono spazzatura, elettricità, riccioli di polvere, lame e spigoli appuntiti suscitano in lui un’attrazione irresistibile. Lo richiami, ti guarda per qualche secondo come a dire “…’zzo vuoi?!” e ricomincia a dedicarsi alle sue occupazioni preferite. Dice che i bambini piccoli l’unico modo di fargli capire che qualcosa non va è fare la faccia e i toni brutti senza ridere in modo che dall’espressione facciale tua capiscano la riprovazione. Io non so, probabilmente la mia faccia brutta fa molto ridere. Perché lui ti guarda, ti ride in faccia e passa avanti.

In ogni caso, la casa si è trasformata rapidamente in un campo di battaglia. Le modalità della Creatura sono prevalentemente l’assedio e il saccheggio, le modalità dei genitori invece prevedono cattura, imprigionamento e resistenza di trincea. Di seguito riportiamo alcuni esempi.

ASSEDIO: la Creatura non vuole che tu vada in bagno (ripetuti pugni sulla parte di vetro della porta del bagno e richiami vocali); la Creatura non vuole che tu ti sieda a mangiare (ripetuti pugni su cosce e fianchi, sottrazione delle posate e richiami vocali); la Creatura non vuole che tu riposi (arrampicata su letto o divano ed esecuzione di uno Springboard Moonsault da manuale); la Creatura non vuole che tu ti muova (tecnica di avvinghiamento alla gamba per causare appesantimento nella mobilità e richiami vocali). Un particolare aspetto dell’assedio è la SFIDA: una volta richiamata la tua attenzione, la Creatura ti mostra platealmente che sta per fare qualcosa di assolutamente proibito (rovesciare la spazzatura, buttare il cellulare nel cesso, buttare un pugno di cibo per terra o lanciarlo su una parete, mettere le dita in una presa o in un cassetto aperto mentre sta per chiuderlo di colpo con l’altra mano, o simili). La sfida avviene sempre in uno stato di sospensione temporale: lui ti guarda, in pratica col dito sul grilletto, e ti dice “…e adesso vediamo cosa fai, grosso figlio di puttana” (non lo dice veramente, ma lo capisci dallo sguardo).

SACCHEGGIO: la Creatura sceglie una stanza (se lasciata libera di fare anche tutte le stanze) e inizia metodicamente a buttare in un mucchio a centro perimetro tutto ciò che trova in ripiani, librerie, tavoli, scrivanie, cassetti non bloccati, etc. Quando si sente particolarmente diabolico, mette in atto il saccheggio inverso delocalizzato, che consiste ad esempio nel nascondere oggetti di uso comune e costante (telecomandi, chiavi, cellulari, scarpe, ciabatte e borse di piccole dimensioni) in altre stanze, con particolare attenzione al riporli in posti difficili da individuare. Il saccheggio è sempre attuato in modalità blitzkrieg (es. è sufficiente andare un momento a far pipì, e lui è tranquillamente riuscito a sfrecciare in sala, prendere il telecomando della TV, portarlo in camera da letto e nasconderlo sotto un cuscino, per poi farsi trovare in ingresso a ondeggiare sul posto come se fosse indeciso su dove andare esattamente).

CATTURA: il genitore maschio o femmina — se attento e nel pieno possesso delle sue facoltà mentali e fisiche — individua con un anticipo di qualche frazione di secondo che sta per avvenire un saccheggio o un assedio. Afferra dunque la Creatura (generalmente da sotto le ascelle) planando dall’alto e a seconda dell’atmosfera generale del momento lo sfianca di baci (è una tecnica che — credetemi — a volte può risultare punitiva) o lo rimprovera verbalmente facendo attenzione a fare la voce grossa e le facce brutte che non ridono (il che come ho già evidenziato serve molto a poco).

IMPRIGIONAMENTO: se la cattura non ha avuto esito troppo positivo (es. la Creatura manifesta ancora viva e vibrante intenzione di saccheggiare) si può pensare all’imprigionamento. L’imprigionamento a ore pasti può essere attuato nel box in cucina, strategicamente posizionato sotto uno schermo che proietta Rai YoYo e colmo di giochi montessoriani e non. Dopo le 21.30 l’imprigionamento si attua nel lettino a sponde, fino al crollo psicofisico della Creatura stessa, che nel processo brutalizza comunque da 1 a 3 peluche presenti nel perimetro. In altri momenti l’imprigionamento può anche essere momentaneo e in mobilità (passeggino), possibilità che offre anche l’apprezzata ora d’aria durante la quale sperimentare la camminata all’aperto e su lunghezze molto più sfidanti delle quattro mura casalinghe. Facendo ovviamente particolare attenzione alla possibilità di FUGA.

RESISTENZA DI TRINCEA: la resistenza viene attuata principalmente come metodo di risposta all’assedio. Va detto che a seconda dell’intensità dell’assedio è probabile che ci sia il tracollo e la sconfitta dei genitori, ad esempio se il richiamo vocale è troppo assordante o se il genitore ha già avuto una giornata pessima e il suo livello di resistenza è pari allo 0,001%. La resistenza può prevedere risposte vocali più o meno cantilenanti, spiegazioni razionali del fatto che la mamma deve pur mangiare qualcosa o il papà poverino sta male e ha bisogno dei suoi 10 minuti di sonno profondissimo, etc. Ovviamente le spiegazioni razionali non servono a nulla se non a ristabilire il bisogno primario di un genitore (cibo, cacca, sonno), ma spesso la tecnica funziona e — se abbinata ad un imprigionamento ben studiato — la resistenza ottiene un punto di vittoria.

In buona sostanza, queste settimane sono un continuo tiro alla fune. E proprio come nel tiro alla fune a volte vince uno, a volte l’altro (e comunque è impressionante quanta potenza di tiro ha la Creatura).

Ma soprattutto (e meno male) spesso si molla la fune tutti quanti e ci si rotola insieme, oppure tira che ti ritira ti ritrovi abbracciato, e a quel punto diventa una guerra di baci.
E la guerra di baci, si sa, non lascia né vincitori né vinti.


Originally published at www.casaizzo.com on January 28, 2015.