Golfo Arabico: commercio di risorse energetiche

Si è visto, nell'articolo precedente, come Qatar e Kuwait presentino in media salari reali maggiori rispetto ai lavoratori residenti negli Emirati. Per concludere al meglio l’analisi sul commercio di questo “oro nero” del Golfo Arabico, il quale ha caratterizzato l’ingente crescita economica degli Emirati, l’attenzione ora è posta sugli scambi dei flussi di beni e servizi con il Resto del Mondo. Il Vantaggio Assoluto non spiega il Pattern di Commercio dei singoli paesi, è opportuno chiarire al meglio i flussi di beni e servizi verso l’estero, da ora Esportazioni, e flussi di beni e servizi di produzione estera venduti all'interno del Paese, da adesso Importazioni, che caratterizzano i tre Paesi principali esportatori di risorse energetiche sul Golfo.

Fonte: FMI, direction of trade statistics

Si possono osservare i principali partner commerciali degli Emirati Arabi con rispettivi valori, espressi in milioni di dollari, delle importazioni (a destra) ed esportazioni (a sinistra) del 2014.

Si nota come il fattore geografico possa in parte spiegare le esportazioni verso paesi prossimi agli Emirati. Il dato sorprendente è quello relativo alle importazioni, provenienti da tutto il mondo.

Analizzando la Bilancia dei pagamenti degli Emirates, nella parte relativa alle esportazioni della bilancia commerciale (Current Account), è osservato...

Fonte: Emirates official statistics

· Bilancia commerciale in surplus di 325,125 milioni di dihram (valore al netto delle spese per le importazioni, CIF) equivalenti a circa 88,647 milioni di dollari americani

· Esportazioni pari a 1,361 miliardi di dihram, circa 370,592 milioni di dollari statunitensi, in riferimento al 2014 di cui:

o Esportazioni di olio grezzo per un valore complessivo di 90,138 milioni di dollari

o Petrolio raffinato (circa del valore complessivo di 8,767 milioni di dollari)

o Gas (circa del valore complessivo di 12,66 milioni di dollari)

o Altro (circa del valore complessivo di 36,00 milioni di dollari)

o Free zone: aree specificatamente destinate per gli investimenti stranieri allo scopo finale di promozione del commercio, esportazioni e apertura dell’economia nazionale al mondo esterno. Offre vantaggi agli investitori garantendo al 100% la proprietà straniera, nessuna imposta, libertà di rimpatriare capitali e credito (citando i più importanti a chiarimento del concetto). (circa 76,39 milioni di dollari)

o Re-export: merci importate per poi riesportate (146,719 milioni di dollari) ,

I dati rispecchiano la politica di economica di diversificazione, vista nel recente articolo, soprattutto all'apertura di queste free zone sfruttando la posizione strategica per gli scambi commerciali. È sempre stato così?

Fonte:Emirates official statistics

Gli Emirati, da come si evince dal grafico, hanno mantenuto una politica mirata ad esportazioni limitate di Gas e petrolio mostrando un andamento costante dal 2007 al 2014 e il calo del 16% di olio grezzo nell'ultimo anno rispetto al 2013. Sorprendente è la crescita lineare di Free-zone dal 2010, probabilmente attuata dall'Emirato di Dubai in vista dell’esaurimento delle risorse previsto nel 2025 e il dato relativo alle riesportazioni il cui volume in netto maggiore rispetto a risorse energetiche di Petrolio raffinato e Gas.

Come si sono comportati Kuwait e Qatar nell'ultimo anno?

Il Kuwait presenta un netto surplus di bilancia commerciale caratterizzato da esportazioni di prodotti, di cui 93% in olio grezzo per tutti e 4 gli anni. Investimenti, diretti e di portafoglio, in crescita dal 2011

Fonti: Qatar Central Bank, OEC: observatory of economic complexity

Anche il Qatar è caratterizzato da un netto surplus di esportazioni, composte principalmente da gas di petrolio (49%) greggio di petrolio (34%) e petrolio raffinato (9.1%)

Ricapitolando, l’articolo mostra un esempio in cui tre tra i principali Paesi esportatori (Emirati,Qatar, Kuwait) entrambi specializzati nella produzione di risorse energetiche e dotati in abbondanza di risorse naturali che permettono tale produzione, abbiano caratterizzato per lunghi decenni un ingente accumulo di surplus di bilancia commerciale. Questo surplus, come mostrano i dati, ha caratterizzato, insieme ad una politica economica liberale, una sensibilizzazione delle aspettative future degli investitori circa queste miniere d’oro nero situate in punti strategici per il commercio internazionale. Risorse che, come mostra l’Emirato di Dubai, sono esauribili. Cosa comporterà l’esaurirsi delle risorse naturali?

Nel 2014 il prodotto interno lordo fu composto dal 50,08% in prodotti destinati a soddisfare la domanda interna di beni e servizi destinati al consumo finale, 24,75% destinato agli investimenti e il 24,5% in esportazioni nette. Nel 2001 solo le esportazioni costituivano il 49% del Pil, mentre nel 2014 è stato registrato il 102,4%.