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Il ruolo del digitale nell’editoria

Quando parliamo di editoria oggi dobbiamo far riferimento anche al comparto digitale.

Soprattutto nell’ultimo anno, infatti, il digital publishing ha offerto grandi opportunità a un settore in piena crisi economica causata dalla pandemia.

Secondo l’AIE (Associazione Italiana Editori), nel 2020 l’editoria italiana ha confermato il suo primato di industria culturale del Paese. Un successo raggiunto, possiamo dire, anche grazie al digitale.

Tuttavia, la combinazione di editoria e digitale racchiude numerose possibilità di miglioramento e innovazione, che vanno aldilà di un semplice ebook.

In questo articolo analizzeremo lo stato di salute dell’editoria in Italia, presenteremo gli ultimi trend e le opportunità che gli strumenti digitali possono offrire per creare nuove relazioni con i lettori, nuove esperienze d’acquisto e di lettura. Infine, vedremo come sfruttare i canali di comunicazione digitali per la promozione di nuove uscite, eventi con l’autore e molto altro.

L’editoria in Italia: dalla crisi alla ripresa

Secondo un’analisi condotta da Nielsen sullo stato di salute del mercato editoriale italiano, nel 2020 le vendite di libri cartacei, digitali e audiolibri sono cresciute del 2,4% rispetto all’anno precedente. Una crescita complessiva dovuta soprattutto alle vendite di ebook e audiolibri.

Un altro dato rilevante riguarda l’aumento degli acquisti di libri online, influenzato sicuramente anche dalla chiusura temporanea delle librerie all’inizio del lockdown. Nonostante ciò, i punti vendita fisici hanno visto una leggera ripresa nella seconda parte del 2020.

È evidente, dunque, che non c’è ancora una netta preferenza tra l’uso di canali fisici o digitali da parte dei lettori. Tuttavia, il canale digitale ha dimostrato di essere un’alternativa valida ed efficace nel momento più critico per i negozi fisici.

Il digitale può essere un ottimo alleato per valorizzare l’esperienza d’acquisto nelle librerie tradizionali e per creare nuove opportunità di promozione e sviluppo commerciale online.

Digital publishing: molto più di un ebook

Grazie al digitale, il libro assume nuove forme, aprendo la strada a modalità di fruizione innovative che rispondono alle esigenze dei lettori-consumatori.

Vediamo, dunque, quali sono i principali protagonisti dell’editoria digitale.

  • Ebook

Possiamo dire che l’ebook sia stato la prima rivoluzione dell’editoria tradizionale e rappresenta oggi una buona fetta del mercato del libro. Secondo l’AIE, infatti, la vendita di ebook è aumentata del 37% rispetto al 2019 e i lettori di soli ebook sono passati dal 3 al 6% nello stesso arco di tempo.

Tre sono i motivi principali per cui l’ebook piace ai lettori: il prezzo di vendita ridotto, la facilità di trasporto e di archiviazione dei contenuti. (fonte Istat)

Gli ebook, dunque, hanno innovato le modalità di lettura e di acquisto e continuano a farlo. Un esempio è dato dalla recente uscita de “I Quanti” di Einaudi: una collana di “testi brevi e agili”, pubblicata unicamente in digitale, e concepita come una rivista “decostruita e assemblabile in cui ogni lettore può costruire il proprio sommario”. (fonte illibraio.it)

Si tratta, dunque, di un progetto totalmente inedito, che dimostra quanto sia importante investire nel digitale per ampliare l’offerta dei prodotti editoriali.

  • Audiolibri

Anche la fruizione di audiolibri sta pian piano conquistando i lettori. Secondo una ricerca di Nielsen commissionata da Audible, infatti, gli ascoltatori di audiolibri sono aumentati dell’11% rispetto al 2020.

Una tendenza che è dovuta in parte al successo generale dei contenuti audio, come abbiamo visto nel nostro blog parlando di podcast, in parte per la pandemia che ci ha costretti a rivedere le nostre abitudini. Ma non solo.

Gli audiolibri, così come i podcast, sono molto apprezzati perché accompagnano gli utenti mentre svolgono altre attività. Infatti, il 68% dei frequent listeners ascolta audiolibri mentre fa lavori domestici, mentre cucina (65%) o durante l’attività fisica (56%). (fonte editoria-digitale.com)

  • App editoriali

Un’altra dimostrazione di come il digitale sta cambiando il rapporto tra lettore-libro la ritroviamo nelle app editoriali.

Tra i vari esempi di app, progettate soprattutto per la lettura di ebook e l’ascolto di audiolibri (es. Kindle, Audible, Storytel, Feltrinelli Kobo), troviamo IoLettore di Ubik: un’applicazione nata con lo scopo di creare una community di lettori che interagiscono tra di loro scambiandosi consigli e recensioni. Inoltre, l’app permette di restare sempre aggiornati sulle promozioni dedicate e gli eventi in programma (es. incontri con l’autore in libreria).

Un’altra caratteristica che rende questa app diversa dalle altre è data dalla possibilità di consultare l’intero catalogo di Ubik, prenotare i libri desiderati e ritirarli direttamente in libreria.

Un servizio che dimostra, dunque, quanto il digitale possa rivelarsi utile nella costruzione di nuove esperienze d’acquisto che uniscano canali fisici e digitali e permetta anche di instaurare relazioni con e tra i lettori, coinvolgendoli e facendoli sentire parte integrante di una community.

  • E-commerce

Come abbiamo già anticipato, le vendite online sono decisamente aumentate nell’ultimo anno, tuttavia già nel 2019 si era registrato un incremento degli acquisti online del 27% rispetto all’anno precedente.

Un fenomeno che evidenzia non solo l’interesse dei lettori nei confronti degli acquisti online, ma anche quello degli editori che puntano a valorizzare questo canale di vendita che rappresenta ormai il 45% del mercato.

Se da una parte l’e-commerce rischia di essere una minaccia per gli store fisici, primo fra tutti il colosso Amazon, dall’altra può rivelarsi un’ottima opportunità per grandi e piccole librerie.

Ne è un esempio Bookdealer, la piattaforma e-commerce che permette alle librerie indipendenti di vendere libri online e farsi conoscere da un pubblico più ampio di lettori.

Per quanto riguarda la consegna, Bookdealer offre tre possibilità: consegna a domicilio da parte del libraio, ritiro in libreria o consegna tramite corriere. Non viene, dunque, a mancare quella relazione che può instaurarsi tra libraio e lettore nella libreria fisica.

Inoltre, sempre parlando di relazione col cliente e customer experience, l’area dedicata ai libri consigliati dai rivenditori rende l’esperienza d’acquisto più umana e coinvolgente. D’altronde, chi non ha mai ricevuto o chiesto consigli in libreria?

  • Prestiti digitali

Un altro servizio che sta aprendo le porte a una nuova modalità di accesso alla lettura è il prestito digitale. Attraverso il digital lending, erogato principalmente da biblioteche, i lettori possono prendere in prestito ebook e audiolibri scaricandoli online. Tutti i contenuti scaricati contengono dei DRM (Digital Rights Management) che li rendono automaticamente inutilizzabili alla scadenza del prestito.

In Italia, la piattaforma Media Library Online (MLOL) è la prima rete di biblioteche pubbliche e accademiche per il prestito digitale. Secondo l’analisi di MLOL, nel 2020 i prestiti e le consultazioni online sono aumentati del 102,56% rispetto al 2019. In particolare, il prestito di ebook e di audiolibri ha segnato crescite del 103,5% e del 174,83%.

Tuttavia, pur trattandosi di prestito e non di acquisto di libri da parte dei lettori, è un servizio che riguarda anche gli editori.

È in questo contesto, infatti, che si colloca il “pay per loan”, un servizio che permette alle biblioteche di acquistare dei pacchetti di prestiti direttamente dall’editore, per consentire a più utenti di fruire simultaneamente dello stesso titolo, eliminando così le code di prenotazione. (fonte Giornale della Libreria)

In questo modo, gli editori possono ottimizzare i loro guadagni e anche trarre valore dai dati, analizzando le performance dei titoli in prestito. Inoltre, le biblioteche possono migliorare l’esperienza dei loro utenti e ridurre i costi di gestione dei libri.

Come abbiamo appena visto, il digitale sta permettendo agli editori di ampliare l’offerta di servizi e prodotti editoriali, ma si sta rivelando anche un ottimo alleato nelle strategie di comunicazione. Vediamo come.

Strumenti di comunicazione digitali per l’editoria

Una buona strategia di comunicazione, che includa anche i canali digitali, è sicuramente un grande punto di forza per grandi e piccoli editori (e librerie).

Quali sono, dunque, i principali strumenti e canali digitali che si possono utilizzare per promuovere attività e prodotti editoriali?

  • Sito web

Possiamo dire che il sito web sia il punto di partenza di una strategia di comunicazione digitale. Così come per molti altri settori, il sito è una vetrina che permette a una casa editrice o un rivenditore di essere scoperti da un pubblico molto più ampio e quindi di aumentare la propria visibilità online.

Tuttavia, come abbiamo già spiegato durante un live talk del Doxee Digital Club parlando di SEO, per raggiungere un buon posizionamento nei risultati di ricerca, è fondamentale creare e curare il proprio sito web seguendo tutte le regole di ottimizzazione SEO. Lo stesso concetto vale per la creazione di un e-commerce da affiancare alle attività del sito web.

Abbiamo visto, infatti, la posizione rilevante che oggi occupano i canali di vendita digitali nel mercato del libro, per questo motivo, è importante avere un e-commerce o affidarsi a piattaforme specializzate.

In questo contesto, vale la pena menzionare il sito web di Mondadori (librimondadori.it) che presenta libri, autori e altri approfondimenti sul mondo della lettura. Librimondadori.it non solo offre la possibilità ai lettori di conoscere i libri presenti nel catalogo della casa editrice, ma anche di scoprire come e perché gli autori li hanno scritti e di acquistarli direttamente nello store online Mondadori (mondadoristore.it).

  • Newsletter

La vendita di libri online porta con sé un’altra grande opportunità digitale: i dati. Dati che permettono di interagire con i consumatori attraverso comunicazioni mirate e personalizzate. Ed è qui che entrano in gioco l’email marketing e la newsletter.

Già in un precedente articolo sull’email marketing, abbiamo visto che 7 consumatori su 10 preferiscono l’email a qualsiasi altro canale per ricevere informazioni e offerte da parte dei brand.

La newsletter può essere utilizzata per comunicare nuove uscite, eventi con l’autore, partecipazione a fiere, inviare promozioni speciali e altri aggiornamenti riguardanti il mondo dell’editoria.

Pertanto, la newsletter, possibilmente personalizzata per ogni singolo utente, non può di certo mancare all’interno di una strategia di comunicazione editoriale.

  • Social network

Così come il sito web, anche i social network sono un ottimo mezzo per comunicare e interagire con i lettori. Non solo, sono anche un’opportunità per creare delle community e promuovere nuove uscite e ospitare eventi online.

Nell’ultimo anno abbiamo visto che i grandi protagonisti degli account social editoriali, soprattutto su Instagram, sono stati i video promozionali e le dirette con l’autore, quest’ultime hanno inevitabilmente sostituito le presentazioni dei libri negli store fisici.

Nel contesto dei social media per l’editoria, non possiamo non far riferimento a due account che hanno un grande successo su Instagram: LaFeltrinelli e LibriMondadori.

Nel caso di LaFeltrinelli, con circa 335 mila followers, la tipologia di contenuti che registra più visualizzazioni e interazioni sono le IGTV con i consigli degli autori e dei librai Feltrinelli.

Possiamo dire lo stesso per il caso di LibriMondadori, con circa 229 mila followers, e la rubrica “Note a Bordo Pagina” in cui gli autori presentano le loro nuove uscite.

Infine, un trend in crescita che vale la pena tenere in considerazione per la creazione di una social media strategy per l’editoria è rappresentato dai book influencer.

Oggi i book influencer sono un vero e proprio punto di riferimento per lettori ed editori. I loro diversi interessi, editoriali e non solo, e l’uso di piattaforme social differenti (Instagram è il social di riferimento per l’editoria) permettono di raggiungere un pubblico potenzialmente più ampio.

Il rilievo che oggi hanno i book influencer nel panorama editoriale è confermato dall’organizzazione di eventi o spazi a loro dedicati come il primo forum nazionale dei Book Influencer, realizzato recentemente da Microeditoria, e l’Area Book Influencer dell’evento “Più libri più liberi” di AIE.

I player del mondo dell’editoria, dunque, non possono rinunciare ad avere una digital marketing strategy perché apre le porte a numerose opportunità in termini di visibilità, crescita e creazione di nuove relazioni con i lettori attraverso contenuti digitali coinvolgenti e stimolanti. Tale considerazione è confermata dal fatto che, prima della crisi, il 59% dei lettori acquistava libri sulla base di recensioni sui blog, social network e siti dedicati al mondo del libro, un dato che ha raggiunto il 64% durante la pandemia.

Per rispondere alle sfide del settore, infine, gli editori di oggi devono saper cogliere le opportunità offerte dal digitale e realizzare prodotti, servizi e comunicazioni in linea con le nuove esigenze e abitudini dei lettori.

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