Obiettivo spreco zero

di Eva Alberti e Andrea Tornago

https://soundcloud.com/wtobagi/expostories-stop-allo-spreco-alimentare

Immaginate 1.437 grossi tir pieni di cibo: è quanto in Lombardia viaggia ogni anno dai supermercati alla discarica, ancora buono e consumabile. Il problema dello spreco alimentare, da ridurre per “Nutrire il pianeta”, non lascia esente la Milano di Expo: secondo i dati 2013 dell’osservatorio Waste Watcher, infatti, in Lombardia la grande distribuzione manda al macero 46 mila tonnellate di alimenti l’anno. Ma le famiglie non sono da meno, anzi sono le più sprecone: ogni 12 mesi 312 euro della spesa passano dal frigo al cassonetto.

Eppure i dati lombardi sono anche migliori della media nazionale: in agricoltura, ad esempio, la produzione inutilizzata è lo 0,19% (8 mila tonnellate), mentre nel resto del Paese raggiunge il 3,2%. Mettendo insieme tutti i passaggi, dall’orto alle tavole italiane, il conto dello sperpero è salato: 8,7 miliardi di euro, persi evitabilmente. «Quasi mezzo punto di Pil», secondo Andrea Segrè, docente e fondatore di una delle iniziative volte al recupero delle eccedenze, Last Minute Market. Per Banco Alimentare, un’altra di queste, la cifra delle perdite è ancora maggiore: contando quelle domestiche e della ristorazione si arriverebbe a 13 miliardi.

Comunque sia, troppo. E forse, complice Expo, anche le amministra-zioni hanno cominciato ad approcciare il tema. «Milano non ha mai fatto niente per limitare lo spreco», lamenta il consigliere alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino. «Solo ora abbiamo avviato un progetto di recupero con Milano Ristorazione». Nessun controllo a livello diffuso, però, né incentivi alle aziende morigerate; e lo stesso vale per la Regione, che punta sull’educazione nelle scuole. Il vero recupero, così, avviene da tempo a livello di organizzazioni private, che con spiriti diversi prendono gli avanzi dei supermercati e li redistribuiscono ad enti caritativi. I consumatori finali, invece, non sempre sono attenti a fare tutto il possibile.