🇮🇹12📰Il Punto Su CBDC, Stablecoin e WEB3: Dopo 10 Anni Tutti Sul Carro…

…delle Cryptocurrency & C. Ma…

Anonimo, Regno Unito, 1920, Re Giorgio V e il Mendicante

Sommario. CBDC: teatro di scontro nella guerra economica tra USA e Cina- Francia-Ucraina-India-Europa (smarrita)-dibattiti pro e contro lo strumento, la sua governance e la privacy; Bitcoin & C.: quotazioni a razzo e quel furbone di Elon Musk,…; Pagamenti: Amazon forse crypto-Mastercard e Visa invece procedono; Regole e Illeciti: Africa e Nigeria-India-Filippine-USA-report periodici sui banditi e le loro attività; Mercati: GameStop e demografia; WEB 3.0 e DeFi: IBM forse ridimensiona la divisione blockchain-nuovi oracoli-report di settore

Prossimo Approfondimento: Come il GDPR si è Tradotto (MALE) nell’Utilizzo Quotidiano e la Caduta (FORSE) del Mito Bitcoin

CBDC

🇺🇸 🤜 🤛 🇨🇳 Le CBDC stanno diventando un interessante teatro di guerra economica nello scontro tra USA e Cina.

Da una parte gli USA, il cui stato dell’arte riguardo l’argomento è ben articolato dall’interessante dibattito, su American Banker in podcast, sul futuro prossimo di una CBDC made in USA. A parte i tempi tecnici, dichiarati al minimo di 3 anni dal MIT e dalla FED di Boston che stanno portando avanti la fase tecno-propositiva (‘progetto ‘Halminton’), le idee espresse dai partecipanti, tutti di alto standing a livello politico e manageriale, sono molte e confuse. In definitiva è ancora tutto da vedere se il Digital USD verra mai alla luce, nonostante la ridda di rumor[s] sparati quotidianamente dai vari blog specializzati.

Da una parte, e giustamente come osserva Andrea Bianconi, gli USA

  • hanno già il digital USD, nella forma delle diverse stablecoin presenti sul mercato;
  • alle banche è stato dato il permesso dalle autorità sia di detenere crypto-asset dei clienti che, praticamente, di produrre se vogliono cryptocurrency, oltre di utilizzare DLT a piacere, come protocollo di trasferimento, e stablecoin come vettore di trasferimento;

quindi effettivamente non si ravvede la necessità pratica di un dollaro digitale.

Tuttavia CBDC non è solo stablecoin: essa è anche contatto diretto tra stato e cittadino, quindi strumento di politica monetaria, è disintermediazione finanziaria, quindi minori costi sistemici, è formidabile controllo dell’illecito e della società, è, infine, strumento geoeconomico aggregante.

Tutti questi valori aggiunti non possono essere forniti attraverso la via della liberalizzazione del settore privato scelto dagli USA e, se si guarda il quadro complessivo sul lungo periodo, gli USA sono sulla buona strada per perdere la guerra.

La Cina dal canto suo continua senza indugi il processo di propagazione del DC/EP e i teatri operazionali sono tre:

  • la diffusione popolare: da un lato, come potete leggere quasi dappertutto, attraverso le varie lotterie, per invogliare progressivamente i cittadini ad adottare lo strumento, e la propaganda di stato; dall’altro con l’inizializzazione delle rete di ATM atti allo scopo, attraverso le banche commerciali di stato;
  • la propagazione tecnologica, BNS, il Blockchain Service Network cinese, prevede di ultimare in cinque anni la rete nazionale per i pagamenti;
  • l’azione geopolitica, qui analizzata, e l’azione geoeconomica, dove si sottolinea, tra il resto, la join-venture di sviluppo siglata con SWIFT.

La grande strategia di leadership mondiale della digitalizzazione, ideata da Pechino circa 10/15 anni fa, difficilmente fallirà e, tantomeno, il teatro che si prefigge l’indebolimento di USD attraverso la predominanza nei pagamenti digitali.

La Cina piuttosto deve fare i conti con problemi operazionali e tattici interni. L’80% dei consumatori utilizza i pagamenti on-line da mobile e, quindi, se si vuole imporre DC/EP bisogna o integrare o eliminare le abitudini ora consolidate, vedi le app di pagamento che in definitiva sono 2, Alipay e WeChat Pay, ma sono private, di Ant Group e Tencent.

Lo scenario prevedibile, anche dalle news nel merito, è che si seguirà la via dell’integrazione (forzata): ciò non toglie l’importanza a due fattori. Il primo è che i commercianti saranno obbligati ad accettare DC/EP, mentre non lo sono per Alipay e WeChat Pay: a fronte di assenza di fee la questione diventa significativa; il secondo è che sulle quotazioni sia di Ant Group che Tencent la parte di penetrazione monetaria ha grosso peso, e ciò potrebbe causare conseguenze non previste a livello di stabilità dei gruppi di riferimento.

Intanto le schermaglie continuano. Gli USA a livello di comunicazione finalizzata alla propaganda stanno, logicamente, puntando tutto sull’ulteriore abuso dei diritti umani digitali a cui l’utilizzo di DC/EP porterebbe: in questi giorni due formidabili bordate, in tal senso, da parte di Financial Times e del report redatto da CNAS (Centre for a New America Security), uno dei principali think-thank di economic intelligence statunitense.

🇫🇷 La Francia, come ho scritto l’anno scorso, è uno di quei paesi europei che ha deciso di andare avanti per proprio conto a sperimentare una propria CBDC per poi, eventualmente se l’Europa si sveglia, considerare se e come integrarsi.

Per far questo Banque De France, nel marzo 2020 ha emanato una call operativa che sta producendo i primi frutti, e cioè il test di una CBDC interbancaria utilizzando IZNES, piattaforma di gestione monetaria.

🇺🇦Il Ministero della Trasformazione Digitale dell’Ucraina e Stellar Development Foundation firmato un memorandum di intesa per lo sviluppo degli asset virtuali del paese, tra cui anche una progettualità CBDC.

🇮🇳Nel 2018 la banca centrale indiana inizializzò un gruppo di studio sulle valute digitali. Nel dicembre 2019 il governatore si espresse nel senso che i tempi non erano ancora maturi per una CBDC, soprattutto in ottica di cybersec. Adesso un documento della Reserve Bank of India mette in luce come ci sia il bisogno di una Rupia digitale e analizza le varie possibilità di realizzazione.

🇪🇺Come nella migliore tradizione di quel coacervo di burocrazia e immobilismo che ben rappresenta l’Unione Europea, nel merito (non) si va avanti esclusivamente con i paper: essi danno lustro a chi li pubblica e fanno sembrare che ci sia movimento quando, operativamente, si è ancora prima dell’anno zero, macchiandosi così di peccato mortale date le trasformazioni in atto causa pandemia. La partita CBDC è ormai miseramente persa e fanno bene i paesi come la Francia a proceder per conto proprio. I paper servono anche a non assumersi le responsabilità e, nel contempo, quando qualcuno dovrà assumersele poter dire ‘l’avevo detto’, come i più beceri scarica barile precedenti insegnano. (P.S.: 🇮🇹Italia non pervenuta)

👍🏽 A favore delle CBDC, come strumento FinTech di disintermediazione del sistema monetario, l’analisi di Andreessen Horowitz (A16Z).

👎🏻Sull’inutilità e la pericolosità presunte dello strumento l’interessante paper di due ricercatori dell’università di Wuerzburg: a supporto dell’argomentazione l’analisi di IMF per cui l’80% dei paesi al mondo ha una legislazione, sotto i diversi aspetti, non adatta, o non ancora adatta, a recepire l’emissione di una CBDC.

👍🏽👎🏻 World Economic Forum invece presenta, attraverso il suo Digital Currency Governance Consortium, una disamina prospettica delle implicazioni che stablecoin e CBDC potrebbero avere sullo stato dell’arte in ottica tecnologica e di governance.

🗣Utile podcast, con trascrizione, di un panel di buon livello, in quanto partecipanti, organizzato da Unchained avente focus nella governance della privacy e come essa dovrebbe esser pensata in funzione delle CBDC.

Bitcoin e Cryptocurrency

🚀Sul perché le crypto quotazioni stiano andando alle stelle l’analisi rimane la medesima del mese scorso, con in più il fatto che altri attori finanziari di peso si sono aggiunti (o dichiarano di essere in procinto di) alla lista di coloro che hanno scelto l’asset come riserva di valore (da Blackrock a Osprey Funds, passando per MicroStrategy, che ha dato il via a tutta la questione, e che ora afferma di voler investire un altro miliardo di USD): il carro non sembra fermarsi e sopra ci si stan buttando un po’ tutti.

I rumor[s] significativi di come sta cambiando il vento però sono di altra natura: per esempio Bank of New York Mellon, la più vecchia banca statunitense, ha iniziato a permettere ai clienti di detenere conti in crypto e scambiare; Deutsche Bank è in procinto di fare lo stesso, come si deduce da pagina 23 del report su gli ‘uses cases’ del ‘Global Future Council on Cryptocurrencies’ del World Economic Forum; il capo economista delle banca centrale di Singapore, storicamente con fisionomia tutt’altro che riformista, assume una posizione molto possibilista sull’affiancamento del Bitcoin all’oro come bene rifugio e fa una considerazione arguta sul comportamento dei millennial che andremo ad approfondire alla fine.

Soprattutto però è l’Africa che, lontano dai clamori delle quotazioni e dei media occidentali, con una penetrazione di internet di appena il 22% (e quindi tutta da inventare nella migliore delle maniere, con annessi e connessi), con costi bancari per le rimesse proibitivi e con una popolazione giovane e tecnologica, sta contribuendo a diffondere più di tutti il fenomeno. Le ultime implementazioni alle varie regolamentazioni nazionali, come vedremo dopo, ne sono la testimonianza.

Una delle note stonate dello scenario (idilliaco nell’insieme) è il comportamento ambiguo di Elon Musk, considerando la rilevanza mediatica del personaggio: non si capisce se prima acquista e poi dice che ha acquistato o viceversa. Non lo sta capendo neppure la SEC che, infatti, glielo sta chiedendo, anche perché il valzer di Musk sul Bitcoin si sta ripetendo su Dogecoin con ovvi disturbi di mercato. Tra parentesi Elon Musk ha già la sua crypto, lanciata nel 2013, MarsCoin la crypto che dovrebbe circolare (anche) su Marte.

📊Per avere un idea complessiva di come è andato il mercato, non solo in fatto di quotazioni, utile dare un occhio all’analisi d’insieme per il 2020 redatta da Decrypt.

La capitalizzazione totale delle cryptocurrency ha superato, con le mazzate al rialzo di questo ultimo mese, quota 1.500 miliardi USD, quindi più dell’1% del circolante mondiale è crypto: chi l’avrebbe mai pensato solo due anni fa?

Pagamenti

🏭Nel 2013 Amazon lanciò la propria valuta, Amazon Coins, spendibile nel circuito interno e progressivamente ne estese l’utilizzo a molti paesi. Adesso il centro aziendale per ‘Digital and Emerging Payments’ sta cercando figure specialistiche per il lancio di una valuta digitale in Messico: i rumor[s] non danno segni né su tipologia né su spendibilità.

💳Mastercard qui spiega perché apre ai pagamenti in cryptocurrency entro il 2021, Visa invece procede nella sua strategia di funzionare come bridge tecnico tra le banche tradizionali e fintech crypto-monetarie, permettendone progressivamente l’integrazione. PayPal, secondo il CEO Dan Schulman, punta a diventare un ‘distributore’ di CBDC,

👀 Da leggere (se ne avete voglia)

NYT analizza quali beni e servizi, nella pratica e negli USA, si possono effettivamente acquistare con le cryptocurrency a più ampio spettro di circolante;

utile, invece, il report sul futuro dei pagamenti, redatto dal Digital Money Institute di Londra. DMI è il settore di analisi predittiva di OMFIF (Official Monetary and Financial Institutions Forum), un think-thank indipendente e partecipato da tutti i principali operatori pubblici e privati finanziari del mondo con un panel sterminato, per competenze e articolazioni, nell’ambito della financial intelligence. L’importanza del report sta nella visione di insieme, a livello di scenario, che scaturisce con riguardo i digital payment[s].

Regole e Illeciti

🛖Abbiamo detto prima che l’Africa è uno dei fattori di geoeconomia maggiormente responsabili del consolidamento nella penetrazione di mercato delle cryptocurrency: di conseguenza le legislazioni dei diversi paesi si stanno adeguando. Zimbabwe, Sud Africa e Kenya stanno approntando normative per ovviare a quello che per ora è un uso indiscriminato e che sta iniziando a produrre possibili problemi interni di stabilità.

La più grande economia africana, la Nigeria, lo è anche nello scambio di Bitcoin, risultando secondo Paxful il secondo mercato mondiale nel 2020 per volume di scambio. Qui le cose vanno un po’ in controtendenza perché la banca centrale ha recentemente ricordato alle banche commerciali che non possono intrattenere rapporti con qualsiasi effettui trading in crypto, invitandole alla chiusura dei conti.

Nell’intento di dare un po’ di stabilità alla questione, e attendendo il preannunciato bill di regolamentazione, per adesso quindi i nigeriani possono continuare a vendere e comprare crypto ma solo attraverso account presso exchanger.

🇮🇳Anche l’India si muove controcorrente. L’intento del governo è sempre stato quello di vietare le crypto ma, nel marzo 2020, la corte suprema indiana abrogò il divieto: ora sembra che il governo ci stia riprovando con una proposta di legge che prevede un non meglio identificato blocco delle cryptocurrency private. Un altro rumor[s] indica invece come soluzione una tassazione del 18% sulle transazioni, strada più logica da seguire in ottica di sviluppo dei mercati.

Intanto Cashaa Team ha aperto la prima filiale fisica al mondo (dicono loro) di crypto-bank a Jaipur e, considerando il piano di investimenti strutturali descritto, l’opinione è quella che non stiano procedendo in vista di un divieto.

🇵🇭Le Filippine hanno allineato la normativa crypto alle indicazioni GAFI, ponendo come al solito paletti quantitativi e qualitativi agli intermediari.

🇺🇸Dopo Kraken, di cui abbiamo qui scritto, e Avanti, che hanno ottenuto l’autorizzazione di cryopto-bank nel Wyoming (e la prossima sarà Ripple), quindi statale sebbene con operatività a carattere nazionale, adesso è il turno di Anchorage (partecipata tra gli altri da Visa e dal solito A16Z). Ad Anchorage però è stata concessa, dall’OCC (Office of the Comptroller of the Currency), una pre-autorizzazione a livello federale quindi con maggiori possibili articolazioni in termini di funzioni.

🕵️‍♀️Per la sezione illeciti da evidenziare la pubblicazione periodica di ChiperTrace e quella annuale di Chainalysis: per entrambe sembra vi sia nulla di particolare da evidenziare se non i trend di settore.

👀

Qui un bell’articolo di, Balaji S.Srinivasan, un partner indiano di Andreessen Horowitz, su perché l’India, ma in generale il discorso vale per tutte le economie sovrane, dovrebbero acquistare Bitcoin.

Mercati

📉Affronto la questione GameStop da un’angolazione particolare, socio-demografica: per chi non è al corrente di cosa si sta parlando qui NYT spiega quanto è avvenuto in maniera semplice e esaustiva.

È da un po’ che sono finiti i tempi in cui la massa degli investitori erano persone con un po’ di soldi sotto il cuscino che si rivolgevano al ‘guru’ della banca sotto casa, o al famigerato ‘esperto finanziario’ di emanazione finanziaria o meno, credendo ciecamente nelle capacità e nelle conoscenze di personaggi che come proposito avevano qualsiasi fine (di proprio profitto e/o di budget), eccetto quello di fare gli interessi del cliente.

Adesso la massa degli investitori sono, demograficamente e al minimo, i millennial i quali se non sono nati digitali lo sono diventati per forza, sono cresciuti nell’era della disintermediazione, sono drogati di infodemia, come orizzonte temporale hanno il dopodomani e come curioso principio etico una profittabilità sostenibile.

Sono anche finiti i tempi in cui l’accesso al Graal dei mercati era riservato ai pochi eletti: da un po’ di anni tutti possono, autonomamente, entrare e agire dappertutto, in tempo reale a zero costi.

Ecco che, quindi, che eventi come quello descritto sopra, e cioè di considerare il Bitcoin come un bene rifugio al posto dell’oro, oppure GameStop, e cioè una (casuale) comunità Reddit (r/WallStreetBets) che mette knock-out trader e broker di consunta esperienza (nel vendere allo scoperto), e cioè attori classici del sistema finanziario comunemente inteso, non sono episodici ma diventeranno la norma.

In altre parole le comunità autonome digitali, con interessi convergenti e che operano direttamente in tempo reale, saranno (sono già) il mercato finanziario di massa: gli altri continueranno ad esistere ma diventeranno nicchie. Chi lavora nei mercati finanziari (e dei pagamenti) e non l’ha capito, o con sufficienza deride la questione liquidandola come folkloristica o non la nota perché rimasto con la propria conoscenza/competenza a 30 anni fa, penso avrà dei seri problemi.

WEB 3.0 e Defi

🏭IBM è stata, nel 2016 con prodotti di mercato e dal 2014 come progettualità, forse la prima ‘big-one’ a investire su DLT nelle sue diverse articolazioni. CoinDesk qui riporta sia che l’azienda sta, praticamente, chiudendo la divisione dedicata per il mancato pluriennale raggiungimento degli obiettivi, sia le relative smentite di IBM stessa.

🔮Da tempo sottolineo il fatto che uno dei principali problemi della diffusione della componente DLT del WEB 3.0 è la sua non-connessione con il mondo (l’economia) reale. Uno dei link sono gli oracoli, per ora monopolizzati quasi esclusivamente dal DeFi (quindi dalla finanza, più remunerativa, e per ora il solo crypto-settore sviluppato a livello di fenomeno tangibile) e da una società, ChainLink, che ha capito il business con largo anticipo e l’ha fatto, per ora, praticamente tutto suo con attente scelte strategiche. Quindi sono contento quando competitor strutturati si affacciano al mercato, perché lo vivacizzano: è il caso di Band Protocol.

👀 Da leggere

Qui Kraken Exchange spiega la crescita del DeFi in termini di opportunità rischi e soluzioni;

qui il report sul mercato 2020 NFT, i token non fungibili, che molto stanno interessando il settore fashion e non solo: redatto da NonFungible in collaborazione con L'Atelier BNP Paribas;

a proposito di report di emanazione EU, da segnalare quello tematico a consuntivo 2020 redatto da ‘The European Union Blockchain Observatory & Forum’ sullo stato dell’arte, complessivamente e paese per paese, dell’ecosistema europeo DLT su blockchain. L’osservatorio pubblica anche aggiornamenti tematici mensili.

🔜

Prossimo Approfondimento: Come il GDPR si è Tradotto (MALE) nell’Utilizzo Quotidiano e la Caduta (FORSE) del Mito Bitcoin

La newsletter la trovi anche su:

RSS: https://medium.com/feed/fin-web3-0

Linkedin: @areds

FIN WEB3.0

Financial Innovation and WEB 3.0 Intell: Central Bank Digital Currency, Stablecoin DeFi and WEB 3.0

Sign up for Fin Web 3.0

By FIN WEB3.0

Financial Innovation and WEB 3.0: Central Bank Digital Currencies, StableCoins and WEB 3.0 Apps Take a look.

By signing up, you will create a Medium account if you don’t already have one. Review our Privacy Policy for more information about our privacy practices.

Check your inbox
Medium sent you an email at to complete your subscription.

FIN WEB3.0

News e approfondimenti (per tutti) su come CBDC, STABLECOIN e WEB 3.0 APP stanno cambiando il mondo-News and insights (for dummies) on how CBDCs, STABLECOINs and WEB 3.0 APPs are changing the world

alessandro rossi🧟‍♂️💭

Written by

Innovation Intelligence Analyst | Meditator Zombie | Middle Age Hikikomori | Digital Borderline | Has A Black Hole Under The Pillow |A Bad Product Of💜Venezia🦁

FIN WEB3.0

News e approfondimenti (per tutti) su come CBDC, STABLECOIN e WEB 3.0 APP stanno cambiando il mondo-News and insights (for dummies) on how CBDCs, STABLECOINs and WEB 3.0 APPs are changing the world

Medium is an open platform where 170 million readers come to find insightful and dynamic thinking. Here, expert and undiscovered voices alike dive into the heart of any topic and bring new ideas to the surface. Learn more

Follow the writers, publications, and topics that matter to you, and you’ll see them on your homepage and in your inbox. Explore

If you have a story to tell, knowledge to share, or a perspective to offer — welcome home. It’s easy and free to post your thinking on any topic. Write on Medium

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store