Gnosticismo nell’era digitale e nell’industria cinematografica, transumanesimo e post umanesimo

Si indagano le basi dello gnosticismo per evidenziarne la presenza ricorrente nelle produzioni cinematografiche e fornendo nozioni critiche sul rapporto tra tecnologia e anima.

Gilles Champollion
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Questo articolo è un adattamento tratto da “Gnosticism, technology and soul in Cuarón’s Gravity” di Karli Brittz, University of Pretoria, South Africa.

La rappresentazione dello spazio del regista Cuarón, nel film “Gravity” illustra l’approccio dualistico dell’anima in relazione alla tecnologia, in particolare alla scissione gnostica mente/corpo e alla sua manifestazione nell’era digitale.

Questa intersezione tra la tecnologia e l’anima è una nozione di importanza crescente nella società contemporanea, anche se spesso viene elusa in letteratura. Di conseguenza, è utile analizzarla poiché essa viene presentata ad un pubblico prevalente digiuno di questi concetti.

Gnosticismo, l’anima ed il pensiero dualistico

Per la filosofia della mente, il dualismo, derivante dal platonismo, consiste nel ritenere che esistano due tipi di sostanze: la sostanza fisica, sotto forma corporea e quella NON fisica, in forma di anima, mente o coscienza.

Tutti noi siamo cresciuti con questi concetti, come parte dell’educazione cristiana o pseudo-laica per cui non ci soffermiamo a riflettere sufficientemente sulla loro origine e le implicazioni che hanno sulla concezione della nostra contemporaneità.

Il punto culminante della visione platonica dualistica è rappresentato dalla posizione del filosofo René Descartes (Cartesio) che, nelle sue Meditazioni metafisiche (1641), propone che la mente (o anima) ed il corpo (corporeo) siano due sostanze completamente distinte, ma capaci di interazione.
Egli concepisce la mente (o anima) come immateriale e spirituale, mentre il corpo fisico come un semplice meccanismo. Così, per Cartesio, l’anima è disincarnata.

Dualismo giudaico-cristiano

Oltre al dualismo della sostanza, esiste anche il pensiero dualistico nella forma di dualismo morale. Il dualismo morale è la credenza nell’opposizione del bene e del male, i virtuosi ed i maligni.

La convinzione delle opposizioni binarie deriva dalla cultura giudaico-cristiana, dove il creatore (Dio) rappresenta il bene in opposizione a tutto il male (Satana). Quindi il pensiero dualistico di solito si verifica all’interno di un ambito religioso o di ricerca spirituale dell’esistenza, come il cristianesimo o lo gnosticismo.

Gnosticismo

In senso lato, lo gnosticismo si riferisce a una visione del mondo che nega il mondo materiale e sostiene il regno spirituale. Come nozione filosofica, gli gnostici sono interessati a cosa gli esseri umani siano, da dove vengano e dove stiano andando sia in termini storici che spirituali.

Questa visione nasce dagli antichi Gnostici, che, durante i primi due secoli dell’era volgare, seguirono varie dottrine sincretiche (cioè un mix di varie altre dottrine medio-orientali) per insegnare, comprendere e raggiungere la conoscenza, l’illuminazione e salvezza unite in un unico dio, di natura trascendente.

Da lì l’uso della parola greca gnosis, che si riferisce alla conoscenza e all’intuizione, divenne prevalente.

La dottrina gnostica è riscontrabile negli scritti proto-cristiani ed è fondamento della massoneria.

Ahura Mazdā è il nome dato all’unico Dio, creatore del mondo sensibile e di quello sovrasensibile, della religione zoroastriana. Lo gnosticismo è un sincretismo di vari concetti filosofici e religiosi medio-orientali

Come risultato, lo gnosticismo si riferisce a una ricerca della conoscenza che è essenziale per liberare il sé dalla materia mondana malvagia, per potersi riunire con una sfera spirituale.

Spiegato semplicemente, una visione gnostica dell’essere vede il mondo come chiaramente diviso in due metà. Il cosiddetto mondo superiore costituisce il primo tempo e comprende tutto ciò che è buono ed eterno, inclusi dio, spirito, esseri soprannaturali e l’anima. Tutto i soggetti del mondo superiore sono visti come l’incarnazione della perfezione divina.

La seconda metà, denominata mondo inferiore, è il mondo materiale costituito da materia, carne e tempo. Si dice che questo mondo inferiore sia stato creato da un essere supremo, tuttavia si oppone al mondo spirituale superiore, poiché è considerato imperfetto, malvagio e temporaneo.

Secondo gli gnostici, l’uomo nasce nel mondo inferiore e deve viaggiare verso il mondo superiore per acquisire conoscenze onde ottenere di essere in armonia con il regno spirituale. Questa conoscenza si ottiene esaminando senza preconcetti la filosofia, la metafisica e, le domande senza risposta sull’universo. Pertanto, la gnosi è un cammino di ricerca della liberazione spirituale dal male, verso una riunione con la divinità.

Le dimensioni di questo mondo gnostico mettono in luce la sua natura dualistica doppia.

In primo luogo, si riferisce al confronto tra due entità o parti opposte — il bene contro il male — che domina l’intera visione gnostica. In secondo luogo, lo gnosticismo applica anche il dualismo cartesiano in quanto distingue nettamente tra l’anima e il corpo come due entità distinte.

Il corpo e la materia terrena sono visti come il male, prigione per lo spirito e l’anima, che deve essere liberata nella sfera superiore

Quindi lo gnosticismo è duale sia nella morale che nella sostanza.

Con questa netta distinzione tra l’essenza spirituale e la carne umana viene alla luce la seguente domanda: se l’anima è fondamentalmente vista come un punto di interazione tra materia spirituale e mondana, dove risiede esattamente nella prospettiva gnostica?

Per gli gnostici, l’anima è parte del regno divino, manifestato nell’essere umano che si fa strada dal mondo inferiore a quello del mondo superiore.

E’ l’anima che intraprende il viaggio gnostico della conoscenza, verso il suo destino nella sfera spirituale. Obiettivo finale dell’anima è dunque la liberazione «con l’aiuto di divini messaggeri e redentori».

Tuttavia, a volte l’anima gnostica è sopraffatta dal male del mondo inferiore e si perde durante il viaggio, così come lo spirito. Durante questo stato di sofferenza, descritto come “ubriachezza” o ‘sonno’, i “poteri oscuri del male, desiderando mantenere l’anima salda nel loro regno, la infatuano.”

Solo raggiungendo la vera gnosi l’anima può essere salvata da questo stato malvagio del mondo.

Infine, la letteratura gnostica ci informa che verso la fine del viaggio gnostico, l’anima rinasce o risorge dopo che è ha mostrato rimorso.

L’anima è purificata ed esentata dai mali del mondo inferiore, libera di abbracciare pienamente l’essenza spirituale. Questo processo può spesso verificarsi di fronte alla morte o all’apocalisse o puramente come risveglio psicologico. Dopo la rinascita, l’anima è “unita al divino in quanto emerge finalmente da questa oscurità ed è in grado di vedere con occhi nuovi”.

Sulla base di questa breve descrizione dello gnosticismo, tratti e caratteristiche specifiche che sono essenziali per questa visione del mondo possono essere identificati come:

  1. la rinascita dell’anima gnostica
  2. la nozione del bene contro il male
  3. una consapevolezza di essere un outsider o un senso di alienazione nel mondo
  4. evasione

Queste caratteristiche principali dello gnosticismo sono viste come i passaggi fondamentali nel viaggio dell’anima.

Gnosticismo e l’era digitale/tecnologica

Considerando lo gnosticismo nell’attuale era digitale, dove la tecnologia è venuta a modellare la nozione di “essere” , va notato che negli ultimi anni sia il dualismo cartesiano che e lo gnosticismo sono stati contestati da diversi critici e teorie postmoderne. Più specificamente si sostiene spesso che lo gnosticismo è obsoleto, una prospettiva riservata solo per studiosi e storici.

Tuttavia, le tracce gnostiche di Cartesio sono presenti e significative nel 21° secolo, poiché si sono adattate all’era digitale.

La letteratura dei nuovi media e la tecnologia sostengono che la struttura mitica e la psicologia dello gnosticismo mostrano grande rilevanza per lo sviluppo di una società digitale e contemporanea, la cosiddetta tecnocultura.

Il teorico dei media Erik Davis, ad esempio, sostiene che l’era digitale è carica di motivi e temi gnostici, come la ricerca dell’informazione.

Davis sostiene che la tecnologia è impiegata per perfezionare il sé e ciò che lo circonda, che è simile all’obiettivo dello gnosticismo. Per questo motivo identifica il termine ‘techgnosis’ per riferirsi alla correlazione tra lo gnosticismo e l’era digitale.

Inoltre, Douglas Rushkoff, nella sua indagine sui cambiamenti culturali nell’era digitale, sostiene inoltre che un’analisi dei cambiamenti tecnologici contemporanei è simile a “studiare la spinta gnostica dietro la tecnologia.”

Rushkoff sostiene che il cyberspazio è un luogo che riflette gli insegnamenti di qualsiasi religione; quindi probabilmente tiene anche gli insegnamenti dello gnosticismo. In molti modi la ricerca della tecnologia postmoderna può essere paragonata al cammino gnostico che tende a vincere il male.

Non c’è da meravigliarsi poi che lo scienziato del MIT, David Seltzer, proclami la realtà virtuale (un elemento chiave del Digital Age) per essere il “Santo Graal delle scienze informatiche”, una metafora che indica le proprietà mistiche e spirituali della tecnologia.

La rilevanza dello gnosticismo all’interno dell’era digitale si manifesta nelle concezioni di postumanesimo e transumanesimo. Queste due nozioni mostrano un disprezzo per l’umano corpo e mondi materiali, in accordo con il pensiero gnostico. Il postumanesimo si riferisce a la nozione di superare la natura umana attraverso i mezzi della tecnologia — è il culmine finale dell’intercessione e dell’integrazione della tecnologia.

Secondo Wolfe, il postumanesimo è ciò che affronta la razza umana quando non possiamo più essere classificati come semplici umani autonomi, ma umani potenziati dalla tecnologia.

Così per Wolfe il postumanesimo è ciò che “viene dopo l’umanesimo”.

A sua volta, Wolfe si riferisce a transumanesimo come “un filone di postumanesimo” che si concentra sul perfezionamento e potenziamento delle capacità umane attraverso la tecnologia per superare ogni forma di angoscia.

In termini di prospettiva gnostica, così come la trascendenza e l’anima, il postumanesimo può essere descritto come un’impresa volta a raggiungere la trascendenza dal corpo biologico immanente e mondo malvagio attraverso la tecnologia.

Hughes, Bostrom e Agar spiegano che il postumanesimo è la ricerca della trascendenza attraverso la tecnologia invece che attraverso i mezzi di pratiche spirituali.

Allo stesso modo, Uncino sostiene che “transumanesimo è in qualche modo una nuova incarnazione dello gnosticismo, si vede il corpo semplicemente come la prima protesi che tutti impariamo a manipolare”.

Per evidenziare il parallelo tra postumanesimo e gnosticismo, Zimmerman identifica quanto segue:

  1. Qui c’è molto di cui essere insoddisfatti del mondo (incluso essere intrappolato in un corpo umano patetico, debole e mortale);
  2. questo mondo è pieno di sofferenza, ignoranza e morte che dovrebbero essere eliminati;
  3. la salvezza da tale male è possibile;
  4. l’ordine delle esistenze deve essere cambiato e perfezionato attraverso lo sviluppo/evoluzione degli umani
  5. gli esseri umani sono capaci di effettuare tale cambiamento, prima attraverso il transumanesimo, ma sicuramente attraverso il postumanesimo;
  6. gli umani stanno ora scoprendo la gnosi necessaria per realizzare tale cambiamento.

Gnosticismo, tecnologia e cinema

L’arte e altre forme di cultura visiva hanno rappresentato lo gnosticismo, temi gnostici e il viaggio dell’anima gnostica per diversi anni.

In particolare il regno del cinema spesso ritrae lo gnosticismo e la nozione di trascendenza. Allo stesso tempo alcuni film evocano una sensazione trascendente negli spettatori.

Il mondo del cinema, il linguaggio visivo è un’impresa gnostica, come i suoi dispositivi (in particolare tecnologici) hanno la capacità di scoprire la conoscenza di sé o dell’anima.

Paul Schrader suggerisce che c’è uno stile cinematografico ricorrente (il quotidiano, la disparità e la stasi) che diversi registi di diversa estrazione impiegano per esprimere il trascendente.

Questo stile cinematografico perpetua lo gnosticismo, poiché è progettato per consentire al pubblico di guadagnare intuizione, conoscenza e autocoscienza.

Inoltre, diversi film esplorano caratteristiche gnostiche, come il bene contro il male o l’apparenza contro la realtà, nella loro narrativa e nei loro temi. Questi film includono The Tree of Life (2011), The Truman Show (1998) e Vanilla Sky (2001), per nominarne solo alcuni. Più specificamente, i film contemporanei con basi gnostiche, come Blade Runner (1982) o AI (2001), spesso riflettono il viaggio gnostico nell’era digitale, o lo gnosticismo in relazione ai progressi tecnologici.

Di questi film forse il più importante è The Matrix Trilogy (1999–2003), che raffigura un società cyberpunk in cui le persone si svegliano dal mondo materiale malvagio, con l’aiuto di una guida, al fine di trovare il loro vero sé.

Pertanto si può sostenere che l’industria dei film rifletta una consapevolezza del viaggio gnostico dell’anima in relazione alla moderna tecnologia.

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