La mia ispirazione è andata via (e non mi ha salutato).

Com’è fatta la vostra ispirazione? La mia è un cinghiale con gli occhiali.
E’ volata via, andata, non ha neanche salutato. Maleducata. La mia ispirazione è veramente indisponente. Voglio dire, anche solo un arrivederci, un gesto con la mano, niente. Mi ha guardato dritto negli occhi, poi ha girato i tacchi ed è sparita nel nulla. Si sarà offesa. E’ vero avrei potuto prendere penna e quaderno e appuntare quella splendida frase che mi aveva sussurato nell’orecchio, ma avevo sonno. Non poteva venire verso le 10? Alle 6 del mattino! Peraltro sono anche malato. Ho la tosse, mal di gola, nel mio corpo ci sono più antibiotici che anticorpi, anzi i miei anticorpi sono stati sostituiti da particelle di Augmentin. Era qualcosa di soave, qualcosa di dolce, era qualcosa sui sogni, sulla voce che entra nei sogni. Ne sono quasi sicuro, ma non certo. Dannazione. Perchè il subconscio scivola via così velocemente che fretta ha? Sembra un super eroe sulla scena del crimine, appena il tempo di un sorriso all’inerme salvato e poi via nel buio della notte (nel giorno del mattino nel caso vi siate appena svegliati). E’ ingiusto. Perchè suggerirmi qualcosa di bello, per poi riprenderselo così. Potevi scriverlo! Obiezione accolta, d’accordo cosa vuoi che faccia che mi tatui su un braccio prendi la matita e scrivi. Credo sia anche protetto da copyright, figurati se non è stato usato da qualche campagna pubblicitaria di qualche marketer sfruttatore di creatività altrui.
- Prendi la matita e scrivi.
- E i soldi?
- No, ti ho detto la matita, non ho mai parlato di soldi.
Andiamo torna qua. Solo un secondo. Fammi questo piacere. Guarda, ho preso anche la matita. E’ qui pronta a scrivere tutto quello che uscirà dalla tua soave bocca. Che poi ce l’ha una bocca? Come fa ad avere una bocca? L’ispirazione dico. Ora che ci penso non ho alcuna idea di che faccia abbia l’ispirazione. Do per scontato sia una donna. Forse sono influenzato dalla mia cultura, la cultura della musa ispiratrice. Magari è uno sgorbio. Un cinghiale con gli occhiali.
- Salve senta, metta su carta “Tutto finisce, soprattutto quando è in saldo”. Ha scritto?
- Io…si…mi scusi..ma lei è un cinghiale?
- Vedo che ha un’ottima vista…
- Veramente sono mezzo miope.
- Sarcasmo.
- Dove?
- Qui. Davanti a lei. Il mio.
- Oh.
- Che c’è?
- Beh…
- Cosa?
- Si insomma…
- Insomma cosa, senta non ho tutto il giorno tra poco devo alzare i tacchi (ma certo! non girare, alzare!) e andarmene nel buio della notte.
- Voglio dire, tutti si aspettano che l’ispirazione sia un qualcosa di bello di soave…
- Mhm.
- …una musa ispiratrice per esempio.
- Potrei esserlo.
- Che vuol dire potrebbe?
- Potrei.
- E perchè io vedo un cinghiale con gli occhiali?
- Non è un problema mio. Questa è la SUA ispirazione. Altri vedono altre ispirazioni.
- Vuole dire che io ho un cinghiale e magari il mio vicino di casa ha una musa dai capelli biondi?
- Un cane idrofobo.
- Scusi?
- Il suo vicino ha un cane idrofobo.
- Devo supporre che quindi mi è andata bene.
- Decisamente.
- Cavolo. Come aveva detto dunque?
- Mi dispiace il tempo a mia disposizione è scaduto.
- Scaduto ma che dice? Nessuno le corre dietro! Non ci sono cacciatori di Cinghiali Ispiratori da queste parti!
- Arrivederci.
- Aspetti! Un secondo si fermi! Vada al diavolo…
Perchè poi do del Lei alla mia ispirazione. E’ solo un cinghiale, anche un po’ puzzolente se la vogliamo dire tutta. Un cane idrofobo. Diavolo, mi è andata bene. Come farei a distinguere un cane idrofobo da uno normale? Voglio dire non posso mica tirargli una secchiata d’acqua appena lo vedo, non sarebbe educato. Neanche pratico. E’ possibile riconoscere un cane idrofobo in mezzo al deserto? Dovrei trovare un’oasi. In quel caso direi che sarebbe alquanto stupido utilizzare l’acqua per risolvere quest’inutile dubbio. E’ un cane idrofobo! E noi siamo morti! Pessima idea. Immagino che nel deserto potrei fare a meno di sapere se un cane è idrofobo o meno.
Siamo di nuovo al punto di partenza. Foglio bianco e nessuna ispirazione. Quella mattutina è andata. Forse dovrei schiacciare un pisolino. Magari in questo modo riesco a fregarla, mi vedrà appena sveglio e penserà che è un altro giorno. Un nuovo giorno. Quindi il momento per una nuova ispirazione. D’accordo. Ci provo. Male che va mi sarò riposato. Via. Sonno cadi sulle mie (non) stanche palpebre. Ora. Andiamo! Su! Non posso mica aspettare un giorno intero! Non devo pensare al sonno. Se non ci penso verrà. Forse funziona anche con l’ispirazione? Mhm. Forse. Vai ispirazione non pensare a me! Io non ho bisogno di te! Non ti penso! Capito? Ah ah. Sto bene così. Senza alcuna ispirazione. Già. Hai fame bello? Ho delle spuntature…forse è meglio di no. Al diavolo. Ora guardo il soffitto. Andate al diavolo. Si. Il bianco del soffitto saprà ispirarmi.
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