Abbiamo testato per voi due modalità di cottura della pasta eco-sostenibili: la prima è a basso consumo di acqua mentre la seconda è a basso consumo di gas.
Per l’esperimento abbiamo utilizzato delle penne rigate (nello specifico, quella nella confezione gialla e blu) e dopo un’accurata degustazione abbiamo stilato il verdetto.
Vediamo nel dettaglio i due procedimenti.
Cottura a basso consumo di acqua
Servirsi di una pentola a misura della quantità di pasta da cuocere in modo che la stessa sia disposta uniformemente sul fondo del tegame. Ricordate il peso della pasta perché a questo punto bisognerà versare il doppio della quantità in acqua. Un pizzico di sale e accendere il gas. Appena l’acqua bolle, coprire con un coperchio e ridurre il fuoco quasi al minimo. All’interno della pentola rimarrà il vapore e se utilizzate un coperchio in vetro potrete vederne l’effetto.
Trascorso il tempo indicato sulla confezione, aprite il coperchio e far evoporare per qualche istante. Spegnere il fuoco e servire (non rimarrà neanche un po’ d’acqua da scolare).
Cottura a basso consumo di gas
Nella classica pentola, portare a ebollizione l’acqua, salre e versare la pasta. Lasciar bollire per due minuti, coprire successivamente con un coperchio e spegnere il gas.
Lasciare in ammollo la pasta per il restante tempo di cottura (quello indicato sulla confezione). A fine cottura, scolare e servire.
Ecco il nostro giudizio (punteggio da 1 a 4)
Cottura a basso consumo di acqua
Profumo: 2,5
Consistenza: 2
Gusto: 2,5
TOTALE: 7
Cottura a basso consumo di gas
Profumo: 3
Consistenza: 3,5
Gusto: 3
TOTALE: 9,5
La vincitrice è la pasta con ridotto spreco di gas, in quanto è risultata al dente e particolarmente gustosa.
La perdente - per quanto rispettosa dell’ambiente - pecca sulla consistenza risultando piuttosto gommosa.
E ora, siamo pronti a utilizzare il ferro da stiro ancora caldo per fare le frittate e riscaldare il minestrone sul motore della nostra Fiat Panda.
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