United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland: aspetti generali

Il Regno Unito (UK) è formato da Inghilterra, Scozia, Galles (che costituiscono la Gran Bretagna) e Irlanda del Nord. E’ uno stato membro dell’Unione europea, situato nell’Europa nord-occidentale con una popolazione di circa 64,8 milioni di abitanti. La capitale e sede del governo è Londra, considerata la città più influente al mondo (Forbes) e la prima piazza borsistica d’Europa e secondo il Global Financial Centres Index è il più grande e competitivo centro finanziario al mondo.

Nonostante sia uno dei primi paesi ad essere entrato nella comunità europea la sua moneta è rimasta quella d’origine, la sterlina (GBP).

Si tratta di una monarchia costituzionale in cui predominante è la figura del Primo Ministro mentre la Corona ha dei poteri di ordine esclusivamente cerimoniale. Attualmente queste due figure sono ricoperte da David Cameron e dalla regina Elisabetta II.

Fu una potenza di prim’ordine, soprattutto durante il XIX secolo e gli inizi del XX secolo, ma il costo economico delle due guerre mondiali e il declino del suo grande impero coloniale, nella seconda metà del XX secolo, segnarono un chiaro ridimensionamento del suo ruolo nel mondo. L’importanza che ebbe ha determinato un forte impatto politico, culturale e linguistico; basti pensare che nel 1922 l’impero britannico dominava circa 458 milioni di persone e copriva oltre 33.670.000 km2, quasi un quarto dell’intera superficie terrestre.

Dopo l’indipendenza, molte ex colonie britanniche hanno aderito al Commonwealth delle Nazioni, una libera associazione di stati indipendenti. Il Regno Unito è oggi una delle 16 nazioni del Commonwealth, un gruppo noto informalmente come i regni del Commonwealth, che condividono un monarca, la regina Elisabetta II. Inoltre è membro di organizzazioni importanti come la NATO, l’OCSE, G8-G20 e tanti altri.

Il Regno Unito presenta, nel 2014, un PIL pari a 2,98 migliaia di miliardi di dollari. L’andamento del PIL nel periodo preso in esame, ossia per gli anni che vanno dal 2000 al 2014, risulta non lineare. Ciò che si nota immediatamente è che la crisi del 2007/8 ha causato un decremento del PIL, diminuito di 4,2 punti percentuali. In quegli anni, infatti, il Regno Unito ha subito una crisi finanziaria a cui ha posto rimedio attraverso pesanti interventi essendo il sistema creditizio uno dei settori più importanti per l’economia del paese. Ciò ha comportato un notevole appesantimento del debito pubblico, raggiungendo deficit fino all’11% del PIL e il debito è salito dal 47% a quasi il 72%.

Fonte : World Bank
Fonte : World Bank

Negli anni successivi alla crisi l’economia ha cominciato a riprendersi superando i livelli del PIL della fine del 2006. Questo risultato non è comunque così soddisfacente se pensiamo che il debito ha continuato ad aumentare raggiungendo nel 2013 il 98,3 % del PIL.

Anche nei decenni seguenti al declino del suo impero, la Gran Bretagna ha tenuto il passo di una piccola superpotenza. La sua forza economica e culturale, la sua capacità nucleare e militare, il suo straordinario legame con l’America hanno aiutato questa piccola isola a puntare in alto, al di sopra delle sue possibilità. Il Regno Unito è infatti il sesto paese al mondo in termini di PIL, superato in Europa dalla sola Germania.

Fonte : World Bank

Dopo la crisi, però, non è riuscito a stare al passo delle altre potenze, come Stati Uniti e Giappone, ed è stata sorpassata dalla crescita della gigantesca economia emergente quale è quella della Cina. Piano piano il Regno Unito sta avendo un peso minore al tavolo sempre più affollato delle nazioni potenti.

Questo potrebbe implicare che gli Stati Uniti ridimensioneranno la cosiddetta “relazione speciale” con l’UK andando a caccia di nuovi partner ed alleanze, finendo così per rimodellare quel ruolo sproporzionato che il paese ha a lungo giocato nelle relazioni internazionali. (L’Occidentale)

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