10 (nuovi) piatti irrinunciabili

Pesce preparato come in Perù, verdure come in Corea, brodo giapponese. Le nuove food manie arrivano dal mondo, e sono tutte da provare

Ce l’abbiamo nel sangue: per noi italiani il cibo è da sempre un chiodo fisso. Ma mai come ne ora ne parliamo allargando gli orizzonti. Mangiare va di moda, siamo più curiosi e più attenti alle novità e sicuramente Expo ha fatto la sua parte perché in 184 padiglioni con 150 ristoranti dedicati ad altrettante cucine diverse abbiamo davvero assaggiato di tutto. E soprattutto, ci è piaciuto.
 
Insieme alla lasagna, i tortelli e la pizza, le nuove food manie sono cosmopolite: mangiamo piatti del mondo al ristorante, e li replichiamo anche a casa con ingredienti fino a poco fa sconosciuti e ora irrinunciabili.
 
Ecco 10 tra le nuove fissazioni dei fanatici, da provare se non lo avete ancora fatto

Lobster Roll

Un hamburger di astice, servito con maionese e burro, godurioso e prelibato come pochi altri panini a stelle e strisce. Il lobster roll è originario del Maine: del Clam Shack di Kennebunkport, dove dal 1968 lo inventò Steve Kingston. In Italia ha fatto la sua comparsa negli ultimi mesi, tra i menù di fast food e ristoranti e con diversi locali a tema concentrati in particolare tra Milano e Roma.

I ramen

Spaghetti di miso e frumento serviti in brodo di carne e pesce. Squisiti, sono tra i piatti più diffusi in Giappone e noi italiani li abbiamo resi anche trendy: nelle grandi città ormai i ramen bar spopolano.

Okonomiyaki

La conferma che sì, finalmente abbiamo capito che la cucina giapponese non è solo sushi, è anche la comparsa nei menù dei ristoranti di questa frittata agrodolce servita con verdure, carne, pesce. A Milano c’è anche il primo ristorante completamente dedicato (il Maido). L’okonomyaki vi ricorda qualcosa? Probabile: è il piatto che prepara sempre Marrabbio in Kiss Me Licia.

Latte d’oro

Latte, miele e curcuma: si chiama Golden Milk, ed è considerato un elisir di lunga vita, la mania salutista del momento. È una bevanda usata da sempre nella medicina ayurvedica grazie alle proprietà curative della curcumina (il principio attivo della curcuma), ma è una delle parole più googlate e instagrammate anche in Occidente negli ultimi tempi.

Kimchi

Piatto nazionale coreano, è tra quelli che si stanno facendo notare nelle cucine dei ristoranti asiatici: è fatto con foglie di cavolo fermentate, gamberetti, aglio, spezie. Una volta provato, viene subito voglia di bissare.

Nergi

Minikiwi succoso e dolce, che si mangia senza sbucciarlo perché non ha la scorza pelosa. Fa molto bene: un concentrato di vitamina B, E e di fibre che fa invidia a molti altri frutti. Originario dell’Asia, da qualche mese è anche italianissimo: lo coltivano in provincia di Cuneo, e ritornerà tra gli scaffali dei supermercati in autunno (la sua stagione).

Insetti

Non vi verrebbe mai in mente di mangiarli? Beh, qualcuno potrebbe comunque proporvelo. Il 70% della popolazione mondiale ne mangia abitualmente e ormai anche il Parlamento europeo li ha sdoganati autorizzandone l’utilizzo in cucina. In Inghilterra è anche nato il primo ristorante dove tutto è a base di formiche e lombrichi.

Ceviche

Pesce crudo condito con lime e spezie. Una prelibatezza dal gusto freschissimo che insieme alla quinoa — lo pseudocereale coltivato dagli Incas dalle preziose proprietà nutritive e sempre più diffuso anche nella cucina casalinga — è uno dei piatti che amiamo di più della cucina del Perù.

Kisir

Volendo (iper)semplificare, questa è la versione turca della pasta asciutta, e il modo più semplice per preparare un altro ingrediente etnico che stiamo dimostrando di apprezzare parecchio: il bulgur, che è grano spezzato, in questo caso condito con prezzemolo e pasta di pomodoro. Più semplice (e buono) di così?

MugCake

Come suggerisce il nome, sta in una tazza. L’ultima moda americana in fatto di dolci, i foodblog fanno a gara per proporre la ricetta più golosa. Che è sempre la più semplice: per preparare una MugCake bastano appena 5 minuti al microonde.

Show your support

Clapping shows how much you appreciated Aceto Balsamico di Modena’s story.