Le prime 150 Mappe dell’Atlantis Magni Tomus Tertius ora Online

Le mappe antiche della Biblioteca Comunale di Trento su
 Wikimedia Commons

Ho ricevuto (per conoscenza) dalla gentilissima Cristina Buscaglia l’email della dott.ssa Eusebia Parrotto, capoufficio dei servizi al pubblico e dell’organizzazione tecnica della Biblioteca comunale di Trento e dell’archivio storico, nella quale mi metteva al corrente di questa straordinaria collezione digitale di mappe storiche.

La collezione riguarda una serie di 665 tra mappe, carte geografiche e altre incisioni databili tra il XVII e il XVIII secolo. Il materiale fu raccolto da un ignoto collezionista in 5 atlanti, probabilmente prima della metà del XVIII secolo, e conservato nelle sezioni storiche della biblioteca.

Attualmente le mappe appartengono alla Biblioteca comunale di Trento che ha deciso di digitalizzarle e renderle pubbliche nel portale Wikimedia Commons.

Ad oggi sono online le prime 150 pagine dell’Atlantis Magni Tomus Tertius.

Le mappe sono state prima catalogate e descritte nel Catalogo 
Bibliografico Trentino, in seguito digitalizzate, post-prodotte e infine 
caricate su Wikimedia Commons.

Ogni file è accompagnato da un box informativo che fornisce alcuni dati (autore, editore, anno di pubblicazione) e un collegamento esterno alla scheda del catalogo.

Stiamo aggiornando l’OPAC in modo da poter accedere dalla funzione di 
ricerca del catalogo direttamente al file immagine su Commons.

Il lavoro sarà completato, con la pubblicazione delle oltre 500 mappe 
restanti, entro aprile 2018 ed è svolto dal Wikipediano in Residenza e 
volontario di Servizio Civile Francesco Serra, in collaborazione con i 
bibliotecari delle sezioni di conservazione.

Prosegue in questo modo l’attività della Biblioteca comunale di Trento 
volta a diffondere contenuti che provengono dalle raccolte della 
biblioteca sulle piattaforme della conoscenza libera dell’universo 
Wikimedia (l’enciclopedia Wikipedia, la biblioteca digitale Wikisource, 
il catalogo di immagini libere Wikimedia Commons).

Un percorso che, accanto alla digitalizzazione delle opere antiche in pubblico dominio, prevede anche la possibilità di libero riuso, nella convinzione sia 
compito delle biblioteche operare per la massima diffusione della 
conoscenza, rimuovendo ogni ostacolo fra i documenti che conservano e il 
pubblico che desidera fruirne anche in ambito digitale.

Per ulteriori dettagli sulla storia della collezione 
digitalizzata:

Le prime 150 mappe storiche su Wikimedia:


Puoi seguire Fonti Storiche Online anche su Facebook e Twitter.