Design Sprint 2.0: come migliorare il tuo prodotto digitale in ancora meno tempo.

In Fightbean utilizziamo il Design Sprint 2.0 per aiutare i brand a creare o rivoluzionare i propri progetti digitali. Il processo ci aiuta a definire in modo concreto obiettivi e problematiche e realizzare un prototipo di alto livello testato con persone reali. Il Design Sprint 2.0 ha rappresentato una svolta significativa nel nostro metodo di lavoro e ha portato un cambiamento culturale nelle aziende con cui abbiamo collaborato.

Ma partiamo dall’inizio.


Cos’è il Design Sprint 2.0?

il Design Sprint 2.0 è una versione “evoluta” del più noto e classico “Design Sprint” descritto da Jake Knapp nel suo bestseller “Sprint: how to solve big problems and test new ideas in just five days.” L’intuizione della versione 2.0 viene da un’agenzia berlinese che da tempo collabora con Knapp per migliorare questo processo. Dopo l’esperienza di ben 350 Sprint sono state introdotte delle migliorie per ottimizzare i tempi e rendere gli esercizi del libro ancora più efficaci.


In cosa è diverso dal “classico” Design Sprint?

1. È rivolto ad un pubblico più vasto

La differenza più grande sta certamente nel target al quale si rivolge: se il Design Sprint 1.0 è lo strumento perfetto per le Startup, la versione 2.0 riesce a raggiungere un pubblico più vasto. Stiamo parlando di aziende più strutturate, radicate nel mercato e con un numero considerevole di dipendenti che hanno la necessità di rivoluzionare, rimodernare o, perché no, lanciare un nuovo prodotto.

2. Si basa su 4 giornate invece che 5

Grazie al Design Sprint 2.0 è possibile testare e validare un’idea in solo 4 giorni anziché 5. Sono stati infatti aggiunti al processo hacks & tricks capaci di rendere il processo più snello e fluido. Grazie ad esercizi più sintetici (ma per questo non meno efficaci) e a nuove attività, il risparmio effettivo di una giornata lavorativa è garantito. Non male, vero?

3. Il cliente è richiesto solamente per le prime 2 giornate

Se il Design Sprint 1.0 è stato studiato appositamente come processo interno per team di prodotto, con la versione 2.0 è possibile superare questo confine ed espandere la sua efficacia anche a collaborazioni con team e agenzie esterne. Il Design Sprint è un processo che richiede interdisciplinarietà e cooperazione, quindi riunire fisicamente le persone coinvolte intorno ad un tavolo è fondamentale. Sottrarre le persone alla loro routine lavorativa per 4 giornate non è sempre possibile. Riuscire a superare questo scoglio organizzativo richiedendo la presenza del cliente e del suo team solamente per i primi 2 giorni è stata probabilmente la svolta decisiva introdotta dal Design Sprint 2.0!


Come portare il Design Sprint ad un livello successivo

Ma cosa succede nel pratico? In che modo il Design Sprint 2.0 si differenzia dalla versione 1.0?

Lunedì: Define & Sketch

Immaginate la prima giornata divisa in due: lo vedete il pranzo? Ecco, quello è lo spartiacque ideale per dividere il lunedì tra “Sprint Goal” e “Sprint Sketches”. Un po’ come se tra il dire e il fare ci fosse un’ora da dedicare a del buon cibo (leggero) e ad una tazza di caffè. Occupate la mattinata aiutando il cliente a definire quali sono gli obiettivi e analizzando le problematiche che potrebbero insorgere. Dedicate inoltre del tempo per capire chi, come e quando dovrà utilizzare il vostro prodotto.

Tornati dalla pausa pranzo sarà più semplice ipotizzare delle soluzioni avendo chiari in mente:

  • Gli obiettivi dello Sprint
    es. creare un’app che incentivi l’allenamento a corpo libero
  • Quali sono gli interrogativi ai quali dobbiamo rispondere
    es. come possiamo stimolare un uso frequente dell’app? Come possiamo motivare gli utenti a svolgere gli esercizi?
  • A quale tipo di target è destinato il prodotto
    es. persone che conoscono il mondo del fitness e svolgono frequente attività sportiva
  • Qual è il caso d’uso che vogliamo testare
    es. testiamo se lo svolgimento effettivo degli esercizi risulta più coinvolgente introducendo la nostra idea

In una sola giornata sarà dunque possibile concentrare gli esercizi che, nella versione 1.0 del Design Sprint, venivano programmati nelle giornate di Lunedì e Martedì. Non male come guadagno di tempo, vero?

Fightbean’s tip
Per rendere la giornata ancora più produttiva, abbiamo spostato in ordine temporale la creazione dello user flow (i 6 step che indicano il percorso che dovrà compiere l’utente con il nostro prodotto) prima dello sketch delle soluzioni. In questo modo le proposte prodotte saranno più in linea con il caso d’uso che vogliamo testare.
Creazione di uno degli User Flow proposti

Martedì: Storyboard

Iniziate la giornata riprendendo in mano quanto fatto il giorno precedente: ogni partecipante avrà concluso il lunedì disegnando la propria soluzione. Armatevi dunque di adesivi e votate le idee/soluzioni che reputate migliori in modo che il decisore possa avere un’idea riguardo l’opinione del team. Non preoccupatevi se non verrà scelta la vostra proposta preferita, lo storyboard cercherà di mettere tutti quanti d’accordo. Muniti di carta e penna è infatti il momento per definire, step dopo step, tutti i passaggi necessari al vostro target per raggiungere l’obiettivo finale.

Fightbean’s tip
Potete risparmiare del tempo tagliando e incollando gli aspetti più votati degli sketch direttamente nel vostro storyboard. Non preoccupatevi se inizialmente vi sembrerà un collage mal riuscito, cercate di focalizzarvi solo sulle funzionalità e i contenuti. Ci sarà tempo il giorno successivo per l’estetica! 😉
Esempio di Storyboard creato con varie parti degli sketch prodotti nella giornata di Lunedì

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