8 indirizzi che un vero cocktail lover dovrebbe provare

La mixologist è un’arte, come l’alta cucina. Per provare cominciate da questi 8 bar dove i cocktail sono memorabili e i bartender dei veri guru

Stavolta alzate il bicchiere da cocktail. Perché oltre all’alta cucina anche quella della mixologist è un’arte da scoprire, e ci sono bar e bartender che dettano tendenza proprio come uno chef stellato.

Il barman che fa questo mestiere per la passione di tirar tardi è una leggenda sulla via del tramonto. Il savoir faire con chi sta dall’altra parte del bancone è imprescindibile, ma per farsi notare servono anche competenza, professionalità, tecnica e creatività. Lo prova chi anima i locali più sofisticati del momento: posti con molto stile dove assaggiare mix che — proprio come un piatto gourmet — colpiscono per l’aspetto spettacolare e il sapore ricercato, elegante, memorabile.
 
Talvolta dal gusto retrò, come nel caso degli speakeasy, bar ispirati ai banconi clandestini diffusi negli Stati Uniti negli anni ’20 e ’30 quando vendere alcolici era illegale. Ora nulla vieta di entrarci e provare, ma come allora hanno indirizzi segreti: perciò bisogna trovarli, e poi scoprire la parola d’ordine che serve per entrare…

Qui ve ne suggeriamo alcuni (con le dritte per scovarli!) in una lista di otto indirizzi che chi ama bere bene — e in modo responsabile!- dovrebbe assolutamente provare.

Artesian Bar Londra
Nessuno lo batte: l’Artesian è perennemente in testa nella classica dei Wordl’s 50 Best Bar, la più autorevole del settore. Si trova all’interno del Langam Hotel, ed è sempre il più innovativo non solo per i cocktail, ma per il modo in cui li serve. Il più famoso è il Camouflage — gin Tanqueray, carota e tè Kombucha — ed è servito in un’ananas dorata.
Info: artesian-bar.co.uk 
 
The Jerry Thomas Project, Roma
Un’idea di Leonardo Leuci, uno dei due coach di Mixologist, la sfida dei cocktail (programma in onda su DMax), questo è il primo speakeasy italiano. Luci soffuse, ambiente ricercato: l’atmosfera degli anni ’20 c’è tutta. Ma soprattutto qui c’è la sostanza. Tanto che The Jerry Thomas Project è il primo italiano a comparire nei 50 World’s best bar. Attenzione però: l’indirizzo, come ogni speakeasy, è segreto, e anche se doveste trovarlo si entra con una parola chiave (tutte le dritte sul sito)

The Nottingham Forest, Milano
Storico indirizzo per bere bene a Milano, il regno di Dario Comini è un altro dei pochi eletti a comparire nella lista dei World’s Best Bar. Prima missione: trovare un posto perché c’è sempre molta gente. Seconda: scegliere tra la lunga e sofisticata lista di cocktail. Ce ne sono di esotici, insieme a tante stravaganti e gustose variazioni sul tema: cocktail molecolari, al collagene, gelatinosi e preziosissimi con infuso di polvere di perle.
Info: nottingham-forest.com

Nu Lounge, Bologna
In via de’ Musei, un passo da piazza Maggiore, apparentemente sembrerebbe “solo” un elegante cocktail bar, in realtà dietro al bancone c’è un campione mondiale di cocktail esotici. Lui è Dalla Pola, e con i suoi Tiki Cocktail ti fa sempre sentire un po’ alle Hawaii sotto le Torri.
Info: nuloungebar.com

Employees only, New York
Bar da vero newyorkese, questo è uno dei primi speakeasy del mondo. Ha fatto tendenza, e non manca mani nelle classifiche che contano. Al bancone Steve Schneider, una leggenda che con lo shaker dà spettacolo mentre prepara le rivisitazioni dei cocktail classici del proibizionismo usando amari italianissimi.
Info: employeesonlynyc.com

QB, Lecce
Un piccolo, minuscolo locale, nel cuore del centro storico di Lecce, il QB è tra i pochi indirizzi nel Salento all’altezza dei veri cocktail lover: secondo Bar Giornale il miglior Cocktail Bar di Italia ai Barawards del 2015. Dietro al bancone liquori di ricerca, che qui mixano con fiori e ingredienti esotici, dalla vaniglia di Tahiti al pepe del Madagascar.
Info: quantobastalecce

The Mad Dog, Torino
Tra gli ultimi nati in Italia in fatto di speakeasy, è in un seminterrato nella zona di piazza Carlina. Atmosfera soffusa, ci sono appena 50 posti, e una lunga fila per aggiudicarsene uno. Si entra con parola d’ordine o fiches di vari colori (e priorità d’ingresso) distribuite dal locale. Non provate a chiedere uno spritz, qui si preparano solo i cult di Walter Gosso (pluripremiato barman proprietario del locale), e mix ispirati dai manuali storici della mixologist: The Savoy Cocktail Book, e il Johnson.
Info: themaddog.it

Plaza Athenée, Parigi
Ritrovo dell’alta società e della gioventù più chic della città, nel bar di questo esclusivo palace parigino ogni cocktail è servito curando i particolari. Anzitutto il bicchiere: apparentemente uguali, in realtà ciascuno ha un fondo diverso per esaltare i liquori usati per il mix (sono fatti a Murano). E poi il contorno: ogni cocktail è servito con creazioni di alta pasticceria: marshmellow, bon bon, macaron…
Info: dorchestercollection.com