Japan: Current Account and Accumulation Account

Come abbiamo osservato nell’articolo “Bilancia commerciale e svalutazione”, la bilancia commerciale del Giappone si è sfracellata e il deficit è passato da 39 miliardi di dollari nel 2011 a 128 miliardi di dollari nel 2014. Nonostante questa situazione la bilancia delle partite correnti è in surplus. Dal grafico che segue possiamo osservare che il conto corrente tende a seguire l’andamento del saldo del commercio internazionale dei beni e che il saldo dei servizi e dei redditi secondari danno un contributo negativo al conto delle partite correnti. Il residuo attivo di conto corrente è dovuto alla notevole crescita dei redditi primari; questo significa che i redditi da lavoro dipendente ricevuti dai lavoratori residenti e i redditi da capitale ricevuti su investimenti diretti e di portafoglio sono superiori ai redditi primari pagati. In pratica la posizione estera del Giappone si tiene in piedi grazie alle rendite percepite dall’estero. Questo è stato possibile anche perché il Giappone è il proprietario del maggior numero di asset esteri al mondo, e nel 2013, grazie alla svalutazione attuata dalle riforme dell’Abenomics e all’enorme quantità detenuta di investimenti in Dollari, Euro e altre valute straniere, gli investimenti dei giapponesi denominati in valute straniere sono aumentati di valore in Yen.

Source: International Monetary Fund

Analizziamo brevemente i redditi secondari. Essi comprendono le imposte, i contributi, le prestazioni sociali, i trasferimenti personali tra famiglie residenti e non residenti, e le rimesse dei lavoratori. I redditi secondari pagati sono sempre superiori ai redditi secondari ricevuti. Focalizzando l’attenzione sulle rimesse dei lavoratori possiamo osservare che le rimesse pagate dai giapponesi sono superiori alle rimesse ricevute.

Source: World Development Indicators

Gli immigrati, prevalentemente brasiliani di origine giapponese, trovano impiego nel settore dell’automobile. Però l’immigrazione riveste un ruolo trascurabile (solo il 2% della popolazione è straniera) infatti il Giappone, grazie alla posizione geografica e al fatto di essere un arcipelago, è da sempre rimasto isolato dal resto del mondo e ha ostacolato l’ingresso di cittadini stranieri che volessero fermarsi nel paese a lungo. Attualmente a causa della crisi demografica si discute sulla possibilità di rendere meno rigide le regole dell’immigrazione e favorire l’ingresso di stranieri nel paese.

BILANCIA DEI PAGAMENTI (milioni di dollari)


Il surplus del conto corrente dal 2011 al 2014 è peggiorato a causa del crollo della bilancia commerciale, passando da 60 miliardi a 24 miliardi di dollari. Insieme a questa tendenza possiamo osservare un surplus del settore privato, infatti gli investimenti risultano inferiori ai risparmi. Inoltre la Abenomics, che si è ampiamente basata sull’inflazione monetaria e su una politica dello yen debole, ha pesato sui consumi reali, e la domanda interna è stata sostenuta dallo Stato che presenta un deficit. Il conto delle partite correnti in surplus implica che il Paese sia un creditore netto. E in effetti, nonostante l’elevatissimo debito, il Giappone è il primo creditore al mondo, capace di mettersi alle spalle la Cina. Il sistema bancario soffre di un eccesso di raccolta rispetto alla domanda di finanziamenti poiché le imprese hanno limitati progetti d’investimento e perché la domanda di credito da parte delle famiglie e’ altrettanto debole, sia per la prolungata stagnazione economica, sia per il crescente invecchiamento della popolazione. La Banca ha confermato dei tassi d’interesse tra lo 0 e lo 0,1%, al fine di agevolare la propensione ad investire e le condizioni di accesso al credito da parte della imprese, ma per compensare la carente domanda di finanziamenti le banche giapponesi hanno accresciuto i loro finanziamenti all’estero.

Il capital account risulta negativo. Generalmente il conto finanziario della bilancia dei pagamenti giapponese, nonostante abbia un andamento altalenante, presenta un deficit; però nel 2013 gli investimenti di portafoglio fanno registrare un surplus pari a 48 miliardi di dollari circa, probabilmente dovuto sempre alle riforme dell’Abenomics; nel complesso risultano particolarmente significativi gli investimenti diretti che il Giappone “fa” all’estero. L’accumulazione di riserve, essenzialmente non rappresenta la parte principale del conto finanziario. Quindi l’accumulation account è costituito in prevalenza dagli investimenti giapponesi all’estero.

Nel complesso la bilancia dei pagamenti è peggiorata dal 2012 al 2014 con un surplus che dal 2,2% del Pil è passato allo 0,53% del Pil.

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