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Cosa stai aspettando?

“Tutti hanno il potere di influenzare la direzione di un’organizzazione.” — Vanessa Jane Smith

Mi capita, ultimamente un po’ più spesso, di ascoltare persone lamentarsi di come vanno le cose, nell’azienda in cui lavorano, nelle loro relazioni e più in generale nella loro vita. In genere, queste lamentele sono seguite dal desiderio, o forse dovrei dire dalla richiesta, che qualcuno o qualcosa risolva tutto con un tocco magico: il proprio capo, il proprio partner, il politico di turno o una vincita alla lotteria.

Questo atteggiamento ha perfino un nome, la Silver Bullet Syndrom. Cioè la sindrome della pallottola d’argento. È la convinzione che un grande evento risolverà miracolosamente o magicamente tutti i nostri problemi. Il nome deriva dalle storie del Ranger solitario, che risolveva ogni situazione con una pallottola d’argento.

Sfortunatamente, questa convinzione è quasi sempre sbagliata e raramente questi cambiamenti esterni portano tutti i benefici attesi. Non solo, questa convinzione ha spesso un effetto paralizzante. Siamo infatti così concentrati nell’attesa della Soluzione con la S maiuscola che non riusciamo a vedere i tanti piccoli cambiamenti che invece potremmo implementare noi stessi. Certo, una piccola azione sicuramente non risolve i problemi che ci stanno stressando. Ma quando tante piccole azioni iniziano a sommarsi, il risultato finale può essere sorprendente.

Noto questo fenomeno in molti contesti, in particolare aziende. Persone infelici che aspettano che il leader trovi la soluzione che cambia magicamente tutto. Per poi rimanere quasi sempre delusi, anche quando un grande cambiamento avviene davvero.

Benjamin Hardy sostiene che dovremmo progettare i nostri comportamenti sul nostro sé futuro. Questo significa capire chi vogliamo diventare domani e iniziare oggi a comportarci come se fossimo già quella persona. In questo modo, i nostri comportamenti un po’ alla volta daranno forma alla persona che vogliamo diventare.

Tuttavia, nel suo libro Principles of Topological Psychology, pubblicato nel 1936, lo psicologo Kurt Lewin ha definito un’equazione semplice ma potente: Il Comportamento è una funzione della Persona nel suo Ambiente.

Così, come progettiamo i nostri comportamenti sulla persona che vogliamo diventare, dovremmo quindi svilupparli anche sull’ambiente che vogliamo plasmare. Certo, l’ambiente è generalmente più forte del singolo individuo, e probabilmente le nostre azioni da sole non possono cambiare le cose. Ma col tempo potremmo coinvolgere altre persone, creando un’onda che può portare risultati inaspettati.

Prova allora a porti le seguenti domande.

  • Com’è l’azienda o l’ambiente in cui voglio lavorare?
  • Quali sono i comportamenti o le abitudini importanti in tale ambiente?
  • Cosa mi trattiene dall’implementare questi comportamenti o abitudini oggi?

Agisci oggi come se stessi già lavorando nell’organizzazione dei tuoi sogni. La maggior parte dei grandi cambiamenti sono avvenuti mettendo insieme tanti piccoli passi. Spesso invisibili eppure essenziali.

Ogni azione che fai è un voto per il tipo di organizzazione in cui vuoi lavorare.

Essere Leader è un percorso disegnato per aiutarti a disegnare la/il leader che vuoi essere domani, e iniziare a manifestarlo oggi, li dove sei.

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Fabio Salvadori

Fabio Salvadori

Seeker. Author. Mentor. Coach. Facilitator. | I write to remind us that we are all born innovators. | fabiosalvadori.com

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